Intesa Sanpaolo: titolo ha già corso troppo in Borsa, cosa fare con azioni?

Intesa Sanpaolo: titolo ha già corso troppo in Borsa, cosa fare con azioni?

Intesa Sanpaolo: titolo ha già corso troppo in Borsa, cosa fare con azioni?

Gli analisti fanno il punto della situazione sul nuovo piano industriale di Intesa Sanpaolo e alzano il prezzo obiettivo da 3 a 3,3 euro grazie a un utile per azione atteso in miglioramento del 7,5% quest’anno e a un dividendo per azione che dovrebbe salire di quasi il 25%. Atteso un generoso buyback a fronte di un Cet 1 solido.

 

 

Bank of America ha confermato il rating buy su Intesa Sanpaolo e alzato il prezzo obiettivo da 3 a 3,3 euro, promuovendo nel contempo il titolo a numero uno nella lista fra gli istituti preferiti in Europa. Gli analisti della banca d’affari americana sono andati a calcolare quanto hanno inciso in positivo gli amministratori delegati nelle banche europee. Dall’analisi emerge che Carlo Messina, ai vertici del gruppo milanese dal 13 settembre 2013, ha generato il migliore ritorno per gli azionisti in Europa (+142%). Secondo gruppo in classifica è Nordea con il 130%, a seguire Crédit Agricole (+120%). In fondo alla lista Unicredit, che dal 2013 ad oggi ha perso il 30%.

BofA ha anche migliorato le attese sia sul fronte dell’utile (Eps) che del dividendo per azione. Infatti l’eps adjusted è passato da 0,25 a 0,27 euro attesi nel 2022, pari a un incremento del 7,5% e dallo 0,27 allo 0,29 nel 2023 (+7,9%).
Sul fronte del dividendo per azione, le aspettative di BofA sono migliorate da 0,16 a 0,19 euro per azione nel 2022 (+24,8%) e da 0,17 a 0,21 euro nel 2023 (+25,3%). Rispetto a 3,3 euro di target price, il titolo ha un potenziale rialzo, ai prezzi attuali, del 23%.

Dal momento che il Ceo Messina è riuscito a creare tanto valore fino ad ora, è il ragionamento degli analisti, il titolo non ha la possibilità su questo fronte di alzare la redditività con manager migliori (al contrario della situazione di Unicredit, che ha cambiato amministratore delegato da pochi mesi, passato da Jean Pierre Mustier a Andrea Orcel). Eppure gli analisti ritengono che il nuovo piano industriale 2021-25, in via di pubblicazione con i risultati del 2021, “potrebbe far correre il titolo molto più in alto”.

BofA si aspetta che venga confermato il dividend payout del 70%, ma abbinare anche “un programma di riacquisto avrebbe molto senso“. Alla fine del 2021 il Cet 1 ratio dovrebbe essersi assestato attorno al 13,5-14%, facendo quindi emergere “le condizioni per un grande rimborso del capitale in eccesso”.

L’elevato peso della gestione patrimoniale e del comparto assicurativo da parte del gruppo si riflette nel basso peso dei margini di guadagno (Net Interest Income) sui ricavi, sotto il 40%. La conversione continua dei depositi in asset in gestione (fondi e polizze) “sarà un fattore chiave per registrare profitti”, nota BofA, dal momento che Intesa Sanpaolo si sta “allontanando dall’area delle banche concorrenti e viaggia a premio sul fronte del rapporto prezzo/utile fra il 30% e il 50%”.

Il ritorno sul valore patrimoniale netto (Return on net asset value) dovrebbe aumentare oltre il 10% nelle attese degli analisti, secondo cui la redditività sottostante era già alta a fine 2021 (oltre l’11%) e ora è destinata da migliorare “ulteriormente grazie alla crescita delle commissioni e a una riduzione dei costi”, con un costo del rischio (Cor) di circa 40 punti base, un calcolo che BofA ha fatto peraltro senza tener conto di eventuali assist esterni, come l’aumento dei tassi. La banca d’affari ricorda che il gruppo milanese è il più sensibile ad un incremento dei tassi dal momento che il suo utile prima delle tasse migliora del 31% per ogni 100 punti base (+1%) di rialzo dell’Euribor.

 

 

Analisi azioni: rally dal fiato corto, pattern Engulfing potrebbe segnare inizio discesa

Il titolo Intesa Sanpaolo sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance molto negativa registrata nella seduta di venerdì (-2,24%). Dopo un’apertura in gap up (subito ricoperto nell’intraday), infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 2,6455, per poi rimanere in stretto trading range nel corso del pomeriggio chiudendo non lontano a quota 2,6670.

Tale andamento ha permesso al mercato di creare un pattern grafico denominato Bearish Engulfing, indicante una generalizzata tendenza ribassista dell’azione. Il titolo, infatti, negli scorsi mesi ha corso molto muovendosi in controtendenza rispetto all’indice FTSE/MIB (soprattutto in gennaio) e, per la fisiologica ciclicità della Borsa, diventa necessaria una fase di ritracciamento in cui gli operatori prendano beneficio degli ottimi guadagni fin qui realizzati. Probabilmente venerdì è stato il primo segnale di debolezza, cui potrebbero seguirne altri nel corso di questa settimana. Pertanto, si tratta di un titolo su cui potrebbe essere rischioso insistere con gli acquisti, ma più conveniente (per chi lo possiede) iniziare a liquidarlo.

L’impostazione grafica, comunque, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti da tempo. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 66. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 2,7850 con target nell’intorno dei 2,8405 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 2,6455 con obiettivo molto vicino al livello 2,5925.

 


L’andamento di breve termine del titolo INTESA SANPAOLO

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