Il modo del risparmio gestito è cambiato radicalmente. Oggi chiunque ha a disposizione un’infinità di opzioni finanziarie, mercati accessibili con un clic e canali digitali per controllare il proprio patrimonio in tempo reale. A questa rivoluzione si aggiunge l’intelligenza artificiale, che sta trasformando la consulenza in un servizio su misura, capace di adattarsi ai progetti di vita di ogni singolo investitore. In un mercato così competitivo, dove le persone pretendono risposte precise e immediate, le banche e i consulenti non possono più muoversi come in passato. Devono cambiare pelle. Per capire dove sta andando questa transizione, il World Wealth Report 2026 di Capgemini fotografa in maniera nitida il mondo della ricchezza globale, svelando le abitudini e le reali necessità di chi investe oggi.
In questo articolo:
Risparmio gestito: un 2025 stellare
Perché è cresciuta la ricchezza globale
Risparmio gestito: chi sono i maggiori beneficiari
Un cambiamento di strategia
Risparmio gestito: un 2025 stellare
Il 2025 è stato un anno d’oro per i grandi patrimoni mondiali. Secondo il rapporto, la ricchezza complessiva degli high-net-worth individuals (HNWI), ovvero gli individui con un patrimonio investibile elevato, ha toccato il record storico di 98.300 miliardi di dollari. Si tratta di un balzo in avanti dell’8,7% in soli dodici mesi: l’aumento più forte registrato negli ultimi cinque anni e il più alto mai visto dal 2018. Insieme ai capitali, è cresciuto anche il numero dei milionari. Nel mondo si contano quasi due milioni di nuovi ricchi (+7,9%), un incremento che porta il club dei Paperoni a un totale di 25,3 milioni di persone. A spingere questa volata sono stati due motori principali: la corsa dei mercati finanziari e il calo dell’inflazione, che hanno ridato ossigeno agli investimenti e gonfiato il valore dei patrimoni.
Perché è cresciuta la ricchezza globale
La crescita della ricchezza globale è stata trainata principalmente dalla forte performance dei mercati azionari internazionali e dagli investimenti legati all’intelligenza artificiale. Il rally dei titoli tecnologici e delle società coinvolte nello sviluppo dell’AI ha rappresentato il principale motore della creazione di valore in gran parte del mondo. La regione Asia-Pacifico ha registrato i risultati migliori, con un aumento della ricchezza degli HNWI pari al 10,5%, sostenuto soprattutto dalla domanda di semiconduttori e dal buon andamento dei mercati asiatici. Anche il Nord America ha mostrato una crescita molto robusta, con un incremento della ricchezza del 9,9%, grazie in particolare alla forza dell’economia statunitense e dei colossi tecnologici. L’Europa ha beneficiato della stabilizzazione dei mercati e del rallentamento dell’inflazione, registrando una crescita della ricchezza HNWI dell’8% e tornando così a espandersi dopo le difficoltà osservate nel 2024.
Risparmio gestito: chi sono i maggiori beneficiari
A beneficiare maggiormente di questo contesto favorevole sono stati gli ultra-high-net-worth individuals (UHNWI), ovvero gli individui con patrimoni estremamente elevati. Per il secondo anno consecutivo, questa categoria si è confermata il segmento patrimoniale in più rapida crescita. Nel 2025 la popolazione globale degli UHNWI è aumentata del 9,4%, raggiungendo circa 250.000 individui, mentre la loro ricchezza è cresciuta del 9,7%, un patrimonio superiore a quello dell’intera popolazione HNWI. Pur rappresentando circa l’1% degli investitori facoltosi a livello mondiale, gli UHNWI concentrano il 34,8% della ricchezza complessiva detenuta dagli HNWI. Questo dato evidenzia come la concentrazione della ricchezza continui a rimanere molto elevata e come gli investitori più ricchi abbiano beneficiato maggiormente delle opportunità offerte dai mercati finanziari, grazie a una maggiore esposizione sia agli asset quotati sia agli investimenti privati ad alte performance.
Un cambiamento di strategia
Il report evidenzia inoltre un importante cambiamento nelle strategie di investimento adottate dagli HNWI. Dopo l’approccio fortemente prudente che aveva caratterizzato il 2023, complice un periodo fortemente inflazionistico che ha spinto le Banche centrali ad alzare i tassi di interesse, si osserva un graduale ritorno della propensione al rischio. La quota di liquidità detenuta nei portafogli è infatti diminuita significativamente, passando dal picco del 34% registrato nel 2023 al 24% rilevato nel 2026. Contestualmente è tornata a crescere l’esposizione ai mercati azionari, che rappresentano ora circa un quarto degli investimenti complessivi degli HNWI, tre punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. Anche il peso del reddito fisso è aumentato, raggiungendo il 20% dei portafogli grazie al miglioramento delle condizioni del mercato obbligazionario.
In controtendenza, gli investimenti alternativi hanno registrato una riduzione della loro incidenza, scendendo dal 16% al 12% nell’ultimo anno. Nonostante questo calo, l’interesse verso asset come private equity, private debt e investimenti non quotati resta elevato: il 68% degli HNWI dichiara infatti di voler aumentare ulteriormente la propria esposizione a queste categorie nei prossimi anni. Il quadro che emerge è quello di investitori sempre più orientati alla ricerca di rendimento, ma al tempo stesso alla diversificazione, in un contesto in cui la tecnologia e l’intelligenza artificiale continuano a ridefinire le opportunità offerte dai mercati globali.









