Presente in Italia da quattro anni, Leverage Shares ha debuttato quotando i suoi primi ETP a leva su singole azioni in Borsa Italiana nel febbraio 2022. Una novità che ha permesso agli investitori del Belpaese di accedere a strumenti con leva giornaliera sulle grandi aziende statunitensi, come Tesla, Amazon o Apple, attraverso il mercato regolamentato della piazza finanziaria milanese.
Da allora, l’offerta di Leverage Shares in Italia si è ampliata fino ad arrivare più di recente alla creazione degli IncomeShares, la cui gamma verrà ampliata nel prossimo mese di giugno. Borsa&Finanza ha approfondito le caratteristiche di questi prodotti di investimento con Timothy Lafoux, product & business development manager della società.
Innanzitutto spieghiamo cosa sono e come funzionano gli IncomeShares.

“Tutto nasce per iniziativa dei nostri fondatori: José Carlos Gonzalez, che è anche il fondatore di Global X società dalla quale è uscito nel 2017 e che oggi ricopre la carica di amministratore delegato, Dobromir Kamburov direttore generale, e Tracy Grant responsabile legale. Partendo dal successo dei prodotti covered call negli Stati Uniti, l’idea è stata di portarli in Europa. Le strategie covered call combinano due fattori: permettono di avere un’esposizione rialzista al sottostante e producono un reddito periodico mensile. Il loro funzionamento è abbastanza semplice e prevede l’acquisto del sottostante, per esempio un’azione, e la vendita di una call out of the money, ovvero con prezzo di esercizio superiore al valore corrente del sottostante, con scadenza settimanale. La vendita della call permette di incassare un premio che verrà poi distribuito all’investitore mensilmente”.
Il rendimento mensile che si può ottenere è fisso o variabile?
“Variabile. Il nostro obiettivo è fornire il rendimento più elevato possibile. A tal fine tutti i premi raccolti dalla vendita delle call vengono distribuiti agli investitori. Inoltre, se il valore del sottostante aumenta, si beneficerà anche dell’esposizione diretta allo stesso”.
Fino a quando l’acquirente della call la eserciterà.
“Esatto. Se la quotazione del sottostante supera il valore di esercizio della call, questa verrà esercitata dal possessore. Per questa ragione le strategie covered call, come quelle dei nostri prodotti, si adattano a condizioni di mercato con volatilità contenuta, sia al rialzo che al ribasso. Al rialzo perché altrimenti verrà esercitata la call e il guadagno si interromperà, al ribasso perché la perdita di valore del sottostante potrebbe superare il monte dei rendimenti che vengono distribuiti mensilmente. In ogni caso la perdita sarebbe inferiore a quella che si avrebbe investendo direttamente nel sottostante grazie all’incasso dei premi per la vendita delle call”.
Al momento di quanti IncomeShares si compone la vostra gamma?
“Abbiamo undici prodotti quotati, otto su singole azioni, le Magnifiche 7 statunitensi più Coinbase, uno sull’oro e due su indici (S&P500 e Nasdaq), anche se in quest’ultimo caso la strategia è quella della covered put”.
Cosa cambia?
“La strategia covered put prevede la vendita di un’opzione put con scadenza giornaliera, senza l’acquisto del sottostante. I premi incassati ogni giorno dalla vendita delle opzioni, di solito elevati, vengono accumulati in un conto che genera interessi giornalieri da cui viene tratto il rendimento pagato all’investitore”.
Avete intenzione di ampliare la vostra gamma di IncomeShares?
“Sì, per metà giugno prevediamo di quotare otto nuovi prodotti su singole azioni, tra le quali Microstrategy (oggi Strategy n.d.r.), Palantir, Amd, Tlt e sull’argento. Quest’ultimo va ad affiancare l’ETP che già abbiamo sull’oro e che reputo molto interessante in quanto consente di incassare un reddito mensile da un asset che, per definizione, non ne genera. Inoltre vorrei sottolineare che per la prima volta ci sarà in gamma un prodotto su un’obbligazione, quello su Tlt. Per l’investitore significa avere un doppio flusso di pagamento, quello generato dalla vendita delle call e quello generato dalle cedole dell’obbligazione. Potrebbe funzionare molto bene in Italia dove i flussi cedolari sono molto graditi. La nuova emissione, infine, non prevede ETP su indici, ma avremo un prodotto costruito su un paniere composto dai nostri IncomeShares sulle Magnifiche 7”.
Parliamo di costi? Quali sono le commissioni per questi prodotti?
“Si tratta di commissioni competitive che ricalcano quelle degli ETF attivi. Ad esempio, i prodotti sulle materie prime hanno un Ter annuo dello 0,35%, quelli sugli indici dello 0,45% e quelli sui singoli titoli dello 0,55%”.
Nella gamma di Leverage Shares esistono anche altri prodotti, come si inserisce l’offerta degli Income Shares?
“Sono prodotti che, a differenza degli short e leva che rappresentano il nostro core, si rivolgono a un pubblico di investitori più ampio dei trader più attivi. Per esempio potrebbero essere utilizzati in un portafoglio di investimento in ottica di copertura, o sfruttando la leva per impiegare quantità inferiori di capitale lasciando spazio per diversificare su altri investimenti. Inoltre, il fatto che puntino a generare un rendimento periodico mensile elevato è molto interessante per gli investitori. Noi consigliamo di reinvestire il flusso di pagamenti mensile sia per beneficiare dell’interesse composto che per sostenere la nav. Infatti, nel momento in cui vengono pagati i premi, la nav tende a ridursi”.
Come vengono distribuiti i vostri prodotti?
“I nostri prodotti a leva e gli ETP IncomeShares sono presenti su tutte le principali piattaforme di brokeraggio. Per esempio siamo su Fineco, Directa e Webank, solo per citarne alcune. In Europa, nel complesso, abbiamo finora quotato 158 prodotti, dei quali 47 su Borsa Italiana, una cifra destinata a espandersi. L’Italia è diventata un mercato chiave per noi. In termini di negoziazioni è il primo mercato dell’eurozona”.









