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LVMH: crescita continua, anche in Borsa?

L'insegna LVMH all'ingresso di un negozio

Ora vale leggermente meno ma un paio di settimane fa LVMH ha superato i 500 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, circa un quarto del PIL italiano. E non è detto che la multinazionale del lusso creata nel 1987 da Bernard Arnault non torni sopra la suddetta soglia a stretto giro. Il gruppo del lusso che raccoglie sotto le sue insegne oltre 60 marchi – tra i quali Dior, Fendi, Louis Vuitton e Bulgari – punta ad accrescere ancora il suo dominio nel settore. E gli analisti finanziari guardano al titolo con molta fiducia.

Il consensus di Bloomberg raccolto il 12 maggio 2023 mostra un dominio dei giudizi “buy” all’83% con gli “hold” al 13% e i “sell” in posizione residuale. Attenzione però al target price a 937,87 euro, appena 4 punti percentuali oltre le quotazioni dell’azione.

 

Risultati di lusso

Per il settore del lusso non ci sono recessioni né rallentamenti economici. E tantomeno inflazione capace di erodere i margini. La capacità di spesa dei clienti del lusso si somma all’unicità, qualità e innovazione del prodotto nel permettere ai produttori di trasferire a valle il rialzo dei costi di produzione. I margini, dunque, sono messi al riparo. Ciò vale ancora di più per un colosso diversificato come LVMH, le cui attività spaziano dalla moda agli orologi, dagli alcoolici ai profumi, dal turismo alla ristorazione.

Franz Weis, responsabile degli investimenti di Comgest ha sottolineato i risultati eccezionali registrati dal gruppo “con fatturato e utili in rialzo del 20%”. Secondo Weis a seguito dell’epidemia di Covid-19, la società ha guadagnato rapidamente quote di mercato, arrivando a raddoppiare gli utili rispetto al 2019.

Nel primo trimestre dell’anno LVMH ha registrato un fatturato di 21 miliardi di euro, in crescita del 17% su base organica rispetto allo stesso periodo del 2022. Notevole l’impatto di Giappone e Asia che, insieme, hanno rappresentato quasi la metà degli introiti della società. Nel 2022 i ricavi si sono attestati complessivamente a 79,2 miliardi di euro, in crescita del 23% rispetto all’anno precedente, con un margine operativo del 26,6% e un free cash flow operativo di 10,1 miliardi di euro. Gli utili sono stati pari a 14,7 miliardi di euro, in crescita del 16%.

“I consumatori cinesi hanno ripreso a crescere e il settore del lusso ne è uno dei principali beneficiari. La fine della politica Zero Covid ha costituito una forte spinta per LVMH e Hermès, che di recente hanno registrato ottimi risultati. Per queste aziende, i consumatori cinesi stanno compensando i primi segnali di rallentamento degli Stati Uniti” ha commentato Axelle Pinon, membro del Comitato investimenti di Carmignac.

 

Crescita continua

In occasione della presentazione dei risultati 2022 all’Assemblea degli azionisti il fondatore di LVMH Bernard Arnault ha rilanciato sulla crescita. La forte generazione di cassa del gruppo permetterebbe infatti di accrescere il già ricco portafoglio di marchi. Una delle possibili prede potrebbe essere Estée Lauder, reduce da un 2022 poco brillante con quattro trimestri consecutivi di utili in calo.

Secondo le indiscrezioni del mercato l’amministratore delegato di Estée Lauder, Fabrizio Freda, sarebbe nel mirino del fondo attivista Trian Fund Management guidato da Nelson Peltz. Insoddisfatto dei risultati e dei piani di crescita presentati dall’ad, Peltz vorrebbe portare il produttore di cosmetici tra le braccia di Arnault che vedrebbe nell’acquisizione la possibilità di aumentare il suo spazio nel settore per contrastare il concorrente L’Oreal.

 

L’analisi tecnica sul titolo LVMH

L’azione LVMH, quotata all’Euronext di Parigi, è uscita dalla lateralità del periodo pandemico a giugno del 2022. Da area 600 euro ha inaugurato un trend rialzista che è ancora in corso e che ha portato le quotazioni ai recenti massimi storici a 904,6 euro. In questo finale di settimana il titolo sta tentando un riavvicinamento di questi massimi, oltre i quali potrebbe estendersi in direzione di area 950 euro.

Tuttavia l’andamento dei volumi appare al momento in indebolimento e l’indice RSI potrebbe mostrare una divergenza rispetto alle quotazioni. Se così dovesse essere il superamento dei massimi storici verrebbe rimandato e LVMH potrebbe essere oggetto di realizzi. Il primo livello da monitorare in questo caso sarebbero gli 861 euro e la media mobile a 55 giorni attualmente risalente a 840 euro.

 

Il grafico di LVMH mostra il titolo ancora nelle vicinanze dei massimi storici
Il grafico a candele settimanali di LVMH – Fonte: IG

 

LVMH: le strategie operative con i Certificati Turbo24 di IG

Per quanto riguarda l’operatività, si potrebbero valutare strategie short su discese sotto 890 euro con target a 861 euro e stop loss sopra 904 euro. Per questo tipo di operatività può essere utilizzato un Certificato Turbo24 di IG con facoltà short sull’azione LVMH che abbia il livello di Knock-Out (KO) superiore alla zona scelta per lo stop loss indicato.
Nel dettaglio, il Certificato Turbo24 Long con ISIN DE000A23XN41 propone un livello di KO a 1.184,8578 euro e leva 4. Per trovare la corretta size di ingresso a mercato, ricordiamo di controllare il moltiplicatore, sotto la voce info. L’ammontare massimo che si potrà perdere non supererà in ogni caso l’investimento iniziale: perché ciò accada le quotazioni dell’azione LVMH dovranno raggiungere il livello di KO del Certificato.

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Redazione

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