Kaisa: creditori rigettano proposta swap, default imminente?
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Kaisa: creditori rigettano proposta swap, default imminente?

Kaisa: i creditori rigettano la proposta di swap, default imminente?

Kaisa Group Holdings ora rischia seriamente il default. Il terzo più grande sviluppatore immobiliare cinese ha fallito nel tentativo di scambiare obbligazioni per 400 milioni di dollari in scadenza il 7 dicembre con altrettante in scadenza 18 mesi dopo. I creditori hanno rifiutato lo swap e tra 4 giorni se la società non paga sarà fallimento, a meno che in extremis non venga raggiunto un accordo che al momento appare molto improbabile.

Già nel 2015 Kaisa Group Holdings era stato inadempiente su un’obbligazione in dollari statunitensi, oggi rischia di ripetersi. Inoltre tra l’11 e il 12 dicembre scadrà il periodo di grazia per altri 2 bond del valore complessivo di 89,4 milioni di dollari, mentre 154,1 milioni di dollari dovranno essere rimborsati a fine mese. Le azioni dello sviluppatore sono sprofondate dell’8,82% questa notte nella Borsa di Hong Kong.

 

Kaisa Group Holdings: in arrivo una ristrutturazione del debito?

La società in questo momento ha circa 11,6 miliardi di titoli di debito in circolazione e sta cercando in qualche modo di raccogliere fondi fuori dai mercati obbligazionari, perché l’accesso al primario le è ostruito dall’aumento dei rendimenti del prestito in corso. Nella giornata di mercoledì vi è stato un incontro tra il gruppo di obbligazionisti rappresentato da Lazard Ltd e la società immobiliare per discutere sulla questione. In base ad alcune indiscrezioni sembrerebbe che il gruppo abbia proposto un periodo di tempo che va da 3 settimane a 3 mesi per l’adempimento degli obblighi finanziari.

In un documento ufficiale di questa mattina, la società ha dichiarato che sta valutando le condizioni finanziarie e la posizione di cassa, esplorando nel contempo tutte le soluzioni fattibili tra cui l’estensione dei prestiti e la cessione dei beni aziendali. In precedenza Kaisa aveva affermato che avrebbe potuto non essere in grado di rimborsare le obbligazioni e di prendere in considerazione una ristrutturazione del debito se la proposta di scambio non fosse stata accettata dagli obbligazionisti.

Secondo le previsioni di S&P Global Ratings del mese scorso, il default della società è ormai una cosa inevitabile e avverrà entro 6 mesi, nonostante Kaisa Group Holdings abbia comunicato che potrebbe accelerare sulla cessione di progetti immobiliari e asset di alta qualità per migliorare la liquidità.

 

 

Cina: altri sviluppatori immobiliari prossimi al default

In questo momento in Cina la situazione immobiliare generale continua a essere molto critica. Oltre a Kaisa Group Holdings, un altro sviluppatore potrebbe cadere nella rete del default. Si tratta di China Aoyuan Group, che ha dichiarato di non essere riuscita a raggiungere un accordo con i creditori per un debito di 651,2 milioni di dollari. Nel frattempo altre società si sono attivate nelle ultime settimane per evitare il peggio, pur nelle difficoltà oggettive determinate dall’alto costo del finanziamento che non permette di rifinanziare il proprio debito.

Alla fine, dopo un mese di novembre relativamente tranquillo dove si pensava che la situazione si potesse stabilizzare, il bubbone sta per scoppiare di nuovo con l’arrivo delle scadenze più impellenti. Questo fa tornare in auge l’argomento principe del piano di salvataggio del Governo, con gli osservatori che si chiedono fino a che punto Pechino potrà continuare a prendere le distanze dalla situazione.

La sensazione è che dagli alti piani governativi si stia provando a far morire il sistema senza far troppo rumore, ripartendo con uno completamente nuovo e più sano. Un’ipotesi questa che ai più sembra lunare e che manifesterà tutti i suoi effetti distruttivi quando il contagio ormai si sarà radicato al punto che non sarà più possibile tornare indietro.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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