Lmdv Capital, il single-family office fondato a Milano nel 2022 da Leonardo Maria Del Vecchio, ha rinnovato il proprio consiglio di amministrazione nell’ambito di un più ampio processo di evoluzione organizzativa. “La riorganizzazione interna segna un passaggio significativo nella struttura di governo del veicolo”, spiega il comunicato ufficiale. Si passa infatti da una fase ancora in parte pionieristica, legata alla figura del fondatore, a un assetto più manageriale, capace di accompagnare la crescita di un portafoglio che oggi conta oltre 500 milioni di euro investiti in più di cinquanta società, con asset complessivi che superano il miliardo di euro.
In questo articolo:
- Leonardo Maria Del Vecchio presidente di Lmdv Capital
- Dove e come opera Lmdv Capital
- L’ultima mossa in casa Delfin
Leonardo Maria Del Vecchio presidente di Lmdv Capital
Al centro del nuovo impianto societario c’è la figura di Leonardo Maria Del Vecchio, che assume la carica di presidente esecutivo. Fondatore di Lmdv Capital, Del Vecchio siede ai vertici di alcune delle realtà più rilevanti del capitalismo italiano: è presidente del consiglio di amministrazione di EssilorLuxottica Italia, presidente di Ray-Ban e presidente del Gruppo Editoriale Nazionale. A queste si aggiunge la guida della OneSight EssilorLuxottica Foundation Italia e la presidenza della Fondazione Lmdv, il braccio filantropico della sua attività.
Con il ruolo di presidente esecutivo, Del Vecchio rafforza la sua presenza istituzionale nella struttura, lasciando tuttavia le deleghe operative nelle mani di un management dedicato. A raccogliere queste deleghe è Lorenzo Calì, nominato amministratore delegato. Il suo profilo è quello di un manager con una lunga carriera maturata nel controllo di gestione e nella finanza d’impresa, costruita attraverso esperienze in Luxottica, Loro Piana e Moncler: tre maison che incarnano altrettante declinazioni dell’eccellenza manifatturiera italiana, ciascuna con le proprie specificità strategiche e operative. In Calì, Lmdv Capital individua la figura in grado di tradurre la visione del fondatore in una gestione quotidiana strutturata, con processi e controlli adeguati alla complessità crescente del portafoglio.
Il nuovo cda si arricchisce poi della nomina di Gabriele Benedetto a vice presidente, con deleghe su finanza e comunicazione esterna. Manager abituato a guidare realtà complesse in fasi di trasformazione, Benedetto ha costruito il suo percorso tra la consulenza strategica e ruoli apicali nell’industria dei servizi. La sua esperienza più nota resta quella alla guida di Telepass, di cui è stato amministratore delegato dal 2016 al 2023, anni in cui il gruppo ha attraversato una profonda metamorfosi, espandendosi ben oltre il perimetro originario del telepedaggio verso una piattaforma di mobilità integrata. Dopo Telepass, Benedetto ha fondato Futura SGR, segnalando un interesse per la gestione degli investimenti che si sposa con il Dna di Lmdv Capital. Era già entrato nel cda della società nel 2024, e la sua promozione a vice presidente consolida un rapporto già avviato.
A completare il nuovo assetto, Marco Talarico assume il ruolo di senior advisor per le operazioni finanziarie, con riporto diretto al presidente. Talarico continuerà a collaborare con Leonardo Maria Del Vecchio sui dossier di primaria importanza, a partire dagli assetti strategici che riguarderanno l’evoluzione della holding Delfin. Con il rinnovo del cda, si conclude invece il percorso di Luigi Mascellaro in Lmdv Capital, al quale la società “rivolge un ringraziamento formale per il contributo offerto nella fase di costruzione e crescita della realtà”.
Entra nel consiglio di amministrazione anche Alessandro Longo. Manager specializzato nel posizionamento strategico e nella valorizzazione di brand internazionali, ha maturato oltre dieci anni di esperienza nel marketing all’interno di gruppi multinazionali, guidando progetti strategici e iniziative ad alto impatto mediatico. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in EssilorLuxottica e Campari Group. Attualmente ricopre il ruolo di Global Brand Director di Ray-Ban. Infine, completa il cda, composto da 5 membri, Gabriella Lojacono, Professoressa Associata di International Management presso l’Università Bocconi e SDA Bocconi School of Management, dove dirige l’Executive Master in Luxury Management. Porterà nel nuovo consiglio una consolidata esperienza come Strategic Advisor e Senior Researcher nei settori FMCG, della moda e dell’automotive
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Dove e come opera Lmdv Capital
Lmdv Capital opera con un approccio orientato alla crescita sostenibile di lungo periodo, con un focus geografico su Europa e Nord America. I settori di intervento riflettono una visione plurale del Made in Italy: nell’editoria, attraverso LmdvMedia, il family office detiene l’80% di Editoriale Nazionale, che controlla testate storiche come Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN, e una quota del 30% de Il Giornale.
Nel comparto delle nuove tecnologie figurano investimenti in società innovative come Esa Nanotech, mentre nell’hospitality il portafoglio comprende Vesta, Casa Fiori Chiari, Trattoria della Ciumbia e Twiga. Centrale è anche il sostegno a marchi iconici italiani – Acqua e Terme di Fiuggi e Leone Film Group – di cui Lmdv favorisce il consolidamento e l’internazionalizzazione. A completare il quadro, le attività di real estate di proprietà a Milano.
L’ultima mossa in casa Delfin
Il rinnovo del board arriva in un momento di particolare fermento attorno all’universo Delfin, la cassaforte lussemburghese che controlla EssilorLuxottica e detiene partecipazioni in Unicredit, Generali, Mps e Covivio. Secondo quanto riportato da MilanoFinanza, Clemente Del Vecchio, 21 anni, ultimo figlio di Leonardo Del Vecchio nato dalla relazione con Sabina Grossi, ha costituito un proprio veicolo personale – denominato Mhenthe – per custodire il suo 12,5% di Delfin, con sede in Italia come società a responsabilità limitata.
Al momento non confermate da fonti vicine a Leonardo Maria Del Vecchio, la mossa risponderebbe all’esigenza di rendere bancabile una quota che, se detenuta direttamente da una persona fisica, non può essere data in pegno per statuto. Clemente sarebbe inoltre il terzo erede orientato a chiedere l’uscita da Delfin, dopo Luca e Paola Del Vecchio, sebbene al momento non risultino atti formali in tal senso. Sullo sfondo resta la maxi-operazione da 11 miliardi con cui Leonardo Maria puntava ad acquisire le quote dei due fratelli: sull’accordo pende ora una penale da 500 milioni di euro – pari al 5% dell’importo – in caso di mancata chiusura entro fine giugno, con le banche finanziatrici che non sembrano disposte a concedere il prestito. L’appuntamento è fissato per il 30 giugno, giorno in cui è convocata l’assemblea di Delfin sul bilancio che potrebbe rivelarsi il momento decisivo per chiarire gli assetti futuri della holding.









