Lukoil dice no alla guerra, quale l'impatto in Borsa su azioni?
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Lukoil dice no alla guerra, quale l’impatto in Borsa su azioni?

Lukoil dice no alla guerra: quale l'impatto sul titolo?

Lukoil è la prima società tra i giganti del petrolio e del gas che inizia a prendere posizione sulla guerra Russia-Ucraina in atto. Il terzo gruppo industriale della Russia ha chiesto di “porre fine rapidamente” al conflitto, sostenendo una risoluzione attraverso un processo di negoziazione. La società, che ha assicurato la sua presenza in tutti i Paesi dove opera, non segue quindi il silenzio di Gazprom di cui ci eravamo occupati il 1° Marzo (per leggere l’articolo in questione clicca qui) e potrebbe iniziare ad aprire un dissenso all’interno delle società “legate” a doppio filo con il Cremlino.

La decisione di Lukoil arriva all’indomani in cui i flussi di gas russo verso la Germania, attraverso il gasdotto Yamal-Europa, si sono interrotti. Yamal è uno dei tre gasdotti che la società russa monopolista Gazprom utilizza per trasportare il suo gas naturale verso l’Europa e attraverso questo gasdotto passa circa il 10% delle forniture totali provenienti dalla Russia. Ricordiamo che Lukoil, insieme a gruppi come Gazprom, Sberbank e Rosneft, i cui valori si sono quasi azzerati negli ultimi giorni, rientra tra le società russe colpite dalle sanzioni messe in campo da Usa ed Unione Europea. A questo riguardo andiamo a vedere cosa ci dice il grafico del titolo.

 

 

Azioni Lukoil: analisi tecnica e strategie operative

Le azioni della società sospese a Londra continuano invece a scambiare a Wall Street con i prezzi che, dai top di Febbraio 2022 posti oltre i 90 dollari, sono scesi nella giornata di ieri sulla soglia dei 7 dollari, che rappresentano i minimi di periodo. Le attese, in scia alla recrudescenza del conflitto in particolar modo nelle ultime ore, sono per una continuazione di questo forte sell-off che vedrebbe un rallentamento solo di fronte ad una de-escalation militare. Dare dei target in questo fase di mercato diventa difficile ma non dovrebbe sorprenderci vedere le quotazioni nelle prossime sedute scendere fin sotto la soglia dei 5 dollari. Al rialzo primi segnali di alleggerimento della pressione ribassista si avrebbero solo con il ritorno dei prezzi oltre i 27,80 dollari che rappresentano anche i massimi di questa settimana.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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