Valentino, storica maison italiana del gruppo francese Kering, potrebbe tornare sul mercato. Secondo persone vicine alla questione, il colosso transalpino del lusso e il fondo del Qatar Mayhoola potrebbero riaprire il dossier, dopo che nel luglio del 2023 Kering ha acquistato il 30% di Valentino proprio da Mayhoola per 1,7 miliardi di euro. Tra i due esiste un accordo, secondo cui Kering può esercitare un’opzione per impadronirsi della totalità delle azioni della casa di moda italiana, comprando il rimanente 70% ancora in mano al fondo qatarino. Tale opzione potrà essere esercitata tra maggio 2026 e la fine del 2028.
In questo articolo:
- Kering: quanto pagherebbe per Valentino?
- Valentino: una situazione difficile
- La strategia di Kering
Kering: quanto pagherebbe per Valentino?
Al momento non è stato fissato il prezzo per la quota residua di Valentino. Nel 2023 è stato stabilito che l’esborso sarebbe dipeso dall’andamento dei risultati dell’azienda italiana, nonché dalle sue prospettive di crescita. Gli analisti di Bernstein hanno però parlato di un maxi-pagamento che si aggirerebbe intorno ai 3,4 miliardi di euro. La cifra potrebbe essere corrisposta anche in azioni Kering fino a un massimo di 3 milioni di unità. Il punto è che se due anni fa il pacchetto valeva circa 1,5 miliardi di euro, i crolli in Borsa della società francese hanno ridotto la valutazione a poco oltre 570 milioni. Questo significa che una parte rilevante dovrebbe essere corrisposta in cash.
La situazione difficile per il gruppo – così come per tutto il settore del lusso, del resto – mette Kering in una posizione poco agevole. La società guidata da François-Henri Pinault starebbe anche valutando di ritirarsi vendendo il suo 30%, ma per farlo dovrebbe ricevere il consenso di Mayhoola. Infatti, nel 2023 è stato siglato un patto di lock-up, che obbliga le parti a non vendere le rispettive partecipazioni per un periodo di cinque anni. Se non c’è un accordo che annulli il patto, rimane lo status quo. Il problema potrebbe essere risolto se entrambe trovano un investitore interessato a rilevare la partecipazione del 30% di Kering e quella del 70% di Mayhoola. A quel punto potrebbero accordarsi per far decadere la clausola di lock-up.
Valentino: una situazione difficile
Valentino non sta attraversando un grande momento dal punto di vista finanziario. Nel 2024 ha registrato un calo delle entrate a 1,3 miliardi di euro, mentre il reddito operativo è scivolato di 21 punti percentuali a 246 milioni di euro. Ciò ha portato a una perdita netta di circa 28 milioni di euro. Per cercare di rilanciare l’azienda, Valentino ha puntato su Alessandro Michele nella direzione creativa, rifinanziando un debito di 530 milioni di euro. Con il denaro ricevuto, la società ha investito nella produzione made in Italy e nella vasta rete di negozi.
La strategia di Kering
Negli ultimi anni, Kering si è esposta molto nelle acquisizioni, in particolare di marchi e immobili di prestigio. La spesa della holding si è aggirata intorno ai 14 miliardi di euro, secondo i calcoli di Bernstein, il che ha fatto aumentare il debito fino a 10,5 miliardi di euro. Il problema è stato che nel frattempo il settore del lusso è andato in difficoltà, soprattutto per via del calo della domanda dei ricchi cinesi. Il proprietario di Gucci quindi ha dovuto rivedere il portafoglio, cedendo alcuni outlet in Italia per fare cassa e andando alla ricerca di investitori interessati ad acquisire i suoi immobili in Francia, Italia e Stati Uniti.
In questo contesto, l’acquisizione di Valentino rischierebbe di mettere ancora di più sotto pressione le casse societarie, con riflessi potenzialmente negativi per le azioni in Borsa. Dal 15 settembre, però, la gestione dell’azienda sarà affidata all’ex Ceo di Renault, Luca de Meo, che si affiancherà a Pinault. La ripresa dell’azienda probabilmente passerà attraverso il piano industriale 2026, che secondo gli osservatori finanziari dovrebbe segnare una svolta dopo due anni di grandi sacrifici.









