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Chi sono Marcello Montini e Giulio Gallazzi, i presidenti dell’Alcione Milano

Marcello Montini tra i calciatori dell'Alcione Milano

L’Inter di Steven Zhang, il Milan di Gerry Cardinale e l’Alcione di Marcello Montini e Giulio Gallazzi. Milano ha per la prima volta tre squadre di calcio nei campionati professionistici grazie alla storica promozione in Serie C degli Orange, il club nato nel 1952 all’ombra del Duomo che ogni domenica trascina una buona fetta di pubblico alle gare casalinghe al Kennedy di via Olivieri, a due chilometri da San Siro. Ma chi sono Montini e Gallazzi e come sono diventati gli artefici di un progetto che vuole aprire il duopolio delle big meneghine?

 

Chi sono Marcello Montini e Giulio Gallazzi

Società capitalizzata con una forza imprenditoriale indipendente, l’Alcione ha due presidenti: Montini e Gallazzi. Tifoso milanista e nipote di Iginio Monti, decano dei giornalisti di Legnano e storico volto del calcio legnanese, Montini è l’uomo di campo della squadra: con Riccardo Silva (il titolare della multinazionale del marketing sportivo MP & Silva) è co-proprietario dell’agenzia MP Management e investitore di RedBird Capital Partners, l’attuale proprietà rossonera.

La terza squadra di Milano fa capo a GM Sport Ventures, holding operativa che svolge attività di consulenza gestionale. Il suo numero uno è Gallazzi, imprenditore bolognese con un passato da giocatore di football americano e capitano della Nazionale italiana. Manager del private equity, Gallazzi fonda a Londra il gruppo internazionale SRI Group Global, attivo nell’advisory finanziaria e nel corporate investment banking.

Grazie all’esperienza della coppia, l’Alcione conta su tre grandi sponsor: il colosso delle telecomunicazioni cinesi ZTE, l’e-commerce All4soccer di Staff 3000 e Banca del Fucino, di cui Gallazzi è fra i maggiori azionisti. In aggiunta, il manager emiliano è consigliere in Telecom, Media for Europe, Danieli, Boato Holding e Boato International, presidente di Bologna Sport Center, SRI Group Italia, Credit Adv e Kerimus, amministratore delegato di Bros Real Estate e amministratore unico di Incitatus.

 

Da quanto tempo gravitano nel calcio

Montini entra nell’Alcione come sponsor nel 2014: nel 2015 diventa consigliere e dal 2017 è presidente con Gallazzi, diventato socio nel 2021. Gallazzi non è nuovo ad avventure imprenditoriali nel mondo del calcio: in passato tenta la scalata al Genoa di Enrico Preziosi e a quelle che definisce “un altro paio di situazioni tra Serie A e Serie B” e “affari altrettanto importanti sotto il profilo economico”, ovvero club con una tradizione consolidata nei principali campionati italiani.

Per anni l’Alcione è la più importante realtà dilettantistica milanese e lombarda: un club complementare a Inter e Milan che ha la sua forza nel settore giovanile. La squadra che utilizza come motti brotherhood (fratellanza) e commitment to excellence (impegno per l’eccellenza) lancia numerosi giocatori nel calcio che conta (su tutti Beppe Dossena, Andrea Caracciolo e Nicolò Rovella) e propone ai ragazzi un percorso sportivo dalle giovanili al professionismo tutto interno alla società.

 

La prima volta dell’Alcione Milano in Serie C

Dal 1952 Alcione Milano è sinonimo di investimento nel futuro. Dalla società arancione passano personalità illustri della città come Ernesto Pellegrini, presidente dell’Inter dal 1984 al 1995, e Carlo Tognoli, sindaco di Milano dal 1976 al 1986, più volte ministro, deputato ed europarlamentare. In oltre 70 anni di storia l’Alcione compie il passaggio tra i professionisti il 21 aprile 2024, proprio nella domenica che precede il derby Milan-Inter: grazie al 3-0 contro il Borgosesia, la squadra di mister Giovanni Cusatis vince il girone A di Serie D e centra la promozione in C.

È il compimento di un piano triennale programmato nel 2021 con l’aspirazione dichiarata di raggiungere la B. Il merito è del club, dell’allenatore e dei giovani calciatori (l’età media è di 23,8 anni), di Giacomo Gagliani in qualità di direttore generale e del direttore sportivo Matteo Mavilla. La Lega Pro è solo il primo passo, tanto che la società si candida persino a giocare al Meazza nel caso di addio di Inter e Milan. Ma Alcione è anche uno stile, quello che viene descritto come “un modo di essere che si fonda sui valori essenziali dello sport e della vita: buona educazione, correttezza, lealtà, rapporti sinceri con i compagni e con gli avversari, solidarietà”.

 

Quanto hanno investito negli Orange

Gli investimenti di Montini e Gallazzi si concentrano soprattutto sul settore giovanile: una delle canteras più importanti d’Italia, centro di formazione all’avanguardia fortemente radicato sul territorio e con oltre 500 iscritti. Nel 2024, l’anno della promozione della prima squadra in C, il club vince anche i campionati Juniores Nazionale, Under 17, Under 15 e Under 14. Nel 2022 gli arancioni sono invitati pure alla Sardegna Talent Trophy, dove battono il Liverpool per 2-0 e vengono fermati soltanto dal Milan ai calci di rigore.

Gallazzi è azionista dell’Olbia Academy in Sardegna e ha un progetto di private equity applicato ai vivai e alle migliori scuole calcio italiane. Il modello del duo è improntato alla sostenibilità sociale ed economica, capace in futuro di assicurare la continuità della gestione slegata dalla proprietà. Come patrimonio e capacità finanziaria, infatti, l’Alcione è ai livelli di una società di B: una struttura solida (chi non gioca nell’Alcione può proseguire nell’affiliata Atletico Alcione, che si allena accanto al Kennedy), una dirigenza seria e ambiziosa che crede nel valore della socialità e conosce il significato del lavoro sul campo.

 

I risultati sportivi nel corso della loro presidenza

Dal 2014 l’Alcione Milano milita nei campionati dilettantistici italiani. La svolta arriva nel 2021 con la prima promozione in Serie D. La stagione da sogno della squadra è quella 2023-2024: la formazione allenata da Cusatis domina il girone A della Lega Nazionale Dilettanti e ottiene la promozione in Serie C (il miglior risultato sportivo in assoluto della presidenza targata Montini e Gallazzi) con due giornate d’anticipo. La cavalcata degli Orange è da 78 punti in 36 partite, 23 vittorie e appena 4 sconfitte, 68 gol fatti e 24 subiti.

L’obiettivo della proprietà per l’immediato futuro è riportare l’Alcione all’Arena Civica, uno dei campi più antichi del mondo: uno stadio affascinante e pieno di storia, inaugurato nel lontano 1807 come Anfiteatro di Milano, luogo dell’esordio assoluto della Nazionale italiana nel 1910 e casa del rugby e dell’atletica leggera azzurri. Intitolato alla memoria di Gianni Brera nel 2002, oggi l’Arena ospita le partite dell’Inter Women. Ora che gli Orange hanno conquistato la promozione, la società è pronta a completare tutti i lavori necessari per ottenere l’agibilità e le autorizzazioni a giocare il campionato di C in questo monumento storico milanese.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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