Chi è e cosa fa Joel Esciua, il presidente del Livorno

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È lucido, pratico e ambizioso Joel Esciua, il presidente del Livorno. Nell’anno in cui la società toscana, piazza storica del calcio italiano, compie 110 anni e conquista la promozione in Serie C dalla D, l’imprenditore di origini brasiliane e londinese d’adozione non si ferma e già parla di un programma strutturato su tre anni per raggiungere la B. Un piano inevitabile per riaccendere la rivalità con il Pisa di Alexander Knaster, tornato in A dopo 34 anni.

Il Livorno è di nuovo nel calcio professionistico dopo quattro stagioni passate tra i dilettanti. Il progetto del numero uno dei labronici è a lungo termine: vuole costruire basi solide per riportare le Triglie nel calcio che conta, senza improvvisazioni e facilonerie, partendo da infrastrutture e settore giovanile. Il primo passaggio è la fase post season che assegna lo scudetto di categoria, il secondo è la costruzione di una rosa all’altezza del complicato campionato di C.

 

Chi è Joel Esciua, il presidente del Livorno

Classe 1964, nato e cresciuto a São Paulo, Joel Esciua si trasferisce in Francia per studiare all’Université Panthéon-Assas di Parigi, dove si laurea in Econometria ed Economia quantitativa e in Giurisprudenza. Dopo il Master alla ESCP Business School, comincia la carriera nel mondo dell’impresa e della finanza passando da stagista per Citi e manager per Banco Sudameris a direttore del trading e delle vendite di ANZ Bank.

Il percorso professionale di Esciua si divide tra Londra e Parigi: qui è amministratore delegato di Globinvest e poi responsabile vendite di importanti gruppi bancari quali Société générale, Abn Amro Bank, Dresdner Kleinwort Wasserstein e Renaissance Capital. Dopo quattro anni passati in Banca Imi e tre nel team di Autonomous Research come responsabile globale dei mercati emergenti, gestisce la distribuzione per la società di investimenti emiratina Frontera Capital.

Dal 2023 Esciua è direttore generale senior di Delphos, boutique indipendente di servizi di financial advisory e corporate finance. La compagnia si occupa soprattutto di energie rinnovabili, minerali e risorse strategiche, tecnologie essenziali, digitalizzazione, trasporti e infrastrutture marittime, sanità e istruzione per governi, istituzioni per lo sviluppo e aziende in crescita. Con oltre 20 miliardi di dollari di capitali raccolti, Delphos opera dall’Africa e l’Europa orientale al Sud-est asiatico e l’America Latina.

 

A quanto ammonta il suo patrimonio

Non ci sono informazioni pubbliche in merito al net worth di Joel Esciua, anche perché non ha un’azienda o una società con bilanci. Tuttavia, il suo passato tra banche e holding di servizi finanziari, incarichi importanti (è stato anche amministratore delegato di Russian Bank) e investimenti nei mercati emergenti e nel real estate, garantiscono una certa solidità finanziaria. Il patrimonio accumulato è frutto soprattutto del lavoro da broker, capo vendite e manager.

Sul piano privato, Esciua ama l’Italia: si innamora del calcio quando arriva a Londra nel 1991, ma la Premier è in crisi e guarda tutte le partite di Serie A, tanto da volare a Pasadena per la finale dei Mondiali 1994 tra Italia e Brasile. Il Livorno non appartiene alla sua storia familiare né professionale, ma “è una città diversa, aperta e passionale, multiculturale, che mi ha colpito, che vive di sport e dove ti senti sempre coinvolto”, spiega nel corso della sua presentazione. Nell’organigramma societario inserisce il presidente onorario Enrico Fernandez Affricano (proprietario dell’azienda livornese Intramark con il marchio Aromolio), il dg Vittorio Mosseri, il club manager Luca Mazzoni e il direttore tecnico Alessandro Doga.

 

Da quanto tempo gravita nel calcio

Joel Esciua entra nel Livorno quando il club sta vivendo un incubo: in due stagioni è passato dalla Serie B all’Eccellenza. L’ingresso ufficiale del finanziere a capo della società toscana è datato 5 aprile 2023, con il closing che viene ratificato il 5 maggio. Ma la sua passione per il calcio non è nuova. Un primo interesse per gli amaranto risale all’estate del 2021, la più difficile nella storia del Livorno tra mancati pagamenti, penalizzazione in campionato ed esclusione dalla Serie D. Messe così le cose, non se ne fa niente.

In passato Esciua mostra interesse per il Dunkerque (squadra di Ligue 2, la Serie B francese, ora di Amissos Sports & Entertainment del magnate turco Yüksel Yildirim) e per la Lucchese. I rossoneri, tornati in C dopo la retrocessione in D, vivono turbolenze societarie prima di passare nelle mani di Andrea Bulgarella, già presidente del Trapani. A far desistere Esciua dal chiudere la trattativa per le Pantere sarebbe stata proprio l’esposizione debitoria del club.

 

Quanto ha investito nel club amaranto

Esciua arriva a Livorno dopo il periodo difficile attraversato dal club toscano nel post Aldo Spinelli, il presidente più longevo nella storia della società. L’imprenditore ex patron del Genoa, condannato per corruzione nella maxi inchiesta su istituzioni liguri e autorità portuali per le concessioni rilasciate al suo gruppo, è rimasto 21 anni in carica, dal 1999 al 2020. Dopo le cordate e gli interventi di Rosettano Navarra e Paolo Toccafondi, Esciua acquista il 100% delle quote societarie per 650.000 euro dal figlio del presidentissimo laniero.

Il nuovo presidente sceglie di tenere alcuni giocatori nel nome della continuità e di puntare su un mix di giovani talenti e calciatori affermati. Inoltre, con un’offerta al rialzo di 70.000 euro, ottiene la concessione in un’area strategica della città, la zona di Banditella, per progettare la costruzione del primo centro sportivo di proprietà, il Livornello, sui campi ex Picchi di proprietà comunale. Sul fronte stadio, sta valutando con l’amministrazione una collaborazione tra pubblico e privato per modernizzare l’Armando Picchi, in attesa che il decreto Sport voluto dal ministro Abodi per introdurre procedure commissariali semplificate nella costruzione dei nuovi impianti diventi legge.

 

I risultati sportivi sotto la sua presidenza

Esciua è ufficialmente proprietario unico del Livorno dal 5 maggio 2023, quindi la sua gestione comincia il 1° luglio in concomitanza con il via della nuova stagione sportiva. L’annata 2023-2024 è confusionaria e sfortunata: la squadra, nel girone E della Serie D, parte con Giancarlo Favarin in panchina, cambia due volte allenatore (prima Fabio Fossati, poi Niccolò Pascali), chiude la regular season al quarto posto ma perde 3-2 la semifinale dei play-off con il Grosseto. Una sconfitta che brucia e porta alla contestazione del presidente.

La stagione 2024-2025 è quella della svolta: il club ingaggia Paolo Indiani, specialista nelle promozioni dalla D alla C (in carriera ne ha ottenute 11) e definito il Bielsa del calcio italiano. L’impresa salto riesce ancora: gli amaranto dominano il girone E con 72 punti (+12 sul Foligno secondo) e strappano il ritorno in Serie C con quattro giornate d’anticipo. “La Serie C è il minimo sindacale per una società ambiziosa come il Livorno. Ora serve continuità e organizzazione per potere ambire alla Serie B”, è la promessa di Esciua alla Gazzetta dello Sport.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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