Jerusalmi: “Borse chiuse? Decidano i governi”

L’Amministratore Delegato di Borsa Italiana torna a parlare dell’ipotesi borse chiuse: “Possibile solo a livello mondiale”

 

Per la prima volta l’Amministratore Delegato di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi parla dell’ipotetica chiusura del mercato italiano, in quello che di fatto è il secondo lunedì nero consecutivo intermezzato dal Black Thursday causato dalle dichiarazioni di Christine Lagarde al meeting della Bce di Francoforte. 

Ne ha parlato, Jerusalmi, senza però fornire aperture dirette alla possibilità che venga effettivamente disposta una sospensione: “Perché decisioni in tal merito -ha chiarito l’A.d. di Borsa S.p.A.- sono possibili in senso aggregato, ma spettano solo e soltanto ai governi”.

Borse chiuse attraverso un coordinamento congiunto tra governi

Dunque, la chiusura dei mercati non è fantascienza, né una pista impossibile da battere. Lo è, solo se condotta a carattere globale, attraverso un coordinamento congiunto da parte dei singoli governi coinvolti. In caso di decisione a livello mondiale, la strada sarebbe percorribile, fermo restando che, ha chiuso Jerusalmi: “I mercati devono restare il più possibile aperti, funzionare regolarmente ed essere il più liquidi possibile”.

 

Anche oggi mercati a picco, -10%

Quella di oggi è un’altra giornata di passione per le borse europee e Piazza Affari, con perdite superiori ai 10 punti percentuali, il petrolio sotto i 30 dollari al barile e l’oro crollato a 1.460 dollari l’oncia. Il momento difficile per i mercati internazionali ha rimesso al centro dei dibattiti di attualità la possibilità di chiudere le borse, per evitare il tracollo anche della finanza.