LME: il fondo Elliott fa causa per l'annullamento del trading sul nichel - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

LME: il fondo Elliott fa causa per l’annullamento del trading sul nichel

LME: il fondo Elliott fa causa per l'annullamento del trading sul nichel

L’annullamento degli scambi sul nichel avvenuto l’8 marzo nel London Metal Exchange  non è passato senza conseguenze. Il gestore di hedge fund Elliott Management Corp. ha citato in giudizio la Borsa delle materie prime britannica chiedendo un danno di oltre 456 milioni di dollari. Un portavoce di Elliott ha affermato che con quell’atto l’LME ha agito in maniera “irragionevole e irrazionale”. La società fondata dal miliardario Paul Singer sostiene che l’azione della Borsa metalli sia stata illegale per ragioni di diritto pubblico e abbia costituito una violazione dei diritti. Il caso è stato portato davanti all’Alta Corte britannica attraverso 2 veicoli d’investimento: Elliott Associates LP e Elliott International LP. La richiesta sarà valutata dal giudice che ne valuta la legittimità dell’azione. Pronta la risposta da parte della direzione del London Metal Exchange, che ha affermato che la richiesta è infondata, per cui verrà contestata vigorosamente.

 

LME: altri hedge fund potrebbero unirsi alla causa di Elliott

L’iniziativa di Elliott si basa su quanto successe circa 2 mesi fa al London Metal Exchange, quando il prezzo del nichel si impennò violentemente fino a circa il 250% in 2 sedute consecutive. In pratica, si è verificato un fenomeno molto conosciuto negli ultimi tempi e che ha riguardato le meme stock a Wall Street: lo short squeeze. In buona sostanza succede che alcuni grossi venditori allo scoperto si trovano costretti improvvisamente a dover coprire le operazioni a causa di un aumento furioso delle quotazioni dell’asset su cui hanno puntato al ribasso. Questo per arginare le perdite ed evitare di finire in margin call. Durante quel trambusto il più grosso produttore di nichel del mondo, il cinese Tsingshan Holding, è stato vittima illustre delle dinamiche sul metallo.

La veemenza con la quale si sono mosse le quotazioni ha colto di sorpresa anche la Borsa, che ha tardato (secondo alcuni colpevolmente) a sospendere le contrattazioni. Quando lo ha fatto, ormai erano scappati i buoi dalla stalla. La decisione però che ha preso è stata controversa, perché ha sospeso le negoziazioni sul nichel per una settimana, e qui nulla da dire, ma ha annullato le contrattazioni dell’8 marzo scatenando un putiferio in tutti quei contraenti che invece avevano acquistato la materia prima.

La scelta dell’LME è stata storica, sia perché non bloccava il trading di un metallo dal crollo dello stagno nel 1985, sia soprattutto perché ha eliminato gli scambi fatti nelle 8 ore prima della sospensione, cosa che secondo l’opinione comune non dovrebbe mai essere fatta. A ragion veduta i trader danneggiati potrebbero affiancare Elliott nel procedimento giudiziario contro il London Metal Exchange, come sostiene Ashraf El-Ansary, managing partner dell’hedge fund londinese Principa Capital. Quest’ultima ha smesso di negoziare nell’LME proprio dopo che la Borsa ha annullato i suoi contratti sul nichel l’8 marzo.

In questa triste vicenda si sono mosse anche le Autorità di Regolamentazione del Regno Unito. Infatti, la Financial Conduct Authority e la Bank of England hanno avviato una revisione del trading sul nichel e stanno studiando soluzioni in modo di migliorare la governance della Borsa, la supervisione del mercato e la gestione del rischio.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *