Prima società calcistica italiana a quotarsi in Borsa, la Lazio ha presentato ufficialmente il progetto per il suo nuovo stadio: il Flaminio 2.0. Il club spera di avere le autorizzazioni (su tutte quella della Soprintendenza ai beni culturali) entro il primo semestre del 2027, in modo da avviare e chiudere i lavori tra la fine del 2029 e l’inizio del 2030 per inaugurare nel 2031.
Il Flaminio è lo storico impianto attivo nel cuore della città dal 1959 al 2011 (venne costruito lungo viale Tiziano per le Olimpiadi del 1960) e utilizzato dalla nazionale italiana di rugby e dal Rugby Roma e per le partite casalinghe dell’Atletico Roma, la ex Lodigiani e Cisco. Il progetto lo trasformerà nello stadio di proprietà biancoceleste attraverso lo sfruttamento del diritto di superficie.
In questo articolo:
- La Lazio presenta il nuovo stadio: ecco il Flaminio 2.0
- Un impianto sostenibile che dialoga con Roma
- Come sarà lo Stadio delle Aquile del club biancoceleste
- Una recinzione avveniristica e l’obiettivo dell’autosufficienza energetica
- Le dichiarazioni a caldo del presidente Claudio Lotito
- Quanto vale un nuovo stadio: l’impatto sui ricavi dei club
La Lazio presenta il nuovo stadio: ecco il Flaminio 2.0
L’impianto si chiamerà Stadio delle Aquile e avrà una capienza di 50.570 posti: 20.000 nella struttura originaria del Flaminio, 30.000 nel nuovo anello. L’obiettivo della Lazio è avere lo stadio pronto per l’Europeo 2032 che si giocherà in Italia e Turchia. Il progetto rientra nella piattaforma Lazio 2032 – Sogno responsabile, un piano industriale di cinque anni fondato su sostenibilità economica, crescita patrimoniale e competitività sportiva.
Il costo complessivo dell’operazione di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento è di oltre 480 milioni di euro, di cui 80 milioni in autofinanziamento. Non è stato specificato come sarà finanziata la quota restante. È previsto uno stanziamento di 150 milioni per la rigenerazione dell’intera area, con l’aumento delle zone verdi, la creazione di nuovi spazi pedonali e la realizzazione di soluzioni tecnologiche per ridurre l’impatto acustico.
Un impianto sostenibile che dialoga con Roma
Per realizzare l’impianto verrà lanciata una newco, mentre il progetto è stato affidato all’architetto Marco Casamonti dello studio Archea, con il supporto scientifico delle università Sapienza e Roma Tre. Archea ha curato la realizzazione del Viola Park (il centro sportivo della Fiorentina) e del nuovo stadio della Nazionale albanese a Tirana (la Kombetare Arena), il restyling del Bluenergy di Udine e l’adeguamento della Cetilar Arena di Pisa, nota storicamente come Arena Garibaldi.
Il piano punta a rispettare i vincoli architettonici e a salvaguardare i reperti del sottosuolo che emergeranno dagli scavi archeologici: l’area, infatti, è ricca di oggetti di epoca romana ed etrusca. Particolare attenzione sarà rivolta al trasporto pubblico (è in arrivo una nuova fermata della linea C della metropolitana in Piazza Apollodoro) e a un sistema di navette per non ingolfare la viabilità.
Nei piani della Lazio c’è un investimento da 55 milioni per la delocalizzazione dei parcheggi fuori dall’area dello stadio (i quartieri Flaminio e Parioli) in uno spazio da 59.300 metri quadrati e per l’incentivazione della mobilità ciclabile. Successivamente all’inaugurazione dell’impianto, si lavorerà con l’amministrazione per favorire il ripristino del vecchio Ponte Bailey (all’altezza di Tor di Quinto) e del sottoviadotto di Corso Francia.

Come sarà lo Stadio delle Aquile del club biancoceleste
La parte nuova del Flaminio sarà un “secondo stadio” che si sovrappone a quello già esistente, rispettando i vincoli dell’opera realizzata dall’architetto Pierluigi Nervi quasi 70 anni fa. Il progetto prevede la creazione di un secondo anello leggero e sospeso, destinato a proteggere la parte inferiore: una struttura in acciaio che copre senza toccare l’impianto originario, fatto all’epoca in cemento armato.
Lo Stadio delle Aquile sarà quindi composto da due parti integrate ma distinte: l’innovativa copertura preserva la base storica in un sistema architettonico definito a “matrioska”. Questo consolidamento “garantisce la coerenza stilistica” e “permette di preservare l’eleganza e la leggerezza delle forme originali, evitando che nuovi interventi risultino invasivi o massicci”, si legge nella scheda tecnica del progetto.
