Un altro cambiamento. Ancora una volta. Ita Airways si prepara all’ennesima riorganizzazione interna, frutto, questa volta, di una logica prettamente industriale (e non politica) che non fa altro che seguire le decisioni strategiche di quella che è la sua capogruppo: Lufthansa. Infatti, secondo quanto rivelato dal quotidiano economico Handelsblatt, dal 2026 il gruppo tedesco che al momento possiede il 41% di Ita Airways (il 59% è ancora in capo al Mef), rivoluzionerà la propria struttura organizzativa.
Tradotto in parole semplici, Francoforte prenderà in mano quasi tutto: dalla pianificazione delle rotte agli acquisti, dal marketing alle vendite. Alle compagnie sussidiarie – tra cui Austrian, Swiss, Brussels e, ovviamente, Ita Airways – resterà soltanto l’organizzazione dei voli e poco più. È la conferma che il baricentro delle decisioni si sposterà sempre più verso la Germania. Non ci saranno più ampi margini di manovra nei singoli Paesi. Il cuore pulsante sarà uno solo: Francoforte.
In questo articolo:
- Ita Airways: più Germania, meno Italia
- La cessione del Mef: l’Italia che lascia il timone
Ita Airways: più Germania, meno Italia
Per Ita Airways la prospettiva è chiara: entrare definitivamente in un sistema dove le grandi scelte non verranno più prese a Roma, ma a Berlino. Per i viaggiatori italiani ci sarà qualche vantaggio, maggiori connessioni con il vasto network Lufthansa, offerte integrate, un accesso più agevole ai programmi fedeltà internazionali. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia, evidenziato dalla figura di Joerg Eberhart, nominato nuovo a.d. di Ita lo scorso gennaio: meno autonomia per l’Italia, meno voce in capitolo sulle strategie.
Le rotte intercontinentali e le priorità di investimento non saranno decise a misura di mercato italiano, bensì a beneficio della “logica di gruppo”. In altre parole: ciò che conviene a Lufthansa conviene anche a Ita, e non necessariamente viceversa. È vero, ci sono promesse di crescita: fatturato da 2,5 miliardi a oltre 4 miliardi entro il 2027, una flotta che passerà da 71 a 94 aerei, nuovi assunti fino a 5.500 dipendenti. Ma resta la domanda: saranno davvero mosse pensate per rafforzare il ruolo dell’Italia nell’aviazione europea o semplicemente per integrare Ita come pedina nel puzzle di Francoforte? In questa direzione, Ita Airways non ha ancora risposto alla nostra richiesta di commento.
La cessione del Mef: l’Italia che lascia il timone
Ricordiamo come si è arrivati fin qui. Dopo esattamente due anni di trattative, iniziate in forma scritta il 18 gennaio 2023 con la lettera di intenti inviata al Mef da parte di Deutsche Lufthansa, il 17 gennaio 2025 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato di aver ceduto a Lufthansa il 41% di Ita Airways per 325 milioni di euro, cifra versata direttamente tramite un aumento di capitale. Ovviamente, non è finita qui. La roadmap prevede che, tra il 2025 e il 2029, Lufthansa possa esercitare l’opzione per un ulteriore 49% di Ita, investendo altri 325 milioni di euro. Successivamente, sarà possibile acquisire il 10% residuo per 79 milioni, portando l’investimento complessivo a 829 milioni di euro.









