Dalla stagione 2025-2026 la Ligue 1 è protagonista di un’autentica rivoluzione sul fronte dei diritti televisivi: il campionato di calcio francese si mette in proprio e lancia una piattaforma streaming proprietaria per trasmettere le partite in modo diretto e autonomo. È una svolta storica che apre scenari clamorosi in Europa: la Ligue 1 si libera dal dominio di Dazn, Canal+ e beIN Sports e implementa il suo valore in house attraverso un forte investimento e il rapporto immediato con i tifosi e le tifose.
La società commerciale della Ligue de Football Professionnel si chiama LFP Media e il suo canale L1+ (Ligue 1+), con il simbolo del plus mutuato dalle piattaforme streaming di Disney, Paramount e Apple. Il direttore generale è Nicolas de Tavernost, esperto manager già presidente del gruppo M6, a capo del consiglio strategico di CMA Médias, amministratore delegato ad interim di RMC BFM ed ex proprietario del Bordeaux. Questo cambiamento epocale arriva dopo l’affluenza da record registrata nella stagione 2024-2025, che ha fatto segnare il primato di presenze negli stadi, e la contemporanea difficile assegnazione dei diritti tv.
In questo articolo:
- Perché la Ligue 1 lancia la sua piattaforma streaming
- Quante partite trasmette L1+
- Quanto costa l’abbonamento
- Obiettivi e costi di LFP Media
Perché la Ligue 1 lancia la sua piattaforma streaming
Nella stagione 2024-2025 pochi broadcaster hanno voluto acquistare i diritti televisivi della Ligue 1, considerato un campionato poco spettacolare e meno attrattivo di Premier League inglese, Liga spagnola e Bundesliga tedesca. Dopo il braccio di ferro con Dazn, che ha risolto con due anni d’anticipo il contratto quinquennale da 500 milioni di euro a stagione per i club, le trattative per la cessione dei diritti con altre emittenti sono naufragate. Nessuno avrebbe trasmesso la Ligue 1. Dazn ha addirittura citato in giudizio la Lega chiedendo 573 milioni di risarcimento per presunte irregolarità nel contratto, scarsa lotta alla pirateria e mancanza di contenuti extra.
In Italia l’accordo tra Dazn, Sky e la Lega Serie A prevede 900 milioni di euro a stagione (700 da Dazn e 200 da Sky) fino al 2029, per un totale di 4,5 miliardi in cinque anni. Diversi presidenti, tra cui Aurelio De Laurentiis del Napoli, sono insoddisfatti e chiedono a gran voce un cambiamento. In Francia la LFP ha deciso di rischiare, proponendo in assemblea il controllo diretto dei propri diritti televisivi e il lancio di un canale di proprietà con ampi poteri di negoziazione. La rinnovata strategia di distribuzione parte da una stima fatta dagli analisi della Lega: le tifose e i tifosi francesi pronti ad abbonarsi a un servizio di calcio a pagamento arrivano a 3,5 milioni.
Quante partite trasmette L1+
La Ligue 1 è un campionato a 18 squadre e L1+ trasmette in diretta otto partite a giornata. Il nono incontro del turno rimane a BeIN Sports (come previsto dal precedente accordo per la cessione dei diritti televisivi fino alla stagione 2028-2029) e Ligue 1+ lo manda in onda in differita. L’intenzione di LFP Media è quella di includere anche la nona partita nel palinsesto della piattaforma a partire dal 2029-2030, raggiungendo così nove partite su nove e il campionato completo.
Il canale assicura 20 ore di diretta alla settimana con una partita al venerdì sera, due match live il sabato (con a seguire un magazine in chiaro e la differita in notturna) e i restanti cinque incontri spalmati nella domenica. In aggiunta, vengono trasmessi il Trophée des Champions (la Supercoppa francese), i due turni multiplex di fine campionato (quando ci sono giornate con più partite in contemporanea per decidere lo scudetto, la volata nei posizionamenti per le coppe europee e le retrocessioni) e gli spareggi per la promozione e la retrocessione.
Non sono inclusi contenuti extra come programmi premium e altri sport. In compenso, il punto forte di L1+ è l’iperdiffusione. La piattaforma è disponibile su tutti e quattro i principali operatori francesi di telefonia mobile e Internet: Bouygues, Free, Orange e SFR. Non solo: alcuni servizi di streaming (tra cui lo stesso Dazn) hanno deciso di includere il servizio nella propria offerta. Il canale sarà disponibile pure via OTT (Over the Top), quindi senza passare per i provider tradizionali.
Quanto costa l’abbonamento
L’abbonamento mensile a L1+ costa 14,99 euro con vincolo di 12 mesi e 19,99 euro senza vincolo. Le persone sotto i 26 anni possono sottoscrivere un’offerta da 9,99 euro al mese senza impegno, accessibile su smartphone, tablet e computer. Il piano da 14,99 euro con vincolo permette di guardare i contenuti su due dispositivi contemporaneamente, ma entrambi devono essere connessi alla stessa rete; gli altri due abbonamenti contemplano un solo utilizzatore.
Il confronto con la Serie A in Italia è impietoso. L’abbonamento Standard a Dazn per guardare tutto il campionato costa 44,99 euro al mese. Il piano Plus, che aggiunge alla Serie A la Serie B, la Liga spagnola, il basket italiano ed europeo, l’NFL, il tennis, la boxe e la pallavolo, è addirittura da 69,99 euro al mese. Il pacchetto di Sky Calcio, con 3 partite su 10 per ogni turno, costa 15,90 euro per 18 mesi (con ulteriori 19 euro di attivazione del decoder) e poi passa al prezzo di listino di Sky Open pari a 44 euro al mese, a seconda del pacchetto d’interesse.
Obiettivi e costi di LFP Media
LFP Media punta in alto: si parte da una base di 600.000 abbonati, ovvero quelli raggiunti l’anno scorso da Dazn, ma il traguardo è superare ampiamente questa soglia. “Ci siamo prefissati l’obiettivo di raggiungere 1 milione di abbonati entro la fine della stagione – ha dichiarato Nicolas de Tavernost –. È un traguardo ambizioso. Alla fine dei quattro anni, puntiamo a un numero di abbonati compreso tra 2,2 e 2,5 milioni. Ci saranno poi variazioni di prezzo, ma non entreremo nei dettagli del business plan. Nei primi due anni, i nostri ricavi saranno inferiori rispetto agli ultimi due”.
Per la sua prima stagione, Ligue 1+ ha messo insieme una redazione di talent in studio e a bordo campo. Le telecronache in diretta sono affidate a Xavier Domergue e Sébastien Dupuis; i commenti, le interviste e le analisi delle partite e del magazine sono di Marina Lorenzo, Thibault Le Rol, Lesly Boitrelle, Smaïl Bouabdellah e l’ex calciatore Benoît Cheyrou. “Dovremmo arrivare a 66 milioni di euro – ha aggiunto de Tavernost in merito ai costi –. Abbiamo già 35-37 milioni di euro pagati da LFP Media per produrre le partite. Ci sono anche le spese editoriali e di marketing. Il costo totale del canale è di circa 66 milioni. Esperti, consulenti e commentatori inclusi”.









