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IMU: cos’è, come si calcola e quando va pagata

IMU: cos’è, come funziona, chi e quando deve pagarla

Ogni anno i proprietari di case non adibite ad abitazione principale sono chiamati a pagare una tassa sugli immobili denominata IMU. Vediamo una guida completa di tutto quello che c’è da sapere su questo tributo, ovvero quando è nato, chi lo deve pagare, le scadenze e molto altro.

 

IMU: cos’è

L’IMU, acronimo di Imposta Municipale Unica, è una tassa che grava su immobili ad uso abitativo diversi dalla prima casa, immobili commerciali e terreni. L’imposta è stata introdotta nel 2011 dal Governo Berlusconi in sostituzione di ICI, IRPEF e addizionali regionali e comunali. L’entrata in vigore doveva avvenire nel 2014, ma il Decreto Legge del 6 dicembre 2011, noto come “Manovra Salva Italia”, del Governo Monti ne ha anticipato l’attuazione in via sperimentale a partire dal 2012 e a rigore nel 2015. Ciò che differenzia l’IMU dalla vecchia ICI è il fatto che viene pagata anche sugli immobili religiosi non utilizzati principalmente per il culto, nonché per quelli di associazioni ed enti non profit. Quando è stata introdotta l’IMU comprendeva anche la prima casa, ma nel corso del tempo vi sono state numerose modifiche. La prima quella che ha riguardato la Legge di bilancio 2014, dove veniva esclusa la prima casa e introdotta la IUC, ovvero l’imposta unica comunale formata da IMU, TARI e TASI. La Legge di bilancio 2020 ha poi abolito la TASI, inserendo la Super IMU che mette insieme la vecchia IMU e la TASI.

 

IMU: chi deve pagarla e chi no

La legge stabilisce quali sono i soggetti obbligati a pagare l’IMU. L’elenco riguarda:

 

  • proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni;
  • titolari di diritti reali come usufrutto, uso, abitazione, superficie ed enfiteusi;
  • coniuge a cui è stata assegnata la casa coniugale, qualora si tratti di prima casa di lusso, in conseguenza di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • locatario di immobili in locazione finanziaria;
  • concessionario di aree demaniali.

 

Viceversa, la normativa ha esentato alcune categorie di soggetti dal pagamento dell’imposta. Dal 2014 sono esclusi i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa alla vendita e quelli rurali ad uso strumentale. Mentre dal 2016, vengono esentati i seguenti terreni agricoli:

 

  • ubicati nei Comuni elencati nella circolare n 9 del Ministero delle Finanze del 14/06/1993;
  • posseduti e condotti da coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionisti indicati nell’articolo 1 del decreto legislativo 99 del 2004, iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione;
  • siti nei Comuni delle isole minori indicati nell’allegato A della Legge 448 del 2001;
  • a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

 

Con la Legge di bilancio 2020, sono stati inserite altre categorie di immobili su cui non va fatto il pagamento dell’IMU, in quanto considerate assimilabili all’abitazione principale, ovverosia:

 

  • casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli;
  • fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali;
  • unità immobiliari delle cooperative a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
  • un solo immobile non locato, posseduto dai soggetti appartenenti alle Forze armate, alle Forze di polizia, al personale dei Vigili del fuoco nonché a quello appartenente alla carriera prefettizia;
  • unità immobiliari delle cooperative a proprietà indivisa destinate a studenti universitari assegnatari, anche in assenza della residenza anagrafica.

 

IMU: come si calcola

La procedura di calcolo dell’IMU diverge a seconda della tipologia dell’immobile. Nel caso si tratti di prima casa di lusso o seconda casa, si moltiplica la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente di ogni immobile per cui vanno effettuati i versamenti; al risultato ottenuto si applicano le aliquote deliberate da ogni Comune. Qualora parliamo di terreni agricoli e non coltivati, l’IMU si calcola sul prodotto risultante dal reddito dominicale rivalutato del 25% e di un coefficiente pari a 135. Nel caso di aree fabbricabili, occorre considerare come base imponibile il valore venale all’inizio dell’anno di imposizione, o dal giorno di adozione degli strumenti urbanistici. Il valore venale è determinato dai regolamenti comunali, tenendo conto di alcuni fattori come: la zona territoriale di ubicazione, l’indice di edificabilità, la destinazione d’uso consentita, gli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione e i prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche. Sul valore venale poi viene applicata l’aliquota stabilita.Se rispetto all’anno precedente sono avvenute variazioni che possono comportare differenze nella determinazione della tassa, nonché nelle esenzioni e nelle aliquote, il contribuente è tenuto a comunicarle al Comune dove è situato l’immobile attraverso la dichiarazione IMU, da trasmettere in via telematica entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui sono intervenute le variazioni.

 

IMU: quando e come si paga

Il pagamento dell’IMU avviene in due rate annuali. La prima è costituita da un acconto che dovrà essere versato entro il 16 giugno sulla base delle aliquote e delle detrazioni dell’anno precedente; la seconda invece è rappresentata dal saldo da regolare entro il 16 dicembre, con eventuale conguaglio della prima rata, in funzione delle aliquote stabilite dalle delibere comunali. Nel caso invece queste ultime dovessero mancare, si considerano le aliquote dell’anno precedente. Il pagamento dell’IMU può avvenire tramite modello F24, bollettino postale o sistema PagoPA, inserendo l’importo calcolato secondo le modalità sopra indicate e utilizzando il codice ente del Comune di ubicazione, con l’indicazione della rata che si sta saldando e dell’anno di riferimento. Il codice tributo da inserire nel modello F24 è il 3919; qualora invece non si rispetti la scadenza, scattano gli interessi moratori e le sanzioni che potranno essere regolati con ravvedimento operoso utilizzando rispettivamente i codici 3923 e 3924.

 

Bonus IMU: cos’è

Per agevolare e incentivare lo sviluppo turistico, nonché per frenare lo spopolamento di alcuni terreni particolarmente sensibili, la Legge di Bilancio 2022 ha previsto il Bonus IMU per il biennio 2022-2023. L’agevolazione dipende dall’ammontare delle risorse stanziate, ovvero 10 milioni per quest’anno e 10 milioni per l’anno successivo. Tuttavia, il bonus è soggetto ad alcune limitazioni. Intanto può essere applicato solo sugli immobili strumentari, cioè quelli adibiti all’esercizio della propria attività. Soprattutto, potranno beneficiare solamente coloro che decidono di trasferirsi o proseguire la propria attività in uno di quei Comuni disagiati che sono soggetti al fenomeno dello spopolamento. Per la precisione, la popolazione dei residenti di quei Comuni non deve superare i 500 abitanti.

 

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