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Investire in azioni value? Ecco come fare con gli ETF

Un manager legge un giornale finanziario

Investire in azioni value? Oggi l’investimento value, su azioni sottovalutate dai mercati rispetto ai loro fondamentali, è tornato al centro dell’attenzione dopo essere stato offuscato negli anni passati dall’investimento growth. Ma cosa vuole dire investire in azioni value e come lo si può fare utilizzando gli ETF?

 

La solidità dello stile value

Lo stile di investimento value ricerca sul mercato le azioni di società “a sconto” rispetto ai fondamentali, ossia che hanno indicatori particolarmente bassi se confrontati con la loro media storica o con la media del settore di appartenenza dell’azienda, o ancora con la media di tutto il mercato azionario. Tra gli indicatori che gli analisti considerano per valutare la relativa convenienza di un titolo azionario ci sono il rapporto prezzo/utili o price/earning ratio (P/E), il rapporto tra il prezzo dell’azione e il patrimonio netto o price to book ratio (P/BV). Questi due sono quelli più utilizzati ma esistono anche il rapporto tra il prezzo dell’azione e i ricavi aziendali, o la liquidità aziendale, o il risultato operativo, o il margine operativo lordo.

Investire in azioni value permette una crescita progressiva nel tempo del capitale investito con un livello di volatilità più basso rispetto allo stile growth. Quest’ultimo, infatti, si concentra su azioni di società spesso molto innovative ma che non hanno ancora dimostrato, o non hanno dimostrato appieno, la capacità di generare utili in maniera costante e crescente. Il prezzo di queste azioni è decisamente più volatile e riflette le attese future di crescita dei profitti. Per questo i multipli come il P/E sono più elevati rispetto a quanto accade per le azioni value.

Esempi classici di azioni value sono Coca Cola, JPMorgan, McDonalds. Di solito si tratta di blue chip, società con una patrimonializzazione elevata che operano in settori della cosiddetta old economy. Tra le growth sono annoverate invece Apple, Amazon o Alphabet che, seppure abbiano macinato profitti negli ultimi anni, mostrano multipli elevati rispetto al resto del mercato, a fronte delle prospettive future. Tra le società growth, tuttavia, non ci sono solo le cosiddette Big Tech, ma anche numerose società di minori dimensioni e con una storia più breve con prodotti innovativi ma che ancora devono stabilizzare la loro traiettoria di crescita.

 

Il beneficio delle azioni value

Sono numerose le ricerche accademiche che dimostrano il valore di lungo periodo di un investimento in azioni value. Un portafoglio ben diversificato costruito con questa tipologia di titoli offre, nel lungo periodo, un premio di investimento rispetto a un investimento complessivo su tutto il mercato. Inoltre la volatilità è inferiore.

Inizialmente lo stile di investimento value era perseguito dalle società di gestione all’interno delle strategie Smart Beta, che inserivano nella costruzione dei portafogli di investimento un peso delle azioni diversificato rispetto al benchmark in base ad alcuni fattori basati su regole matematiche. Tra questi c’era anche il value. Successivamente gli index provider, ossia le società che costruiscono indici, hanno creato dei benchmark dedicati ai diversi stili di gestione tra i quali quello value e le società di gestione del risparmio hanno creato dei prodotti passivi che replicano questi indici.

 

Gli ETF value tornano in auge

Negli ultimi anni, e in particolare durante la crisi pandemica, le società value sono state trascurate dagli investitori. Il blocco dell’economia causato dai lockdown ha colpito duramente le società produttrici di servizi e prodotti che non fossero digitali. Per contro c’è stata un’esplosione del valore delle società growth i cui prezzi (e i multipli) sono saliti a livelli record. Gli stessi indici azionari globali hanno registrato, al loro interno, un aumento della percentuale di peso dei titoli growth a scapito di quelli value. Anche la domanda di ETF value, di conseguenza, ha subito una contrazione. La fine della pandemia ha però attivato una progressiva rotazione settoriale che ha permesso alle azioni value di riprendere forza e attirare interesse rispetto alle growth.

In Europa sono circa 15 gli ETF che investono con stile value. Il numero più ampio di questi ETF è targato iShares che offre la possibilità di investire su differenti aree geografiche: global, Stati Uniti, Emerging markets, Europa. Sono tutti ETF caratterizzati da buoni livelli di capitalizzazione e con TER compresi tra lo 0,2% e lo 0,3%. SPDR invece offre anche ETF value che si concentrano sulle piccole capitalizzazione aziendali, come l’ETF Small Cap Value su società statunitensi o europee.

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