Iran: come viene scelta la Guida Suprema e chi potrebbe succedere a Khamenei

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La guerra scoppiata tra Stati Uniti, Israele e Iran ha avuto come effetto immediato l’uccisione dell’Ayatollah Ali Khamenei. Parte del popolo iraniano, soprattutto tra chi è all’estero, ha festeggiato nelle piazze manifestando  la propria soddisfazione per l’eliminazione dell’autorità religiosa e massimo vertice della Repubblica islamica. Il grido di libertà di donne e uomini iraniani, tuttavia, rischia di essere frustrato dalla nomina del successore di Khamenei. Una democrazia non sorge dall’oggi al domani e molti tentativi occidentali in tale direzione, con riferimento ad altri Paesi in passato, hanno prodotto esiti deludenti.

 

In questo articolo:

 

  • Iran: come viene nominata la Guida Suprema
  • Ecco i candidati alla successione di Khamenei

 

Iran: come viene nominata la Guida Suprema

Tolto di mezzo il capo 86enne della Repubblica islamica, si tratta ora di capire chi sarà il suo successore. Ma come verrà nominato? E cosa succederà nel frattempo? Stando alla Costituzione iraniana, il compito di nominare il leader supremo spetta all’Assemblea degli Esperti, un organo teocratico composto da 88 membri eletti dal popolo ogni otto anni. Prima della nomina, però, i candidati vengono vagliati dal Consiglio dei Guardiani, che applica regole rigide nella sua attività di controllo. Una volta selezionate le persone idonee a ricoprire il ruolo di guida, l’Assemblea si riunisce e procede alla votazione, che avviene a maggioranza semplice.

Durante il periodo in cui la carica resta vacante, l’articolo 111 della Costituzione in Iran prevede che i doveri del leader supremo siano assunti da un consiglio provvisorio formato da tre membri. Attualmente tale consiglio è composto dal presidente Masoud Pezeshkian, dal capo della Magistratura Gholam-Hossein Mohseni-Ejei e dall’Ayatollah Alireza Arafi, che funge da rappresentante del Consiglio dei Guardiani. L’autorità del consiglio è strettamente transitoria, mentre l’Assemblea degli Esperti mantiene il pieno potere costituzionale di scegliere il prossimo leader supremo dell’Iran. Non esiste, tuttavia, una scadenza precisa per la nomina: la Costituzione stabilisce che l’Assemblea debba agire nel più breve tempo possibile.

 

Ecco i candidati alla successione di Khamenei

I nomi che circolano come possibili successori di Khamenei sono tre. Il primo è Gholam-Hossein Mohseni-Ejei, che i trader di Polymarket indicano come favorito. La sua carriera è stata particolarmente articolata: dal 2005 al 2009 ha ricoperto l’incarico di ministro dell’Intelligence; dal 2014 al 2021 è stato primo vice e portavoce della magistratura; nel luglio 2021 ne è divenuto il capo. Mohseni-Ejei è inoltre membro di lunga data del Consiglio per il Discernimento dell’Interesse dell’Expediency, importante organo consultivo della leadership iraniana.

Il secondo candidato è Hassan Khomeini, nipote del defunto leader iraniano Ayatollah Ruhollah Khomeini. Secondo il Council on Foreign Relations, Khomeini potrebbe fungere da ponte tra il sistema rivoluzionario iraniano e le sue componenti riformiste, contribuendo a preservare la struttura centrale della Repubblica islamica, ridurre l’isolamento internazionale dell’Iran e affrontare le tensioni popolari.

Il terzo contendente è Alireza Arafi, alto clerico iraniano e figura influente nella gerarchia religiosa e politica della Repubblica Islamica. Nell’ambito della struttura religiosa, Arafi ha ricoperto diversi incarichi, tra cui direttore dei seminari religiosi, leader della preghiera del venerdì a Qom e membro sia del Consiglio dei Guardiani sia dell’Assemblea degli Esperti.

Chi la spunterà? Secondo Amin Saikal, professore emerito dell’Università dell’Australia Occidentale, i giochi sono tutt’altro che fatti, sebbene Mohseni-Ejei figuri come favorito. A suo avviso, vi saranno intensi negoziati tra le élite e si cercheranno compromessi. “Chiunque emerga potrebbe essere una soluzione di mediazione”, ha dichiarato.

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Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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