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Machine learning creative producer: chi è e cosa fa

La postazione di un machine learning creative producer

L’intelligenza artificiale è un motore innovativo non solo nello sviluppo tecnologico, ma anche nella trasformazione del mondo del lavoro e delle operazioni HR. Tra le professioni del futuro legate all’IA e alle combinazioni tra digitale e creatività spicca quella del machine learning creative producer. Letteralmente il produttore creativo dell’apprendimento automatico, ovvero la capacità delle macchine di apprendere informazioni e rielaborarle per imitare il comportamento e l’intelligenza umani.

 

Cosa fa il machine learning creative producer

Nel mondo dell’audiovisivo, il produttore creativo è il professionista che coltiva il talento, orienta e supervisiona un progetto (un film, una serie, un cortometraggio) assicurando che la visione artistica del regista, degli sceneggiatori o in generale dei creatori sia realizzata in modo coerente. Allo stesso modo, nei settori dell’alta tecnologia, del marketing e della comunicazione, il machine learning creative producer è il professionista che lavora allo sviluppo delle intelligenze artificiali conversazionali, accelerando la nascita di nuove applicazioni grazie all’utilizzo dei software di ultima generazione.

Il machine learning creative producer progetta e sfrutta i software e gli strumenti di produzione creativa che automatizzano i flussi di lavoro per guadagnare più tempo per le attività progettuali importanti e i compiti gestionali. È suo compito raccogliere le informazioni chiave, uniformare le richieste e centralizzare le revisioni per garantire un percorso veloce, semplice e sicuro che migliori le prestazioni e permetta di risparmiare tempo di produzione. Al MLCP spetta lo sviluppo di tutti quei modelli predittivi che rendono il processo di produzione rapido, flessibile e scalabile.

 

ML creative producer: quali sono le competenze

Questo professionista unisce competenze umanistiche, tecniche e informatiche. Il suo è un lavoro di precisione e di supervisione dei software che necessita di un fondamentale tocco umano: a stretto contatto con le IA, deve avere la capacità di presentare e tradurre tutte le caratteristiche di un essere umano ad una macchina. Un compito che soltanto un altro essere umano con spiccate doti comunicative può fare. In generale, le sue mansioni includono la conoscenza completa dei software di produzione creativa e dei sistemi di apprendimento automatico, l’implementazione di algoritmi, l’esecuzione di test e analisi statistiche, la raccolta di dati e la riqualificazione dei programmi.

È un mix di e-skills e human touch a caratterizzare il lavoro del machine learning creative producer. Per ottimizzare il risultato finale nello sviluppo delle applicazioni di intelligenza artificiale conversazionale, questa figura combina una visione creativa (caratterizzata dalla sensibilità e dalla conoscenza dei principi di programmazione) con una accentuata capacità gestionale. Naturalmente il lavoro può cambiare a seconda dell’azienda in cui il professionista è impiegato, del campo in cui opera e del ruolo che occupa nel team di esperti.

 

Quanto guadagna un machine learning creative producer

In Italia è difficile stimare lo stipendio medio di un machine learning creative producer, ma si avvicina a quello di un machine learning engineer (i programmatori esperti specializzati nella progettazione di sistemi di apprendimento automatico) che si aggira intorno ai 35.000 euro all’anno, un importo variabile a seconda dell’esperienza e del ruolo ricoperto. All’estero, nelle nazioni dove lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è più avanzata, gli stipendi aumentano. Negli Stati Uniti, ad esempio, Indeed calcola lo stipendio medio di un machine learning engineer in 165.000 dollari annui.

Ma nello specifico come si diventa machine learning creative producer e quali studi bisogna fare? Al momento non c’è un preciso corso di studi dedicato a questa figura. Nella maggior parte dei casi, questo professionista è un laureato in Informatica, Ingegneria informatica, Matematica o Statistica. Altrimenti, ha approfondito le sue conoscenze in uno dei tanti corsi di laurea presenti in Italia dove si studia intelligenza artificiale e con una specializzazione post-laurea o con corsi e Master ad hoc.

Oltre a possedere un’elevata capacità tecnica (in ambito di linguaggi di programmazione, software engineering, data science e computer vision) e una piena conoscenza del settore e dei suoi sviluppi aggiornati, il machine learning creative producer deve possedere le principali soft skills sviluppate in ambito umanistico: creatività, comunicazione efficace, capacità di sintesi, soluzione creativa dei problemi, pensiero critico e ragionamento fuori dagli schemi. Capacità trasversali e human-centric che si amplificano soprattutto con alle spalle una preparazione letteraria, filosofica, storica, sociologica e antropologica.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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