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Investimenti: sui mercati le donne possono insegnare agli uomini

Investimenti: sui mercati le donne possono insegnare agli uomini

Le donne battono gli uomini in tema di investimenti. Quale migliore omaggio per celebrare anche sotto l’aspetto finanziario il giorno della Festa della Donna, prendendo spunto dai dati forniti da Trade Republic, azienda tecnologica tedesca supervisionata da Bundesbank e BaFin che permette di investire in piani di risparmio, investimenti frazionati ed ETF, nonché derivati e criptovalute. Secondo la società con sede a Berlino, le donne si sono mostrate più responsabili, utilizzando più ETF e operando con meno frequenza.

Analizzando i dati dei propri clienti del 2022, Trade Republic ha rilevato una sorprendente minore impulsività del pubblico femminile di fronte ai movimenti del mercato, adoperando il 33% in più degli ETF e il 30% in meno di frequenza nel trading in confronto agli operatori uomini. Inoltre, le donne si sono avventurate meno in investimenti di assets estremamente volatili come le criptovalute, preferendo maggiormente attività in contanti. “Il comportamento di investimento della nostra clientela femminile rappresenta i nostri valori. Attraverso l’utilizzo di prodotti diversificati, le nostre clienti dimostrano un approccio responsabile e sostenibile alla generazione di ricchezza. Da loro c’è molto da imparare, soprattutto per chi investe per la prima volta”, ha affermato Emanuele Agueci, Regional Manager per Italia, Irlanda e Baltici in Trade Republic.

C’è da dire comunque che le donne investono molto meno rispetto agli uomini e sono numericamente molto inferiori. Sulla base dei dati di Trade Republic, lo scorso anno le donne hanno investito circa il 60% in meno. Ciò potrebbe essere il risultato probabilmente di una maggiore cautela, ma anche di un reddito medio percepito inferiore. Infatti, secondo i dati del Ministero di Economia e Finanza, in Italia in media le donne guadagnano il 40% in meno rispetto agli uomini. Mentre, dai dati CONSOB risulta che l’80% degli investitori italiani è composto da uomini.

 

Investimenti: per le donne una scalata ancora difficile nella finanza

Negli ultimi anni il ruolo della donna nella finanza si sta facendo strada, ma ancora il percorso sembra essere lungo per una maggiore emancipazione. Ad esempio, le società quotate a Piazza Affari non hanno alcun amministratore delegato donna e nel consiglio la presenza è limitata al 39%. La società che vanta un maggior numero di consiglieri donne risulta essere Banca BPER con otto membri.

Altrove la situazione sembra essere migliore. In Gran Bretagna appena 10 delle maggiori 350 società hanno al timone membri esecutivi rappresentati solo da uomini. Mentre, negli Stati Uniti il numero con riferimento alle aziende facenti parte del Russell 3.000 sale a 57. Tuttavia, secondo i dati Bloomberg, nel 2022 in USA è sceso il ritmo con cui le donne ottengono una presenza nei CdA. Infatti, si è registrato un incremento appena del 5%, a fronte di un aumento quasi doppio nei due anni precedenti. Tra l’altro, appena 41 società dell’S&P 500 sono guidate da una donna a gennaio 2023.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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