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LBM: cos’è e come funziona il London Bullion Market

LBM: cos'è e come funziona il London Bullion Marke

Il London Bullion Market, abbreviato in LBM, fa parte di una serie di mercati in cui vengono scambiate le materie prime e sono fissati i prezzi che vediamo nei listini. Entriamo nel dettaglio per scoprire tutte le caratteristiche di questo importante mercato, il suo funzionamento e quali commodities vengono trattate.

 

London Bullion Market: caratteristiche e funzionamento

L’LBM è il mercato over the counter all’ingrosso relativo a quattro metalli preziosi: oro, argento, platino e palladio. Il commercio viene eseguito da parte dei membri della London Bullion Market Association (LBMA), associazione fondata nel 1987 dalla Bank of England e che è responsabile della regolamentazione degli standard di raffinazione, delle pratiche commerciali e della certificazione dei metalli.

LBMA ha 150 aziende associate in 22 paesi e i membri sono per lo più grandi banche internazionali, commercianti di lingotti e società minerarie, di raffinazione, di trasporto, commerciali e di produzione. La LBMA ha emesso anche un insieme di regole che descrivono le caratteristiche fisiche dei lingotti d’oro e d’argento scambiati nel mercato e che sono descritte dalla Good Delivery.

 

Come viene commerciato l’oro

L’oro viene scambiato essenzialmente nel mercato OTC, in particolare al New York Mercantile Exchange e Tokyo Commodity Exchange, sulla base dei prezzi fissati dalla LBMA. L’associazione infatti pubblica i prezzi del metallo in dollari USA due volte al giorno: la mattina alle 10:30 e il pomeriggio alle 15:00 ora locale. Le negoziazioni dell’oro spot vengono regolate due giorni lavorativi dopo la data di scambio.

Mentre riguardo i contratti future sull’oro, si fa riferimento ai prezzi spot e ai differenziali dei tassi d’interesse, piuttosto che alle dinamiche sottostanti della domanda e dell’offerta. Ciò avviene in quanto l’oro è preso in prestito e prestato dalle Banche centrali nel mercato interbancario, esattamente come si fa per le valute. Solitamente il prezzo a termine dell’oro è superiore rispetto a quello spot, generando il cosiddetto effetto contango. Il metallo giallo viene commerciato OTC principalmente a Londra, seguita dalle piazze finanziarie di New York, Zurigo e Tokyo. Gli scambi possono avvenire anche tramite ETF sulle Borse di Londra, New York, Johannesburg e Australia.

 

LBM: conti allocati e non allocati

Gli operatori dell’LBM possono detenere conti allocati e non allocati. Nel primo caso vengono mantenuti e custoditi in un caveau lingotti di oro, argento, platino e palladio in forma fisica. Nel secondo caso, quello più diffuso, le transazioni vengono regolate tramite accrediti e addebiti nel conto sulla base degli scambi effettuati. I saldi a credito non danno diritti al creditore su specifici lingotti, ma la garanzia su azioni generali del commerciante di metalli preziosi presso cui è detenuto il conto. Questo significa che, se un certo numero di partecipanti al mercato richiede la consegna del bene fisico, i conti non allocati potrebbero essere suscettibili di perdite.

 

LBM: un po’ di storia

Le radici del London Bullion Market possono essere fatte risalire alla fine del 17esimo secolo, quando Moses Mocatta e la Compagnia delle Indie Orientali fecero un accordo per la spedizione di oro, il che aumentò la circolazione del metallo. Ciò spinse la Gran Bretagna a stabilire una monetizzazione basata sull’oro, mentre l’Europa la stabilì sull’argento. I flussi di oro richiesero la costruzione di un apposito caveau, custodito dalla Banca d’Inghilterra.

Nel 1750 l’istituto monetario londinese istituì la London Good Delivery List, che riconosceva le raffinerie che producevano lingotti di un certo standard. Da allora l’elenco rappresenta l’unico accreditamento accettato nel mercato, in quanto garantisce che il metallo scambiato soddisfi gli standard e la qualità richiesti. Nel 1980 il mercato dell’oro era talmente sviluppato che la Bank of England stabilì che era arrivato il tempo di creare un organismo indipendente che potesse regolamentare la Good Delivery List. Ciò pose le basi per la fondazione nel 1987 del London Bullion Market.

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