L’industria del Private Banking italiano ha chiuso il primo semestre dell’anno con risultati che ne confermano la solidità e la centralità nel sistema finanziario nazionale. I dati rilevati dal Centro Studi AIPB al 30 giugno scorso sono eloquenti: le masse in gestione hanno

raggiunto la cifra record di 1.317 miliardi di euro, con una crescita del +2,4% rispetto al trimestre precedente e del +4,8% da inizio anno. Questo traguardo non è un punto di arrivo, ma la testimonianza di un percorso di crescita costante e sostenibile, fondato sulla fiducia che le famiglie italiane continuano ad accordare al nostro modello di servizio.
A delineare lo stato di salute del settore sono soprattutto le dinamiche che hanno generato questo risultato. La crescita registrata nel secondo trimestre è infatti il frutto di un contributo perfettamente equilibrato tra una raccolta netta di 14 miliardi di euro (+1,1%) e un effetto mercato tornato positivo per 15 miliardi (+1,1%). Questo equilibrio dimostra la capacità dell’industria non solo di attrarre nuovi capitali, ma anche di gestirli efficacemente, navigando con competenza un contesto economico e geopolitico complesso. Su base annua, la crescita è ancora più evidente, con un incremento di 120 miliardi (+10,1%), trainato da una raccolta netta di ben 49 miliardi.
Aipb: analisi del mercato servito dal Private Banking (giugno 2025)

Nota: nell’asset mix, il dato percentuale rappresenta la quota di un determinato prodotto nel portafoglio complessivo Private. La sommatoria potrebbe non dare esattamente 100% perché vengono escluse dalla rappresentazione voci residuali non significative. La variazione è contrassegnata in modo qualitativo dalla freccia che indica se, rispetto al trimestre precedente, il comparto è variato positivamente (verde), negativamente (rosso) o se è rimasto stabile.
L’analisi dei portafogli evidenzia una crescita bilanciata tra i diversi comparti, dal gestito (+2,9%) all’amministrato (+2,8%), e una sostanziale stabilità nell’asset mix, a conferma di un approccio strategico consolidato. I fondi comuni si confermano la componente principale con il 22,8%, seguiti dalle gestioni patrimoniali (12,2%), mentre le componenti obbligazionarie (17,2%) e azionarie (11,3%) restano centrali nelle strategie di investimento.
Evoluzione asset mix trimestrale: dettaglio prodotti

Questi numeri sono il risultato di un approccio distintivo, fondato su una consulenza olistica e un dialogo costante tra cliente e private banker dedicato. Questo dialogo genera una fiducia e una soddisfazione elevatissimi (94% si fida della propria banca e il 92% è soddisfatto del proprio banker), oltre a un accrescimento delle competenze finanziarie (91%).
Tali livelli di soddisfazione sono collegati a un modello di servizio “dietro le quinte” – che ne costituisce il valore aggiunto – fatto di processi strutturati, competenze altamente qualificate, tecnologie e fonti informative costantemente aggiornate. La generazione di un consiglio di investimento include il disegno di procedure per la selezione degli strumenti e degli emittenti da inserire nella gamma di offerta (reputazione, struttura dei costi, rapporto rischio/rendimento), l’aggiornamento continuo degli scenari economico-finanziari, il monitoraggio costante dei portafogli, l’ampia e tempestiva informativa alla clientela su diversi canali, i servizi a supporto dei banker. I benefici, soprattutto in un contesto particolarmente incerto, sono evidenti: questo modello consente al private banker di guidare il cliente verso scelte d’investimento più complesse, illiquide e orientate al lungo termine.
Approfondimento a cura di Antonella Massari, segretaria generale di Aipb.









