LME: Jane Street si unisce a Elliott nella causa legale contro la Borsa londinese - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

LME: Jane Street si unisce a Elliott nella causa legale contro la Borsa londinese

LME: Jane Street si unisce a Elliott nella causa legale contro la Borsa londinese

Come era prevedibile, la presa di posizione del fondo Elliott, che ha citato in giudizio l’LME per l’annullamento dei contratti sul nichel dell’8 marzo, ha avuto un seguito. Al gestore di hedge fund si è aggiunta anche la società di trading americana Jane Street nella causa contro la Borsa londinese, chiedendo 15,3 milioni di dollari di risarcimento. Tre mesi fa al London Metal Exchange è scoppiato un putiferio quando i prezzi del nichel si sono impennati mettendo su un rialzo del 250% in un paio di sedute. Questo ha provocato il fenomeno dello short squeeze, ovverosia di grossi venditori allo scoperto che sono stati costretti a chiudere le posizioni per evitare di finire in margin call.

Nel caos a farne le spese è stato soprattutto il più grade produttore di nichel al mondo, la società cinese Tsingshan Holding, che ha dovuto ricorrere a operazioni di finanziamento di urgenza per evitare il default. A seguito del trambusto, le negoziazioni sul metallo sono state sospese per una settimana, anche se con colpevole ritardo. La decisione che ha fatto discutere, facendo imbestialire molti trader, è stata però quella di eliminare per la prima volta nella storia gli scambi eseguiti nella seduta dell’8 marzo, contravvenendo ai principi generali secondo cui le contrattazioni non vadano mai annullate. Quando successo ha mosso le Autorità di regolamentazione, che hanno indagato sulla sospensione delle negoziazioni, intensificando i controlli.

 

LME: un messaggio forte per ripristinare la fiducia nel mercato 

Ad ogni modo il comportamento dell’LME non è andato giù a diversi gestori. Ad esempio uno dei più grandi hedge fund del mondo, AQR Capital Management, ha accusato la Borsa delle materie prime di clientelismo nella decisione intrapresa. Prima dell’iniziativa del fondo Elliott, tuttavia, non vi è stata un’azione legale contro l’istituzione finanziaria. Adesso Jane Street si è accodata comunicando che gli scambi funzionano per creare un mercato ordinato e condizioni di parità per gli investitori.

A giudizio dell’azienda, LME ha preso una decisione arbitraria durante un momento di maggiore volatilità del mercato, il che mina gravemente l’integrità dello stesso e crea un pericoloso precedente per il futuro. Giocoforza, riferisce Jane Street, l’azienda ha intrapreso un’azione legale per recuperare le perdite causate dalla sospensione dell’LME e per ripristinare la fiducia del mercato. Senza di questa, si corre il rischio che i fondi possano smettere di fornire liquidità al sistema.

L’importo richiesto è significativamente inferiore rispetto a quello di Elliott, che corrisponde a 456 milioni di dollari. Tuttavia, la società vuole inviare un messaggio forte per azioni di mercato che reputa irragionevoli. Elliott invece si focalizza su un punto cruciale, ovvero la “violazione dei diritti umani”. Per quanto l’idea possa sembrare in apparenza bizzarra, in realtà le rivendicazioni fanno riferimento al diritto delle persone fisiche o giuridiche di “godere pacificamente dei propri beni”. Argomento questo che, secondo alcuni esperti legali, potrebbe rappresentare la via più facile per ottenere un risarcimento.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *