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Julius Baer: mercato trema per esposizione da 606 milioni di franchi

Julius Baer: un'esposizione da oltre 600 milioni di franchi fa tremare il mercato

Il gruppo bancario svizzero Julius Baer ha un’esposizione nominale di 606 milioni di franchi svizzeri nei confronti “di un conglomerato europeo non identificato”, ha comunicato la società riferendosi alla svalutazione di un portafoglio di tre prestiti. Secondo le indiscrezioni, il gruppo europeo non identificato sarebbe Signa, immobiliarista austriaco ormai destinato al fallimento, di proprietà dell’imprenditore René Benko.

Si tratta dell’esposizione più grande di tutto il portafoglio prestiti dell’istituto di credito che, alla fine di ottobre, risultava di 1,5 miliardi di franchi. L’amministratore delegato di Julius Baer, Philipp Rickenbacher, ha precisato che il finanziamento fa parte della proposta di gestione patrimoniale per i clienti, ma ha annunciato una revisione dell’attività di debito privato e del quadro in cui verrà condotta. “Ci rammarichiamo che una singola esposizione abbia portato alla recente incertezza per i nostri stakeholder” ha affermato.

Nel comunicato comunque la banca ha segnalato che “il gruppo rimarrà prudente nell’effettuare ulteriori rettifiche di valutazione, se necessario”. Le azioni Julius Baer alla Borsa di Zurigo hanno reagito alla notizia con un calo dell’1,37% a 46,11 franchi nelle contrattazioni di questa mattina.

 

Julius Baer: quali conseguenze dalla svalutazione prestiti

Julius Baer ha cercato di rassicurare gli investitori e i clienti affermando di aver adottato alcune misure per proteggere i propri interessi. “L’esposizione aggregata verso questo gruppo di clienti è garantita da molteplici pacchetti di garanzie relative agli immobili commerciali e alla vendita al dettaglio di lusso ed è ora soggetta a una ristrutturazione a lungo termine” viene riferito nel comunicato. Nello scenario peggiore, ovvero di perdita totale su questo portafoglio di prestiti, il CET 1 leverage ratio del gruppo sarebbe superiore al 14% e la banca “resterebbe chiaramente redditizia”, ha specificato l’azienda di credito con sede a Zurigo.

La situazione però rimane tesa. La scorsa settimana il titolo Julius Baer è precipitato in Borsa dopo le aspettative di profitto riviste al ribasso a seguito degli accantonamenti sul portafoglio prestiti pari a 82 milioni di franchi. Di questa cifra, ben 70 milioni di franchi sono stati contabilizzati nel portafoglio crediti dopo il 31 ottobre rappresentando “la più grande esposizione singola”. Ciò ha fatto scattare il segnale di allarme.

“La qualità complessiva del portafoglio prestiti e del bilancio rimane inalterata, con una capitalizzazione costantemente forte e un’elevata liquidità che forniscono un’ampia capacità di assorbire eventuali rischi derivanti dall’attività del gruppo”, aveva dichiarato Julius Baer in un aggiornamento intermedio per i primi 10 mesi del 2023. Gli analisti ritengono che le azioni intraprese dalla banca dovrebbero servire ad alleviare i timori di ulteriori svalutazioni riducendo in questo modo il rischio. “La domanda chiave è quale garanzia detiene la banca e quanto vale ancora”, ha affermato Andreas Venditti, analista di Vontobel.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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