Lvmh punta sulla Cina: nuovi store e segnali di ripresa per il lusso

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Lvmh aprirà nuovi negozi in Cina il mese prossimo, nell’ambito di una strategia di espansione nel territorio della potenza economica asiatica. Secondo quanto riferito da persone a conoscenza della questione, quattro marchi del colosso francese del lusso – Louis Vuitton, Dior, Tiffany e Loro Piana – daranno vita a negozi multipiano.

Sono inoltre in corso trattative con Swire Properties, sviluppatore e gestore con sede a Hong Kong di immobili commerciali, retail, alberghieri e residenziali di livello mondiale, per l’apertura di un nuovo store a Shanghai in uno dei centri commerciali del gruppo cinese. In questo articolo:

 

  • Cosa significa l’espansione di Lvmh in Cina
  • Lusso: il crollo cinese ha toccato il fondo?

 

Cosa significa l’espansione di Lvmh in Cina

L’apertura programmata dei nuovi negozi rappresenterebbe per Lvmh uno dei più grandi lanci degli ultimi anni. Il gruppo guidato da Bernard Arnault ha già dato un contributo importante allo sviluppo del centro commerciale di Swire, dove sorge uno dei più grandi flagship store Louis Vuitton in Cina – un punto vendita di circa 17 mila piedi quadrati – facendo praticamente raddoppiare le vendite al dettaglio. Tutto ciò ha alimentato la fiducia, anche perché i principali centri commerciali cinesi di Swire hanno registrato un forte rimbalzo delle vendite negli ultimi mesi.

Secondo fonti vicine al dossier, Lvmh sta valutando ulteriori collaborazioni con lo sviluppatore, che includono spazi permanenti e temporanei, oltre a grandi eventi dedicati al lusso e alla moda.

L’ultima trimestrale del gruppo, pubblicata il mese scorso, ha mostrato numeri incoraggianti, con l’azienda tornata a crescere in quasi tutte le regioni, ad eccezione dell’Europa.

La Cina resta un punto chiave: secondo le stime di Morgan Stanley, il Paese ha rappresentato fino al 60% del mercato globale del lusso negli ultimi decenni, fino al 2019. Tuttavia, negli ultimi anni, la profonda crisi del settore immobiliare ha pesato sull’intera economia cinese e, di conseguenza, anche sulla spesa dei consumatori di fascia alta. Le nuove iniziative di Lvmh potrebbero dunque essere un segnale di svolta, con le vendite di beni di lusso in procinto di ripartire come un tempo.

 

Lusso: il crollo cinese ha toccato il fondo?

Il rallentamento del lusso in Cina potrebbe effettivamente aver toccato il fondo, almeno a giudicare dai segnali provenienti dai colossi del settore. La stessa Lvmh ha registrato un incremento del fatturato dell’1% nei primi nove mesi dell’anno, anche grazie alla ripresa della domanda cinese. Tuttavia, dopo un crollo delle vendite del lusso del 20% in Cina lo scorso anno, le prospettive economiche del Paese restano incerte. Secondo alcune stime, sarà necessario ancora del tempo prima di assistere a una vera ripresa del settore, in particolare a Pechino. Nel suo “China Luxury Report“, Bain & Company prevede che il mercato del lusso in Cina rimanga sostanzialmente piatto per l’intero 2025, dopo la contrazione del 2024. Anche McKinsey & Company conferma una visione prudente, indicando che la crescita globale del comparto sarà modesta nei prossimi anni, compresa quella cinese.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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