Le lauree più richieste in Italia e quanto fanno guadagnare

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Dopo aver visto qual è la laurea con il maggior numero di sbocchi lavorativi, vediamo quali sono le lauree più richieste in Italia e le facoltà che offrono le principali opportunità in termini di occupazione e di stipendi. Un’indicazione importante arriva dal rapporto 2024 di Almalaurea, il consorzio interuniversitario che da trent’anni offre servizi di orientamento, formazione e lavoro. Nell’indagine sono coinvolte 660mila persone che si sono laureate nel 2023 in 78 università sparse su tutto il territorio nazionale con lauree di primo livello, magistrali biennali e a ciclo unico.

 

Lauree più richieste in Italia nel 2024: ecco quali sono

In un periodo storico caratterizzato da innovazione e digitalizzazione, le lauree più richieste in assoluto sono in Informatica e Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, Ingegneria industriale e dell’informazione, Architettura ed Ingegneria civile. In generale, le discipline con più richieste sono quelle economico-statistica (la richiesta annua è tra 36.100 e 39.800 unità), giuridica e politico-sociale (tra 39.400 e 39.900), medico-sanitaria (tra 33.500 e 35.500), ingegneristica (tra 31.500 e 34.600) e di insegnamento e formazione (tra 24.600 e 25.000).

I settori Ingegneria industriale e dell’informazione, Architettura e Ingegneria civile, Economia e Medicina e professioni sanitarie e farmaceutiche hanno livelli occupazionali superiori al 90%. I tassi sono sotto media (inferiore all’85%) tra laureate e laureati di secondo livello dei gruppi Arte e design (il livello più basso: 79,4%), Lettere e materie umanistiche (79,5%), Scienze politiche, Sociologia e Scienze della comunicazione (83,4%), Giurisprudenza (84,6%) e Lingue (84,7%). Sono poco sopra la media Scienze dell’educazione e formazione e Psicologia (85,8%) e Scienze motorie e sportive (87,4%).

 

Quali lauree portano a stipendi più alti

Le facoltà di Economia, ancora Ingegneria industriale e dell’informazione e Informatica e Tecnologie ICT: sono le tre aree che sfornano professioniste e professionisti con i migliori stipendi a cinque anni dal conseguimento della laurea, con valori superiori ai 2.000 euro mensili netti. Dal rapporto emerge pure che ad un anno dal titolo, il tasso di occupazione è del 75,7% tra laureate e laureati di primo livello e del 74,1% tra laureate e laureati di secondo livello. A tre anni dalla laurea, le percentuali salgono al 90,3% (primo livello) e all’85,9% (secondo livello); a cinque, si toccano il 93,6% (primo livello) e l’88,2% (secondo livello).

Nel caso delle lauree triennali, trova lavoro il 66,2% di laureate e laureati, con i settori medico-sanitario e agro-veterinario che raggiungono il miglior tasso di occupazione al 76,1%. La differenza è rilevante rispetto a quanto accade per le magistrali (il tasso di occupazione sale al 77,6% e schizza all’86,5% per le STEM, vale a dire le discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche) e le magistrali a ciclo unico, dove i tassi di occupazione arrivato al 92,9% nel settore medico e farmaceutico e al 92% in quelli dell’architettura e dell’ingegneria civile.

Sono aumentati i contratti a tempo indeterminato, ma chi ha conseguito l’agognata laurea mette in campo una maggiore selettività. Le laureate e i laureati a cinque anni dal traguardo sono sempre meno disponibili ad accettare lavori a basso reddito oppure che non siano coerenti con il percorso formativo svolto. Nel 2023, la retribuzione mensile netta a un anno dalla laurea è in media di 1.432 euro e 1.384 euro per, rispettivamente, le lauree di secondo livello e di primo livello. Una quota che è superiore al passato soltanto in apparenza, perché l’inflazione elevata e il mutato potere d’acquisto fanno contrarre i livelli retributivi in termini reali.

Tornando ai cinque anni dopo il conseguimento della laurea, quando oltre la metà degli occupati e delle occupate è assunta con un contratto a tempo indeterminato, la retribuzione mensile netta aumenta a 1.706 euro per laureate e laureati di primo livello e a 1.768 euro per laureate e laureati di secondo livello. In media, il lavoro trovato è coerente con gli studi in maniera molto efficace per il 69,4% di occupate e occupati di primo e secondo livello e in modo efficace per il 75,7%. Quanto agli stipendi ottenuti, ecco quali sono le professioni più remunerative:

 

  • Informatica e Tecnologie ICT: una media di 2.146 euro al mese;
  • Ingegneria industriale e dell’informazione: 2.088 euro;
  • Economia e area economica: 1.877 euro;
  • Architettura e Ingegneria civile: 1.838 euro;
  • Medico-sanitario e farmaceutico: 1.817 euro;
  • Scienze agrarie, forestali ed ambientali: 1.745 euro;
  • Medicina veterinaria: 1.774 euro;
  • Area scientifica (Biologia, Biotecnologia, Scienze naturali e ambientali, Chimica, Matematica, Fisica, Geologia, Statistica): 1.736 euro;
  • Giuridico: 1.726 euro;
  • Scienze politiche, Sociologia, Scienze della comunicazione: 1.709 euro;
  • Scienze motorie e sportive: 1.566 euro;
  • Linguistico e mediazione: 1.549 euro;
  • Arte e design: 1.519 euro;
  • Area umanistica magistrale (Archeologia, Archivistica, Beni culturali, Filologia, Filosofia, Geografia, Lettere, Storia): 1.492 euro;
  • Psicologia: 1.470 euro;
  • Educazione e formazione: 1.412 euro.

 

Un tassello conclusivo lo aggiunge il rapporto Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2024-2028) elaborato da Excelsior, il sistema informativo di Unioncamere e ANPAL che monitora le prospettive di domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali, formativi e di competenze espressi dalle imprese. I servizi operativi di supporto alle persone e la pubblica amministrazione sono i settori che avranno il maggior fabbisogno di professionisti nel quinquennio 2024-2028, con 742mila unità. A seguire commercio e turismo, la filiera salute, le sfere formazione e cultura, finanza e consulenza e costruzioni e infrastrutture.

Quanto ai profili professionali, è previsto l’aumento occupazionale di dirigenti, specialisti e tecnici e delle professioni impiegatizie. Le competenze green e digitali saranno quelle più richieste nel quinquennio 2024-2028. Dal punto di vista territoriale, il Sud e le isole avranno la maggiore quota del fabbisogno lavorativo (30,4%), con il Nord-Ovest al 27,8%, il Nord-Est al 21,5% e il Centro al 20,3%. La Lombardia è la regione che fa segnare il maggiore fabbisogno con 669mila occupati, che nello scenario positivo determinerebbe oltre il 18% dell’intero fabbisogno nazionale.

Il 38% del fabbisogno occupazionale complessivo, infine, riguarderà professioni con una formazione terziaria (laurea, ITS Academy o AFAM), il 4% profili con un diploma di liceo e il 46% personale in possesso di una formazione secondaria tecnico-professionale. Per chi ha intenzione di iscriversi all’università, i percorsi di studio più ricercati sono quelli in ambito economico-statistico, di insegnamento e formazione, scienze motorie e del settore medico-sanitario.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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