Lusso: è tempo di investire dopo le trimestrali?

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(Articolo sponsorizzato) La stagione delle trimestrali ha riservato finora luci e ombre nel settore del lusso. Le aziende fanno fatica a riprendersi dopo diversi anni caratterizzati da un notevole rallentamento del business, soprattutto a causa del calo della domanda dei consumatori cinesi più facoltosi. Negli ultimi mesi si è aggiunta anche la guerra in Medio Oriente, che ha ulteriormente aggravato la situazione: gli acquisti provenienti dall’area si sono infatti contratti bruscamente. Tuttavia, l’industria del lusso è molto variegata e in alcuni comparti sono emersi segnali incoraggianti. Una nota di ottimismo per gli investitori è rappresentata dall’aspettativa di una fine del conflitto tra Stati Uniti e Iran, che potrebbe rilanciare la domanda non solo dei clienti mediorientali, ma anche di quelli globali, grazie all’allontanarsi del rischio di una crisi economica.

 

In questo articolo:

 

  • Lusso: il punto sulle trimestrali
  • Come investire con i certificati

 

Lusso: il punto sulle trimestrali

Le trimestrali delle aziende del lusso hanno fornito alcuni spunti interessanti, sui quali vale la pena di fare alcune riflessioni. 

Lvmh è stata tra le prime società a pubblicare i conti finanziari. Il 13 aprile, il colosso francese della moda, dei gioielli, della cosmetica e dello champagne ha deluso le aspettative, riportando ricavi pari a 19,1 miliardi di euro, in aumento dell’1% su base organica ma inferiori alle stime degli analisti. Da allora e fino alla chiusura di venerdì scorso, le azioni Lvmh hanno perso il 2,19% alla Borsa di Parigi.

Anche l’altro peso massimo francese del lusso, Hermès, ha deluso le attese nella trimestrale presentata il 15 aprile. La storica maison francese specializzata in pelletteria, moda, accessori e articoli artigianali di alta gamma ha registrato ricavi pari a 4,07 miliardi di euro, con una contrazione dell’1% su base annua. Va però sottolineato che, a cambi costanti, il fatturato è cresciuto del 6%, sebbene al di sotto del consensus degli analisti, che indicava un incremento del 7,1%. Dal 15 aprile all’8 maggio, il titolo in Borsa ha perso il 6,84%.

Ferrari ha pubblicato i risultati trimestrali il 5 maggio, rivelandosi una delle poche note positive del settore del lusso. La casa automobilistica di Maranello ha mostrato una solida redditività, accompagnata da crescita dei ricavi e da un’eccezionale generazione di cassa, nonostante i venti contrari geopolitici e volumi di consegne più bassi. Il giorno della pubblicazione dei conti, le azioni sono scese del 3,95% alla Borsa di Milano, per poi recuperare terreno con tre sedute consecutive in rialzo.

Burberry pubblicherà i conti il 14 maggio e gli investitori attendono un segnale concreto per tornare ad acquistare il titolo. Da diversi mesi, le azioni della casa di moda britannica si muovono poco, riflettendo tutte le difficoltà del settore del lusso. Alcuni analisti, tra cui Ubs, si mostrano però convintamente favorevoli all’acquisto del titolo, sulla base di previsioni di utili e ricavi superiori alle attese.

Swatch Group pubblica i dati con cadenza semestrale; pertanto, bisognerà attendere luglio per conoscere i risultati. Nel frattempo, le azioni della società svizzera dell’orologeria di lusso sono tra le migliori performer del settore, avendo guadagnato il 25% da inizio anno. Il mercato ha apprezzato il miglioramento delle vendite nella seconda metà del 2025 e l’outlook più ottimista per il 2026. Inoltre, gli investitori stanno scommettendo su un possibile turnaround dopo anni difficili, soprattutto grazie alla ripresa negli Stati Uniti e in alcuni mercati emergenti.

 

Come investire con i certificati

 
Per puntare sui cinque titoli citati, Vontobel mette a disposizione un certificato Multi Cash Collect con barriera, quotato sul Sedex e identificato dal codice Isin DE000VK2MGQ4. Lo strumento segue le performance di Burberry, Ferrari, Hermès, Lvmh e Swatch, prevedendo il pagamento di una cedola mensile di 1,20 euro su un valore nominale di 100 euro, per un rendimento annuo del 14,4%. Il meccanismo è di tipo worst-of, ossia richiede che nessuna delle azioni scenda sotto la barriera fissata al 60% del livello iniziale. Se, alla data di autocall, tutti i titoli si trovano sopra lo strike price, il certificato si estingue anticipatamente, rimborsando il valore nominale più l’ultima cedola e le cedole eventualmente non pagate in precedenti occasioni. Alla scadenza finale (7 maggio 2027), se anche una sola azione scende sotto la barriera, il rimborso segue l’andamento del titolo peggiore, con conseguente perdita del capitale investito. Qualora, invece, tutti i titoli restino sopra la barriera, il certificato restituisce il valore nominale più l’ultimo premio e i premi rimasti eventualmente in memoria. Il certificato al momento quota circa 10 punti percentuali sotto la pari, mentre il prezzo dei titoli che lo compongono si trovano tutti distanti dalla barriera.
 
 
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Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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