Linkerbot punta a una valutazione di 6 miliardi di dollari. Lo ha dichiarato la stessa startup cinese specializzata nella produzione di mani per robot umanoidi, che ha appena concluso un round di finanziamento di Serie B. Il sostegno è arrivato da investitori come Zhongguancun Science Park Fund, Bank of China Asset Management e Fosun Capital, che hanno valutato l’azienda 3 miliardi di dollari. Non è ancora chiaro se il raddoppio della valutazione sarà perseguito attraverso un investimento privato o tramite una quotazione in Borsa, né quando verrà lanciato il prossimo round di finanziamento. L’azienda è diventata unicorno in appena due anni dalla sua nascita, avvenuta nel 2024, e conta tra i suoi principali sostenitori Ant Group di Alibaba e HongShan Group.
In questo articolo:
- Linkerbot: cosa fa e il suo vantaggio competitivo
- Robotica: un settore in movimento”
Linkerbot: cosa fa e il suo vantaggio competitivo”
Linkerbot è leader nel mercato delle mani robotiche ad alta destrezza per umanoidi, con una quota di mercato globale superiore all’80%. In pratica, l’azienda sviluppa mani robotiche avanzate, dita e articolazioni con numerosi gradi di libertà, motori, sensori e componenti interni, oltre a software progettati per replicare i movimenti e le abilità manuali umane. Queste mani vengono poi montate su robot umanoidi prodotti da altre aziende, installate su bracci robotici industriali e utilizzate da università e centri di ricerca. Tuttavia, Linkerbot realizza anche alcuni robot dimostrativi proprietari, utilizzati soprattutto per mostrare le capacità delle sue mani robotiche.
L’amministratore delegato della startup, Alex Zhou, ha dichiarato di immaginare robot capaci di “suonare il pianoforte, fare massaggi o persino svolgere lavori dentistici”. Attualmente, le mani robotiche di Linkerbot sono già in grado di svolgere mansioni impensabili fino a pochi anni fa, come avvitare rapidamente viti, afferrare oggetti morbidi deformabili, infilare un ago ed eseguire lavorazioni industriali ad alta precisione.
Il modello O6, sviluppato dall’azienda, è ultraleggero: pesa appena 370 grammi ma riesce comunque a sostenere un carico di 50 chilogrammi. Si tratta di un vantaggio cruciale per le applicazioni industriali, ha sottolineato il Ceo. Linkerbot produce internamente componenti chiave come moduli articolari, motori e riduttori, e utilizza polimeri specializzati autolubrificanti e resistenti alla corrosione.
A differenza di concorrenti come X Square Robot, che si concentrano sull’addestramento delle mani robotiche per le faccende domestiche, Linkerbot è specializzata in attività artigianali umane ad alto valore aggiunto. “Non stiamo semplicemente costruendo mani. Il nostro obiettivo è replicare l’intera libreria delle abilità manuali umane all’interno del nostro hardware”, ha dichiarato Zhou.
La piattaforma sviluppata da Linkerbot è un sistema multimodale di raccolta dati che converte le abilità umane in capacità standardizzate e riutilizzabili per mani robotiche, e contiene già oltre 500 competenze. L’obiettivo dell’azienda è raddoppiare la produzione di mani robotiche, portandola a 10.000 unità mensili. Attualmente, la società impiega oltre 400 dipendenti distribuiti in cinque fabbriche tra Pechino e Shenzhen.
Robotica: un settore in movimento
Il settore della robotica ha registrato un forte interesse da parte degli investitori, soprattutto dopo che Unitree ha mostrato notevoli progressi tecnologici nei propri prodotti e ha presentato a marzo la domanda per la quotazione in Borsa a Shanghai, puntando a una valutazione fino a 7 miliardi di dollari.
Gli analisti hanno evidenziato che uno dei principali ostacoli alla diffusione dei robot umanoidi nelle fabbriche resta il costo elevato. I modelli industriali più avanzati di aziende come AgiBot, UBTech e Unitree costano tra 100.000 e 150.000 dollari per unità.
Inoltre, resta da superare lo scoglio tecnologico più complesso, rappresentato proprio dalla mano robotica. Il fondatore di Tesla, Elon Musk, ha infatti sostenuto più volte che la mano rappresenta metà dello sforzo ingegneristico necessario per sviluppare il robot Optimus. Tuttavia, Linkerbot sostiene che le proprie mani siano molto più facili da integrare nei processi produttivi. “I proprietari di fabbriche cinesi sono estremamente pragmatici. Hanno capito che, per la maggior parte dei lavori industriali, bastano due bracci robotici e un paio di mani ad alta destrezza”, ha affermato Zhou. “Attualmente molti dei nostri clienti montano semplicemente le nostre mani su bracci robotici già esistenti, invece di acquistare un robot umanoide completo”.









