L’Italia è un grande paese esportatore e il Made in Italy è ricercato in tutto il mondo. Tuttavia la concorrenza aumenta e i canali di vendita, oggi sempre più virtuali, rendono più difficile far emergere i propri prodotti. Ecco perché le imprese italiane devono aggiornare le tecniche di comunicazione e le strategie di marketing. Non farlo metterebbe a rischio di vedere erodersi la fetta di 26 milioni di clienti attivi che effettuano circa 300.000 ordini al giorno sui canali online. Questi sono i numeri del Made in Italy online rilevati dall’Osservatorio Export Digitale 2022 della School of Management del Politecnico di Milano e valgono, per le imprese italiane 15,5 miliardi di vendite al dettaglio (B2c) e 146 in ambito B2b.
Made in Italy, acquisti sempre più online
La pandemia ha accelerato il trasferimento del commercio sui canali online di almeno cinque anni secondo Marco Sepertino, amministratore delegato di Vitture, società specializzata nella crescita online delle aziende. Solo in Italia le vendite online B2c sono aumentate rispetto all’anno precedente del 45% nel 2020 e del 18% nel 2021. Contemporaneamente sono incrementate anche le vendite B2b online, tanto che oggi il 55% delle aziende italiane B2B vendono anche online. Il processo è stato tuttavia comune a molte altre realtà geografiche. Per tale motivo, secondo il fondatore e AD di Vitturei gli imprenditori italiani devono attivarsi per conquistare il mercato estero. Come?
La ricetta giusta è partire dall’analisi del business
Tutti possono accedere a Facebook, Instagram, Google, Linkedin, Youtube o Tiktok per promuovere la propria attività o i propri prodotti. È semplice e veloce farlo. Anche la parte fisica del commercio, il trasferimento delle merci, oggi è molto meno complesso grazie ai sistemi di tracciamento. Tuttavia, prima di lanciarsi sui mercati internazionali, Serpentino consiglia di guardare al mercato nazionale e verificare se i risultati raccolti siano sufficientemente concreti da permettere il grande salto. Il secondo passo consiste nello studiare i concorrenti italiani che già hanno trasferito parte del proprio fatturato all’estero. Non è sufficiente sapere dove esportano per cercare di seguirli, bisogna capire cosa e come hanno fatto e se hanno avuto successo. Il terzo passo è l’analisi dei paesi dove potrebbe essere interessante esportare, quindi numeri, crescita, potenzialità in termini di clienti e volumi d’affari. Tre passi, che sono solo i primi. Infatti, sottolinea Serpentino:
“Da questo momento in poi inizia la fase più importante, stimolante e cruciale: la creazione di una strategia di lancio che prevede molte sfaccettature. I punti chiave sono tre, tracciabilità, costi bassi e crescita esponenziale”.
Ed è qui che l’online presenta i suoi vantaggi rispetto alla comunicazione tradizionale. Perché, come spiega l’AD di Vitture, “se si fa una campagna su giornali, radio o televisione non si potrà mai sapere con esattezza quale canale avrà performato meglio. Al contrario, la pubblicità online, consente di sapere non solo quale canale ha funzionato meglio ma anche quale messaggio ha ottenuto maggiori risultati”.
Inoltre, quando si devono utilizzare media tradizionali esteri, tutto diventa più difficile mentre la comunicazione online permette una gestione molto più semplice, più rapida e da un’unica posizione. Tanto che secondo Serpentino “mentre un tempo per affermarsi con il proprio brand in un paese straniero erano necessari degli anni, adesso lo si può fare in mesi o anche poche settimane”. Il consiglio finale è “attivarsi” e non rimanere passivi perché oggi è più semplice andare a fare concorrenza all’estero ma è vale lo stesso anche per i competitor che possono con più facilità arrivare in Italia.









