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Jackson Hole: ecco perché il simposio dei banchieri centrali spaventa le Borse

Jackson Hole, ecco perché i mercati hanno paura

Nella settimana in cui i volumi del mercato azionario tornano a farsi più massicci dopo le due settimane centrali di agosto le Borse europee affondano con ribassi consistenti. In vista del meeting dei banchieri centrali di Jackson Hole, e del discorso di Jerome Powell venerdì prossimo, gli investitori ritraggono la mano in attesa di capire se nella valle del Wyoming voleranno i falchi.

 

Gli investitori indossano gli occhiali del pessimismo

Osservato speciale, a Jackson Hole, sarà naturalmente il presidente della Federal Reserve Jerome Powell. Dal suo discorso di venerdì potrebbero scaturire indicazioni importanti sulle scelte della Federal Reserve nei prossimi meeting, a cominciare da quello del 20-21 settembre. Per gli investitori è importante capire se il rialzo dei tassi sarà dello 0,5% o dello 0,75%.

L’ultimo dato sull’inflazione USA, diffuso lo scorso 10 agosto, ha segnato una frenata nella crescita dei prezzi al consumo (+8,5%) ma il livello dell’inflazione rimane ancora altro per abbassare la guardia, come ha ribadito l’ex segretario del Tesoro degli Stati Uniti Lawrence Summers, che non più di ventiquattro ore fa ha sollecitato Powell a lanciare un messaggio chiaro sulla necessità di imporre politiche monetarie restrittive per contrastare l’inflazione. Al momento, secondo quanto riportato nel Global credit bullets di Algebris, i mercati stanno prezzando un 60% di probabilità di un rialzo dei tassi sui Fed funds di 75 punti base nella prossima riunione e un approdo finale al 3,7% nel primo trimestre 2022. Pertanto, nonostante l’inflazione USA sia stata più moderata in luglio, la FED potrebbe non allentare la presa sui tassi.

 

“Il discorso di Powell a Jackson Hole questa settimana chiarirà le comunicazioni della Fed e definirà i mercati dei tassi di inizio settembre. In generale riteniamo che il contesto inflattivo negli USA stia migliorando, ma il mercato ha correttamente prezzato una Fed restrittiva dopo l’eccessiva eccitazione derivante dai dati. Quindi l’upside lato USA è verosimilmente limitato”

 

hanno commentato gli analisti del team Strategie di credito globale di Algebris. Che a volare alto a Jackson Hole saranno i falchi è certo anche Alessandro Tentori, chief investment officer di Axa IM Italia, secondo il quale il corso dei presidenti delle FED locali è sempre hawkish.

 

“Anche le colombe di una volta – nota Tentori – come per esempio Neel Kashkari del distretto di Minneapolis si sono girate e suggeriscono ulteriori forti rialzi dei tassi di interesse nei prossimi trimestri”.

 

Per l’Europa c’è anche lo spauracchio gas

Sui mercati europei pesa un ulteriore elemento, il rischio di interruzione delle forniture di gas dalla Russia nei mesi più freddi dell’anno. A questo proposito il test a cavallo tra fine agosto e inizio settembre, quando il gasdotto Nord Stream 1 verrà chiuso unilateralmente dalla Russia per lavori di manutenzione ordinaria, sarà importante. Come dichiarato da Gazprom, se non ci dovessero essere problemi tecnici, le forniture di gas naturale torneranno al livello di 33 milioni di metri cubi al giorno che, è da ricordare, ammontano al 20% appena della capacità complessiva del gasdotto.

In vista del “test” il prezzo del gas naturale è balzato al Ttf di Amsterdam a 269,5 euro per megawattora dopo aver terminato le contrattazioni, venerdì scorso, a 244,5 euro. Una nuova impennata che si riverbererà sui prezzi al consumo nel Vecchio continente costringendo la BCE a equilibrismi molto difficili tra necessità di evitare una recessione e di arginare i prezzi al consumo. Sul tema si è espresso il presidente della Bundesbank Joachim Nagel che ha sottolineato la necessità di rialzare i tassi europei per frenare l’inflazione che in Germania, in autunno, potrebbe superare il 10% annuo.

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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