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Maurizio Stirpe, chi è il patron del Frosinone e vicepresidente di Confindustria

Un primo piano di Maurizio Stirpe

Il Frosinone del presidente Maurizio Stirpe è tornato in Serie A dopo quattro anni. La stagione 2023-2024 sarà la terza in assoluto nel massimo campionato per il club ciociaro. Quello dell’imprenditore e vicepresidente di Confindustria è già definito un modello: bilancio rigoroso e conti in ordine, uno stadio di proprietà e all’avanguardia, calciatori giovani e allenatori che lavorano per un calcio propositivo. Una gestione che ha fruttato tre promozioni nel giro di otto anni. Ma chi è e che cosa fa il patron giallazzurro che vuole esportare il brand Frosinone nel mondo?

 

Chi è Maurizio Stirpe: la biografia

Classe 1958, nato e cresciuto a Frosinone, Maurizio è il figlio di Benito Stirpe (cui lo stadio è intitolato), il fondatore della multinazionale Prima di Torrice. Studi giuridici alla Sapienza di Roma e iniziali ambizioni accademiche, Stirpe Jr. mette a frutto le conoscenze in macroeconomia, direzione strategica e gestione di impresa nell’azienda di famiglia, diventando direttore generale, amministratore delegato e infine presidente del Consiglio d’amministrazione della società.

Cattolico, appassionato di Tex Willer, collezionista di fumetti e dischi in vinile, Maurizio Stirpe è uno di quegli imprenditori del Sud convinti di poter sviluppare “una cultura di riscatto del territorio partendo dallo sport”. Non a caso ribadisce in ogni occasione che il calcio deve continuare ad essere “il volano della crescita dell’intera provincia”.

 

Da dove viene il suo patrimonio

Stirpe eredita dal padre Benito l’impresa di famiglia e trasforma Prima nel gruppo industriale PSC Components (Prima Sole Components S.p.A.) in seguito alla fusione con Sole S.p.A. di Oderzo, in provincia di Treviso. Prima Sole è uno dei maggiori produttori di componenti in plastica sul territorio italiano e l’unica multinazionale con sede a Frosinone.

La società produce componentistica in plastica per auto, moto ed elettrodomestici e vanta importanti collaborazioni con giganti dell’auto quali Fiat, Audi, General Motors, Volvo e Volkswagen e colossi dell’elettrodomestico come Whirlpool e Philips. Il Gruppo conta nove stabilimenti e divisioni in Italia (ad Aversa, Anagni, Ferentino, Paliano, Torino di Sangro, Suzzara, Pontedera, Oderzo e Scanzorosciate), quattro all’estero (tra Germania, Slovacchia, Polonia e Brasile) e quattromila dipendenti.

 

L’attività in Confindustria

Stimato da Emma Marcegaglia e Vincenzo Boccia, Maurizio Stirpe è vicepresidente di Confindustria con delega al Lavoro e alle Relazioni Industriali. Un incarico arrivato dopo gli anni da vicepresidente, consigliere incaricato con delega alle Relazioni Industriali ed Affari sociali e presidente dell’Unione Industriale della provincia di Frosinone (UIF) e da componente della giunta di Confindustria Lazio.

Nel periodo alla Confindustria regionale è tra gli artefici della nascita di Fidimpresa Lazio e di Unindustria, l’Unione degli industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo. Il suo ambito d’azione è legato in particolare alle reti d’impresa e all’internazionalizzazione, alla formazione e alla contrattazione. Dal 2019 Stirpe è anche membro del Consiglio d’amministrazione del Sole 24 Ore S.p.A.

 

Da quanto tempo gravita nel calcio

Il calcio è un affare di famiglia per Maurizio Stirpe. Il papà Benito e lo zio Roberto sono conosciuti a Frosinone come i “fratelli dell’entusiasmo” perché entrano in società nel 1965 e portano i canarini fuori dal pantano della Serie D, fiduciosi di una scalata verso l’agognata B. È l’estate del 2003 quando Maurizio, a capo di una cordata di imprenditori locali, subentra a Rosettano Navarra alla guida del club.

