Caso Ilva, ArcelorMittal detta i tempi della chiusura

ILVA, ARCELORMITTAL DETTA I TEMPI DELLA CHIUSURA

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Entro gennaio la cessazione delle attività dell’Ilva. Sindacati: “La situazione sta precipitando”

 

Lo stop al Treno Nastri 2 è programmato per il 26 novembre. L’altoforno 2 si fermerà il 13 dicembre, il numero 4 alla fine del mese prossimo, mentre l’altoforno 1  è destinato a interrompere l’attività a metà gennaio. Poi ci sarà il blocco delle cokerie e delle centrali elettriche: così l’Ilva di Taranto cesserà completamente l’attività entro la fine di gennaio prossimo. Questo è il calendario che ArcelorMittal ha fornito ai sindacati, indicando modalità e tempistiche di chiusura che interessano l’impianto.

ArcelorMittal smentisce Emiliano

“L’azienda rispetterà tutti gli impegni a partire dal pagamento delle spettanze previste dal contratto di appalto” ha dichiarato l’ad di ArcelorMittal Italia Lucia Morselli, stando a quanto riferito dai sindacati. Che peò hanno ricevuto in giornata l’ennesimo boccone amaro da parte della società indiana. Che ha smentito categoricamente di aver dichiarato al governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, garanzie sul mantenimento della gestione degli impianti siderurgici ex Ilva fino a metà del prossimo anno. Era stato Antonio Marinaro, presidente di Confindustria Taranto, ad aver dato la notizia della permanenza di ArcelorMittal fino a giugno 2020, dopo aver ricevuto una telefonata proprio dal presidente della Regione, ieri a Bari assieme all’ad del Gruppo Morselli.

Sindacati Ilva da Patuanelli

Intanto, per domani, è previsto al ministero dello Sviluppo Economico un incontro tra sindacati e ministro: Stefano Patuanelli ha convocato al Mise, oltre all’Amministratore delegato ArcelorMittal Italia, anche i leader dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm: “Se ancora non fosse chiaro la situazione sta precipitando in un quadro sempre più drammatico che non consente ulteriori tatticismi della politica”, ha sottolineato in una nota il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli.

Le tensioni Conte-M5S sullo scudo penale

Restano ancora le tensioni tra il Movimento Cinque Stelle e Giuseppe Conte, che qualche giorno fa si è rivolto ai suoi ministri chiedendo loro di suggerire soluzioni per il caso Ilva, pur avendo dichiarato che si tratterà della più grande battaglia giudiziaria della storia. Sul tavolo c’è ancora la reintroduzione dello scudo penale,  il cui obiettivo era proteggere gli amministratori dal rischio di essere coinvolti in cause legali per i problemi di sicurezza e ambientali creati dalle gestioni precedenti dell’acciaieria ed ereditati dalla gestione attuale e la cui rimozione ha causato il passo indietro di Arcelor Mittal. Conte sta cercando di mediare con il partito dei grillini per reintrodurre una forma alternativa di immunità penale, ma il leader del partito Luigi Di Maio non ci sta. Su questo fronte, da Palazzo Chigi, c’è chi mormora che possa svilupparsi la fine dell’alleanza tra M5S e Partito Democratico.

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