Negli ultimi anni Klarna è diventata uno dei simboli del fenomeno Buy Now Pay Later, contribuendo a cambiare le abitudini di acquisto di milioni di consumatori. Ma oggi il gruppo svedese punta a un’evoluzione ben più ampia: trasformarsi in una banca digitale a tutto tondo, capace di affiancare ai servizi di pagamento un’offerta che comprende conti di risparmio, carte e nuovi strumenti per la gestione delle finanze personali. Un percorso già avviato in Europa, dove opera con una licenza bancaria dal 2017, e che ora punta sugli Stati Uniti dove la società ha avanzato una richiesta di licenza bancaria. Borsa&Finanza ha intervistato Luigi Traldi, responsabile Sud Europa di Klarna per fare il punto sulla strategia di crescita, sullo sviluppo del business in Italia e sulle sfide di un settore che continua a interrogarsi sull’equilibrio tra innovazione nei pagamenti e tutela dei consumatori.
Avete richiesto la licenza bancaria negli Stati Uniti, mentre in Europa l’avete dal 2017. Però siete ancora conosciuti al grande pubblico per il Buy Now Pay Later. Quanto conta ancora questo ramo di business?
“È comprensibile che il BNPL sia il nostro prodotto più conosciuto: è così che siamo entrati in molti paesi, Italia compresa. Tuttavia, nei mercati in cui siamo più maturi e, sempre più, anche in quelli di più recente apertura, Klarna è oggi un network globale dei pagamenti e una banca digitale pienamente autorizzata, che serve oltre 119 milioni di consumatori e 1 milione di esercenti in 26 nazioni. La nostra offerta dedicata alle spese e al risparmio quotidiani (Everyday spend and save) comprende opzioni di pagamento senza credito, come il pagamento immediato (Pay in full), e Balance, un portafoglio digitale pensato per le spese di tutti i giorni. In Italia offriamo inoltre prodotti di risparmio che riconoscono un tasso di interesse di almeno 2,45%.
Per gli acquisti di importo medio, i nostri prodotti BNPL a breve termine e senza interessi sono molto simili alle carte di pagamento differito (charge card): prevedono scadenze di rimborso chiare e consentono ai consumatori di suddividere il pagamento in tre rate nell’arco di 60 giorni, senza interessi né commissioni, purché i pagamenti siano effettuati puntualmente. Per gli acquisti di importo più elevato, offriamo Fair Financing, il nostro prodotto di rateizzazione al punto vendita che permette di distribuire nel tempo il costo di beni e servizi di maggiore valore. Per noi non si tratta di una novità: siamo una banca autorizzata in Europa dal 2017 e questo ci ha fornito le basi regolamentari per ampliare progressivamente la nostra offerta. La sola Carta Klarna ha già raggiunto 5 milioni di clienti attivi a livello globale, a dimostrazione del fatto che questi prodotti stanno crescendo rapidamente e stanno diventando sempre più centrali nel modo in cui le persone utilizzano Klarna. Il BNPL resta importante, ma oggi è uno dei diversi prodotti che compongono una più ampia offerta bancaria”.
Come procede invece lo sviluppo dell’offerta bancaria?
“I nostri prodotti bancari stanno registrando una crescita significativa. Nel luglio 2026 abbiamo presentato domanda per ottenere una licenza bancaria negli Stati Uniti, che ci consentirebbe di gestire internamente attività che oggi svolgiamo tramite il nostro partner bancario WebBank.
La Carta Klarna è ora disponibile in 16 mercati e conta circa 5 milioni di utenti attivi, estendendo l’utilizzo di Klarna alle spese quotidiane ben oltre il momento del checkout. Abbiamo inoltre introdotto livelli di abbonamento premium che offrono ai consumatori funzionalità e vantaggi aggiuntivi rispetto al prodotto gratuito di base.
I dati mostrano chiaramente l’importanza di questo sviluppo: i consumatori che utilizzano i nostri prodotti bancari generano ricavi pari a circa tre volte quelli di un consumatore medio di Klarna (107 dollari contro 30 dollari per utente). L’espansione della nostra offerta bancaria si sta già traducendo in una base clienti significativamente più preziosa e maggiormente coinvolta”.
Quali sono i vostri numeri in Italia?
