Investimenti: automotive 2.0, oltre l'elettrico c'è di più

INVESTIMENTI: AUTOMOTIVE 2.0, OLTRE L’ELETTRICO C’E’ DI PIU’

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Un’analisi di La Francaise Asset Management per prevedere il futuro dell’automotive

Di recente, il team di gestione della strategia Carbon Investment di La Française ha potuto incontrare i rappresentanti di diverse aziende del settore automotive per anticipare le innovazioni del settore e identificare le nuove tendenze di mercato, a partire dallo spostamento continuo in direzione di una maggiore efficienza, dell’elettrificazione e dell’automazione, supportato da incentivi di legge e dalla maggior consapevolezza dei consumatori. La strategia Carbon Investment si concentra su aziende che forniscono soluzioni per rispondere alle sfide poste dai cambiamenti climatici e in particolare su quelle che si prefiggono l’obiettivo di raggiungere risultati significativi e tangibili nella riduzione delle emissioni da gas serra o che si concentrano su prodotti e servizi utili a ridurle. Più in generale, la strategia analizza e seleziona aziende che ricadono in una di queste tre categorie: inquinanti “forti” impegnati nella transizione, enablers e fornitori di soluzioni di energia pulita.

“Fiducia nella ripresa del settore automobile”

“Fra le case automobilistiche, abbiamo incontrato aziende automotive in transizione come DaimlerVolkswagen e PSA, in cui investiamo” spiega Hugo Bonnard, Fund Manager azionario di La Francaise Asset Management. Queste aziende si aspettano una ripresa entro fine anno, sostenuta da una base di confronto favorevole (grazie all’introduzione del nuovo standard WLTP: un metodo di controllo standardizzato a livello mondiale per il rilevamento dei consumi e delle emissioni di gas di scarico). “Gli incontri però si sono concentrati per lo più sulla regolamentazione. Il tono è stato generalmente fiducioso nella possibilità che entro il 2020-2021 il settore riesca a soddisfare gli standard richiesti dall’Europa (emissioni al di sotto dei 95g di CO2 per km)” prosegue Bonnard. D’altronde, l’introduzione di veicoli alternativi, come quelli elettrici o ibridi, procede a ritmi sempre più veloci e le case automobilistiche si stanno attrezzando per evitare il rischio di multe (95€/grammo per veicolo pagabili nel 2021 per infrazioni commesse nel 2020) e il rischio di compromettere la loro reputazione con i clienti. Nessuno ha dimenticato l’impatto del “Dieselgate” su Volkswagen.

Veicoli elettrici, le case automobilistiche concordano su due punti:

  1. I veicoli elettrici avranno un impatto diluitivo sui margini 2020, a causa del rapporto negativo tra volumi di produzione e costi. Il settore si attende che i costi delle batterie diminuiranno man mano che i volumi crescenti (di produzione) ne ridurranno i costi, per arrivare al livello di quelli dei motori a combustione interna entro il 2023.
  2. Il balzo in avanti della domanda richiederà un intervento a supporto da parte dei governi (sussidi del tipo “eco-bonus” sono stati elargiti in Francia, Germania, Svezia e Slovenia per sviluppare le infrastrutture di ricarica). Le case potrebbero sviluppare una politica aggressiva per raggiungere i propri obiettivi di vendita, che impatterebbe negativamente sui margini.

“Aumentare le vendite contenendo i costi”

“Per quanto riguarda i fornitori di componenti per auto, abbiamo incontrato fornitori di soluzioni come Plastic OmiumContinental e Michelin. Le previsioni di crescita per il mercato automotive non sono confortanti ma le aziende che abbiamo incontrato sono fiduciose nella propria capacità di poter fare meglio del mercato aumentando il numero dei componenti integrati nei veicoli e contenendo fortemente i costi” continua Hugo Bonnard.

Le principali direttrici di investimento:

  1. Infotainment – la cabina di guida del futuro (sicurezza avanzata, benessere integrato nell’auto, regolazione della temperatura migliorata), integrazione di nuovi servizi (navigazione connessa, riconoscimento vocale, servizio di news, diario di bordo e differenti modalità di guida attivate via smartphone, ecc)
  2. Automazione della guida – dalla fase 2 (gestione della distanza, bilanciamento del veicolo, cambio di corsia) alla fase 5 (veicoli autonomi al 100%, in particolare per i trasporti pubblici).
  3. Riduzione delle emissioni di CO2 – convertitori catalitici migliorati (Plastic Omnium / Bosch / Continental), sviluppo di veicoli 48V (Valeo, Bosch, Continental, Faurecia, ecc)
  4. Sviluppo di celle a combustibile a idrogeno per una maggiore autonomia, in particolare tra i veicoli pesanti

Il team carbon investment monitora il settore automotive, impegnato nella non facile sfida di ridurre le emissioni di gas serra: “Investiamo nelle aziende in transizione (ad esempio quelle attive nell’industria dei veicoli elettrici e i produttori di auto con obiettivi carbon neutral), o che forniscano soluzioni per contribuire a raggiungere l’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura globale a meno di due gradi” conclude il top analist di La Francaise.

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