“In questo modo, appunto, non tocchiamo la struttura di Nervi, ma anzi la tuteliamo – ha spiegato Casamonti –. Essendo costruita interamente in cemento armato è sottoposta all’usura provocata dai fattori atmosferici, che in effetti l’hanno già parecchio deteriorata. E infatti nel nostro progetto è prevista anche la ristrutturazione delle parti ammalorate. Con la nuova copertura il ‘vecchio’ Flaminio sarà protetto per tanti anni ancora”.
Una recinzione avveniristica e l’obiettivo dell’autosufficienza energetica
Le recinzioni metalliche del nuovo Flaminio verranno sostituite con pannelli di vetro trasparenti pivotanti, a basso impatto visivo. Le barriere di cristallo, sul modello di quelle dell’Acquario di Genova, saranno aperte durante le giornate feriali e chiuse nei giorni delle partite per garantire la sicurezza del pubblico. La visibilità sarà migliorata riducendo la distanza tra spalti e campo, in uno stadio già concepito specificamente per il calcio e privo della pista d’atletica.
Sul modello del solar park ospitato sulla copertura del Bluenergy di Udine, lo stadio della Lazio sarà autosufficiente sul piano energetico grazie a pannelli solari che produrranno 1,4 milioni di kWh all’anno. Naturalmente l’infrastruttura diventerà polifunzionale: rimarrà aperta e verrà usata per tutta la stagione. All’interno troveranno posto ristoranti, negozi, uffici, palestre e spazi per eventi culturali come concerti e manifestazioni pubbliche.
Le dichiarazioni a caldo del presidente Claudio Lotito
La nuova casa della società “è un passaggio fondamentale per l’accrescimento patrimoniale e infrastrutturale della Lazio, ma soprattutto è un’opportunità concreta di riqualificazione di uno dei quartieri più significativi della Capitale”, ha dichiarato Claudio Lotito nel corso della conferenza di presentazione a Formello. “È un progetto che non riguarda solo la Lazio, ma l’intera città di Roma, la sua storia urbanistica e la capacità di guardare al futuro”.
“Ogni tifoso sogna uno stadio moderno e identitario, anch’io lo sogno, ma il sogno deve camminare sulle gambe della sostenibilità, del rispetto delle regole e dell’equilibrio economico”, ha aggiunto il presidente del club biancoceleste. “La Lazio deve crescere senza mettere a rischio ciò che è stato costruito negli anni, ovvero stabilità, solidità e continuità. Il Flaminio nacque per le Olimpiadi del 1960: oggi può ambire, con equilibrio e serietà, a tornare nel circuito dei grandi eventi europei”.
Quanto vale un nuovo stadio: l’impatto sui ricavi dei club
Uno stadio di proprietà permette di far crescere in maniera significativa le entrate dei club di calcio. Sono numerose le società che hanno sfruttato la costruzione di un nuovo impianto per generare un forte impatto in termini di fatturato. Tra le big è il caso della Juventus con l’Allianz Stadium, inaugurato nel 2011 dalle “ceneri” della struttura ereditata dal vecchio stadio Delle Alpi.
L’Allianz Stadium è una sorgente fondamentale di entrate economiche e di diversificazione dei ricavi. Lo stadio è parte di un impianto che include aree ospitalità, sky box privati, bar e ristoranti, attrezzature per accogliere persone con disabilità, i campi di allenamento della Continassa e il J Hotel, l’albergo ufficiale della Juventus (il primo in Italia di proprietà di una squadra di calcio) con stanze riservate a disposizione di calciatori e staff.
Grazie ai numerosi sold out tra campionato e coppe, la Juventus riesce a sfruttare al meglio (ma non ancora al massimo) l’impianto di proprietà: nei matchday della stagione 2024-2025, ha incassato 57,7 milioni di euro, ma con un ricavo per spettatore di appena 66,36 euro. Per fare un paragone con i tre club europei che hanno più che raddoppiato i propri ricavi da matchday grazie al nuovo stadio, il Real Madrid supera i 137 euro, l’Arsenal i 100 euro e il Tottenham i 95 euro.
La Juventus è comunque passata dai 10,1 milioni dell’ultima stagione al Delle Alpi ai 27,4 milioni della prima all’Allianz Stadium, con una crescita del +171,3%, per arrivare ai quasi 60 milioni di adesso. Nel caso della Lazio, le partite casalinghe giocate all’Olimpico hanno prodotto nell’ultima stagione poco più di 27 milioni di euro, con un ricavo per spettatore di appena 23,70 euro.
Anche l’Udinese ha uno stadio gestito direttamente dal club, l’ex Friuli ribattezzato Bluenergy Stadium, e ha visto i suoi ricavi passare da 4 a 6 milioni di euro (+79,7%). Stesso discorso per l’Atalanta: l’ex Atleti Azzurri d’Italia, diventato Gewiss Stadium, ha garantito un incremento nei ricavi da 4,2 a 7,4 milioni di euro (+77,9%). Adesso l’Udinese e l’Atalanta viaggiano sugli 8-10 milioni di euro. Entrate remunerative fondamentali, specie per club di dimensioni medie.









