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Intesa Sanpaolo: tra trimestrale e buyback come operare in Borsa

Un ingresso nella sede di Intesa Sanpaolo

Tutto è pronto per l’avvio del buyback di Intesa Sanpaolo, seconda tranche da 1,7 miliardi di euro, dal prossimo tredici febbraio. Un’opportunità che già molti investitori hanno deciso di sfruttare posizionandosi sull’azione del gruppo guidato da Carlo Messina nelle ultime quattro sedute. La conclusione del buyback avverrà entro il 12 maggio. Ma non c’è solo il riacquisto di azioni proprie a fare felici gli investitori. Intesa Sanpaolo è reduce dalla presentazione di risultati record, dall’annuncio di un dividendo con rendimenti interessanti e da una serie di “buy” piovuti sul titolo all’indomani della presentazione del bilancio 2022.

 

Intesa Sanpaolo, come è andato il 2022

Nel 2022 Intesa Sanpaolo ha portato a casa utili per 5,5 miliardi di euro senza considerare le rettifiche e gli accantonamenti legati all’esposizione in Ucraina e Russia per 1,4 miliardi di euro. L’utile netto contabile è stato pari a 4,354 miliardi di euro. Un risultato record, come sottolineato dall’amministratore delegato Carlo Messina, che pone il gruppo già in ottima posizione per raggiungere gli obiettivi del piano 2022-2025 a 6,5 miliardi di euro. Record anche per il risultato trimestrale 2022 con una salita dell’utile netto a 1,07 miliardi di euro, ben sopra le attese di consensus degli analisti di Bloomberg a 898 milioni di euro.

In virtù di questi risultati il Consiglio di amministrazione proporrà all’Assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,0868 euro per azione che si aggiunge all’acconto di 0,0738 euro pagato in novembre 2022. Nel complesso il dividendo 2023 si attesa quindi a 0,1606 euro che rappresenta un rendimento del 6,4% sul valore dell’azione al 9 febbraio 2023. L’ammontare dell’utile 2022 distribuito da Intesa Sanpaolo arriva quindi al 70% e nel 2023, come ha sottolineato durante la conferenza stampa l’ad Messina, verranno complessivamente distribuiti agli azionisti 5,3 miliardi di euro.

Il tutto all’interno di un gruppo che si conferma nella sua solidità. Il Cet1 ratio si è attestato al 13,5% e rimarrà nell’ambito del 13% anche nell’anno in corso, a fronte di un 8,88% richiesto dalla Vigilanza europea negli stress test di cui sono stati da poco comunicati i risultati. Intesa Sanpaolo ha ridotto la sua esposizione in Russia e Ucraina al di sotto dello 0,3% dei prestiti complessivi alla clientela e i crediti deteriorati lordi complessivi del 30,2% (-22,3% netti).

 

Cosa ne pensano gli analisti

Su Intesa Sanpaolo sono arrivati numerosi “buy” da inizio febbraio, precisamente 15 su 21. Nel complesso il 75% degli analisti ha una posizione di acquisto sull’azione, gli “hold” sono il 21,4% mentre residuali sono i “sell” al 3,6%. Il target price medio è a 2,85 euro contro i 2,515 di quotazione di Intesa Sanpaolo nel pomeriggio del 9 febbraio, il 13% in più rispetto a questa quotazione.

Secondo Intermonte, che ha confermato il suo giudizio outperform sul titolo con target price a 3,2 euro da 3 precedente, nel 2023 Intesa Sanpaolo dovrebbe riuscire a realizzare utili superiori a 6 miliardi di euro nel 2023, contro i 5,5 miliardi di euro che rappresentano la cifra indicata nella guidance del gruppo. È invece salita a “buy” la raccomandazione degli analisti di Bank of America con un target price a 3,25 euro da 2,70 precedente. “La nostra previsione – spiegano da BofA – è per un utile netto di 6,7 miliardi di euro. Si tratta di un risultato superiore all’obiettivo del piano aziendale per il 2025, che riteniamo possa essere raggiunto già quest’anno”.

 

L’analisi tecnica e le strategie operative sul titolo Intesa Sanpaolo

L’azione Intesa Sanpaolo, quotata sul FTSE Mib di Borsa Italiana, ha iniziato il 2023 con una rivalutazione di Borsa pari al 20%. Dopo il “sell on news” seguito alla presentazione dei risultati, -2,93%, sul titolo sono tornati gli acquisti degli investitori interessati al rendimento del titolo, e quindi al suo dividendo e al buyback che prenderà il via lunedì. Sono seguito quattro giorni di chiusure al rialzo che rilanciano Intesa Sanpaolo verso la chiusura del gap ribassista lasciato aperto lo scorso 24 febbraio 2022, il giorno in cui l’Ucraina è stata invasa dalla Russia, da 2,606 euro.
Nel suo movimento rialzista l’azione del gruppo bancario italiano è accompagnata da una linea di tendenza tracciabile con i minimi del 13 ottobre e 16 dicembre 2022. Il livello dinamico potrebbe essere oggetto di test solo con un ritorno delle quotazioni al di sotto di 2,3505 euro, i minimi della seduta di presentazione dei risultati 2022.

L'andamento grafico di Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo, l’andamento a Piazza Affari – Fonte: IG

 

Intesa Sanpaolo: le strategie operative con i Certificati Turbo24 di IG

Al momento Intesa Sanpaolo appare proiettata al rialzo ma la chiusura del gap rialzista potrebbe essere un’occasione per rifiatare. In tal caso si potrebbero valutare strategie short su test a 2,60 euro con ingresso su ritorno sotto 2,588. Il target potrebbe essere posizionato a 2,48. Lo stop loss sarebbe a 2,63. Per questo tipo di operatività può essere utilizzato un Certificato Turbo24 di IG con facoltà short su Intesa Sanpaolo che abbia il livello di Knock-Out (KO) inferiore alla zona scelta per lo stop loss indicato.
Nel dettaglio, il Certificato Turbo24 Long con ISIN DE000A23EJ32 propone un livello di KO a 2,8606 euro e leva 7. Per trovare la corretta size di ingresso a mercato, ricordiamo di controllare il moltiplicatore, sotto la voce info. L’ammontare massimo che si potrà perdere non supererà in ogni caso l’investimento iniziale: perché ciò accada le quotazioni di Intesa Sanpaolo dovranno raggiungere il livello di KO del Certificato.

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Redazione

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