In vent’anni sotto la sua presidenza, il Frosinone di Stirpe ottiene tre promozioni in Serie A e soprattutto trasforma l’ex Matusa nel Benito Stirpe: uno stadio di proprietà in stile inglese da 16.500 posti, il terzo in Italia gestito direttamente da una società di calcio dopo lo Juventus Stadium di Torino e l’Udinese Arena di Udine. Realizzato in località Casaleno e inaugurato il 29 settembre 2017, è stato definito dal patron giallazzurro “tra le più belle cose che abbia visto nella mia vita imprenditoriale”.

Lo stadio Benito Stirpe di Frosinone
Il Benito Stirpe di Frosinone (foto: Frosinone Calcio)

 

La carriera da dirigente sportivo

Al percorso da imprenditore e da dirigente di Confindustria, Stirpe unisce quello ai vertici degli organismi associativi più importanti del calcio italiano. Dal 2002 al 2006 fa parte del Consiglio di Lega di Serie C; dal 2006 al 2010 è sia membro del Consiglio di Lega della Serie A e B che rappresentante della Serie B nel Consiglio Federale della FIGC.

Nel biennio 2009-2010 Stirpe partecipa alla fondazione della Lega autonoma della Serie B di cui è anche membro del Consiglio di Lega per un anno. Nel 2020, quando è confermato vicepresidente di Confindustria per il quadriennio 2020-2024, si concentra esclusivamente sul suo amato Frosinone.

 

Quanto ha investito nel calcio

Con Aurelio De Laurentiis, Claudio Lotito, Giampaolo Pozzo, Urbano Cairo e Fabrizio Corsi, Stirpe è uno dei pochi presidenti italiani rimasti in Serie A. Una buona fetta degli investimenti sono stati indirizzati nella costruzione del Benito Stirpe. I lavori di adeguamento e completamento sono iniziati nel settembre del 2016 ad opera della Together S.r.l. (proprietaria al 100% del Frosinone Calcio) e sono costati complessivamente 20 milioni di euro, di cui 8 finanziati dall’Istituto per il Credito Sportivo.

Naturalmente il fatturato del Frosinone si basa sui diritti televisivi (e il presidente spinge per aumentare la base dei ricavi complessivi), il player trading e la gestione da stadio e merchandising. I ciociari non sono un club da spese folli. Il mercato per la A vale sui 20 milioni e si concentra sui giovani talenti. I tre acquisti più costosi durante la presidenza Stirpe sono stati Salvatore Bocchetti (preso dall’Ascoli per 1,90 milioni di euro), Joel Campbell (comprato dall’Arsenal per 1,5 milioni) e Francesco Zampano, arrivato da Pescara per la stessa cifra di Campbell. La plusvalenza da record è stata quella di Federico Gatti: pagato 150.000 euro, il club ha venduto il difensore centrale alla Juventus per 7,5 milioni di euro più 2,5 di bonus.

 

I risultati sportivi nel corso della sua presidenza

Il nome di Maurizio Stirpe sarà per sempre legato a risultati storici per il Frosinone. Quando diventa presidente, nella stagione 2003-2004, la squadra milita in Serie C2. Al primo anno, centra il ritorno in C1 dopo sedici anni. A dare ancora più soddisfazioni ai tifosi, è la doppia vittoria nei derby con il Latina. Non passa neanche un anno e nel 2005-2006 i canarini vincono la finale play-off contro il Grosseto e volano in Serie B.

Il Frosinone di Stirpe passa cinque stagioni in B e retrocede in Lega Pro nel 2010-2011. L’arrivo di Roberto Stellone in panchina segna una svolta: la squadra ciociara è protagonista di una doppia promozione, dalla C alla B nel 2013-2014 e dalla B alla A nella stagione successiva. La seconda promozione in A arriva nel 2017-2018 con la guida tecnica di Moreno Longo.

La terza promozione è quella della stagione 2022-2023 con Fabio Grosso in panchina, Guido Angelozzi all’area tecnica e una cavalcata che garantisce il massimo campionato con tre turni di anticipo, ottenendo i primati di miglior difesa, miglior attacco e squadra più giovane. Ma i successi non cambiano le strategie di Stirpe: il presidente continua a ripetere che “i tifosi sono i veri proprietari della squadra” e che vuole far restare il Frosinone “nel calcio che conta” il più a lungo possibile.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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