LME: ecco cos'è successo con nichel e conseguenze per futuro Borsa
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LME: ecco cos’è successo con nichel e conseguenze per futuro Borsa

LME: ecco cos'è successo con nichel e conseguenze per il futuro della Borsa

Quanto successo in queste ultime settimane nel mercato del nichel al London Metal Exchange probabilmente sarà ricordato per molto tempo e avrà ripercussioni negli anni a venire. Il trading è stato interrotto per 6 giorni allorché una tempesta si è abbattuta su alcuni grandi venditori del metallo, che hanno subito un effetto molto conosciuto dalle meme stock nel gennaio del 2021, ovvero quello dello short squeeze. 

In sostanza, una pioggia di acquisti ha costretto molti shortisti a finire in margin call e ad affrettarsi a coprire la posizione, spingendo in questo modo ancora più in alto il prezzo del nichel. Il problema fondamentale però è ruotato intorno al più grande produttore di nichel mondiale, il cinese Tsingshan Holding Group, che ha dovuto ricorrere a un piano di salvataggio da parte di alcune grandi banche internazionali per sostenere la sua posizione ribassista. 

In soccorso è arrivata una decisione da parte dell’LME che ha fatto molto discutere, ma che soprattutto ha fatto infuriare quei trader che avevano posizioni rialziste sulla materia prima. In pratica, la Borsa londinese ha annullato 3,9 miliardi di dollari di contrattazione quando le quotazioni del nichel si sono fiondate oltre i 100.000 dollari. Il prezzo è stato bloccato a 48.078 dollari, corrispondente alla chiusura del giorno prima della sospensione del mercato. Se così non fosse stato l’esposizione per Tsingshan sarebbe diventata di 15 miliardi di dollari, una cifra spaventosa che avrebbe potuto significare default, trascinando nel caos più assoluto tutto il commercio internazionale del nichel.

 

La parabola di Tsingshan

Ma come si è arrivati fino a questo punto? Tsingshan ha iniziato a costruire la sua posizione short l’anno scorso e questo ha anche attirato una concentrazione di medesime posizioni di altri operatori sia nel mercato dei future che in quello fisico. C’è da dire che le posizioni del colosso cinese sono visibili all’LME solo per il 20%, mentre per il resto erano frutto di accordi privati con le banche. L’azienda ha venduto circa 190 mila tonnellate di nichel tramite negoziazioni con istituti finanziari e broker. E al prezzo di chiusura di mercato del fatidico 7 marzo, il valore di tali contratti corrispondeva a poco più di 9 miliardi di dollari. 

Quando è scoppiata la guerra Russia-Ucraina, i prezzi del nichel hanno cominciato ad aumentare selvaggiamente, sospinti dal timore che si potesse creare una carenza di forniture. La Borsa non è stata abbastanza vigile, secondo molti esperti. Soprattutto in considerazione del fatto che, a differenza di altri mercati come quelli di Shangai e di Chicago, non fissava limiti di oscillazione prima di bloccare tutto. L’aumento del prezzo del 66% del 6 marzo non è stato sufficiente perché le Autorità agissero immediatamente, lasciando che le contrattazioni continuassero per tutta la giornata del 7, quando poi è successo il patatrac.

 

Le conseguenze per il London Metal Exchange

Quali conseguenze avrà tutto questo per il mercato londinese? L’Amministratore Delegato dell’LME, Matthew Chamberlain, ha dichiarato che le regole cambieranno, imponendo requisiti più severi dopo questa esperienza. Alla riapertura degli scambi del nichel avvenuta mercoledì 16 marzo infatti è stato messo un guardrail del 5%, poi elevato all’8% in via temporanea, in attesa che le misure magari vengano elevate e diventino definitive. 

Già questa mossa non ha precedenti e quindi è segnaletica del fatto che qualcosa sia profondamente cambiato nella gestione delle negoziazioni. Ciò quantomeno ha aiutato ad alleviare la pressione sulle operazioni di Tsingshan, in attesa che gli accordi di finanziamento con le banche definiscano la situazione senza scoperti e default di vario genere. 

Tutto quello che è accaduto però probabilmente ha creato un danno reputazionale alla Borsa di Londra, come lo stesso Chamberlain ha ammesso. E questo magari potrebbe aprire le porte a piazze rivali come il Chicago Mercantile Exchange e lo Shangai Futures Exchange.

 

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