“L’Italia è uno dei mercati europei in più rapida crescita per Klarna, con circa 9,8 milioni di consumatori nella primavera del 2026. Questo risultato riflette anche una naturale affinità culturale: storicamente, gli italiani sono stati più prudenti nell’utilizzo delle carte di credito revolving e nell’assumere debiti a tempo indeterminato, privilegiando invece trasparenza e condizioni chiare fin dall’inizio, caratteristiche che sono alla base dei nostri prodotti. Non ci sono interessi composti né costi nascosti e i consumatori sanno sempre con precisione quanto devono pagare e quando. La crescita è stata inoltre favorita dall’integrazione di Stocard – l’app per le carte fedeltà molto diffusa in Italia – nell’ecosistema Klarna, insieme a funzionalità come cashback, Carta Klarna e strumenti per la gestione del denaro.
Oggi collaboriamo con 60.000 esercenti attivi in Italia, in tutti i principali settori merceologici – moda, elettronica, sport, viaggi, arredamento e molti altri – consentendo agli italiani di pagare con Klarna praticamente ovunque facciano acquisti. La nostra presenza comprende inoltre il 72% dei primi 100 merchant italiani, a conferma del ruolo sempre più centrale che Klarna riveste per i maggiori retailer del Paese”.
3. Quali sono i vostri obiettivi di crescita per i prossimi anni?
“Le nostre priorità strategiche sono aumentare il coinvolgimento dei consumatori, incrementare il numero di utenti che utilizzano più prodotti bancari, ampliare la nostra rete globale di merchant e rafforzare la nostra presenza negli Stati Uniti attraverso l’ottenimento della licenza bancaria, qualora venga approvata. Prodotti più recenti come Fair Financing, la Carta Klarna e gli abbonamenti premium continueranno a rappresentare importanti motori di crescita.
Stiamo inoltre investendo in modo significativo nell’innovazione ai confini del commercio digitale, sviluppando funzionalità di agentic commerce, che consideriamo il naturale passo successivo per rendere Klarna disponibile ovunque le persone effettuano transazioni, e non soltanto nel tradizionale momento del checkout”.
Il BNPL viene visto come un’abitudine che potrebbe favorire un eccessivo indebitamento dei consumatori? Qual è la sua risposta? In che modo valutate il rischio di credito?
“In Klarna, ogni transazione viene valutata singolarmente e in tempo reale, utilizzando sia dati interni sia verifiche creditizie non invasive (soft credit check) effettuate tramite Experian. L’accesso ai nostri servizi non è mai garantito, neppure per i clienti abituali, e i nuovi utenti iniziano con limiti di credito contenuti, che vengono aumentati solo dopo aver dimostrato un comportamento di rimborso affidabile.
In caso di mancato pagamento, limitiamo immediatamente la possibilità di utilizzare ulteriormente i nostri servizi, evitando così l’accumulo di debito. I clienti italiani possono inoltre posticipare gratuitamente un pagamento una volta per ogni ordine tramite l’app, ricevono promemoria automatici prima di ogni scadenza e possono contattare un servizio clienti attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che può predisporre piani di pagamento personalizzati in caso di difficoltà finanziarie.
A differenza delle carte di credito revolving, i nostri prodotti non comportano un accumulo progressivo del debito nel tempo e, nella maggior parte dei mercati, comunichiamo le informazioni alle centrali creditizie, offrendo così un’ulteriore tutela contro il rischio di sovraindebitamento presso più operatori. Anche i dati confermano questo approccio: il nostro tasso globale di insolvenza si mantiene al di sotto dell’1%, significativamente inferiore alla media dei tradizionali prodotti di credito al consumo, come le carte di credito. Il saldo medio dovuto per utente Klarna è di circa 100 euro, nettamente inferiore a quello tipico dei titolari di carte di credito (circa 740 euro) o dei prestiti personali (tra 10.000 e 25.000 euro), rendendo più semplice per i consumatori gestire e rimborsare i propri pagamenti”.
Qual è il tasso medio di perdita sui crediti nella vostra attività BNPL?
“Oltre il 99% dei nostri finanziamenti viene interamente rimborsato, una performance nettamente migliore rispetto a quella tipica delle carte di credito e che testimonia l’accuratezza del nostro modello di valutazione del credito. Su un volume complessivo di finanziamenti erogati pari a circa 500 miliardi di dollari dalla nostra fondazione, l’accantonamento per perdite su crediti si attesta allo 0,6%”.









