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McDonald’s cerca di espandersi in Cina, ma occhio ai rischi

Un negozio di McDonald's in Cina

McDonald’s punta deciso sulla Cina. Il gigante del fast food sembra incurante del rallentamento dell’economia cinese quest’anno, nonché delle tensioni tra Pechino e Washington. Un passo importante è stato fatto lo scorso mese quando la società americana ha concluso un accordo per riacquistare da Carlyle il 28% della partecipazione nel business cinese che comprende anche i negozi di Hong Kong e Macao.

La partecipazione era stata venduta nel 2017 e faceva parte di un’ampia operazione che coinvolgeva un consorzio guidato dal conglomerato statale cinese CITIC, partner di investimento. Allora vi fu la cessione dell’80% delle quote per 2,1 miliardi di dollari. Con il riacquisto, McDonald’s sale a una partecipazione del 48% del valore di 6 miliardi di dollari. “Crediamo che non ci sia momento migliore per semplificare la nostra struttura, data l’enorme opportunità di catturare l’aumento della domanda e beneficiare ulteriormente del potenziale a lungo termine del nostro mercato in più rapida crescita” ha dichiarato a novembre l’amministratore delegato di McDonald’s Chris Kempczinski.

In questi ultimi sei anni, il colosso di Chicago ha raddoppiato il numero di ristoranti in Cina a 5.500, facendone il suo secondo mercato più grande. L’obiettivo ora è di arrivare a oltre 10 mila negozi nei prossimi cinque anni. Secondo i dati Euromonitor, nel settore McDonald’s domina con una quota del 70%.

 

Cina: cresce la concorrenza ma anche il derisking

La mossa di McDonald’s arriva in un momento in cui i suoi concorrenti cinesi si stanno espandendo. Ad esempio, Yum China ha creato oltre 14 mila negozi in tutta la nazione, mentre gli operatori nazionali Wallace e il nuovo arrivato Tastien hanno raggiunto rispettivamente quota 20 mila e 3.500 negozi.

Altre big americane come Starbucks e Nike hanno espresso la necessità di far crescere la loro quota di mercato in Cina mentre affrontano una maggiore concorrenza in ambito nazionale. Altre aziende occidentali viceversa si stanno defilando, sulla preoccupazione che le tensioni a livello geopolitico finiscano per intaccare il business e far perdere entrate e quote di mercato.

 

McDonald’s: cosa pensano gli analisti dell’espansione cinese

McDonald’s ha un vantaggio importante rispetto ad altri competitor, ovvero la partnership con CITIC, che potrebbe offrire una copertura politica di alto livello. “Avere come partner un conglomerato statale cinese molto potente significa non essere in prima linea nel conflitto geopolitico” ha affermato Jason Yu, amministratore delegato della società di ricerche di mercato Kantar Worldpanel.

Tuttavia alcuni rischi sono evidenti. Secondo Greg Halter, direttore della ricerca presso la società di consulenza per gli investimenti Carnegie Investment Counsel “se le relazioni tra Cina e Occidente si deteriorano potremmo vedere non solo McDonald’s ma altre aziende cedere le loro attività cinesi, in modo simile a quanto è accaduto in Russia negli ultimi due anni”.

Ben Cavender, amministratore delegato presso il China Market Research Group, osserva come il rallentamento della crescita economica cinese e il calo della spesa dei consumatori quest’anno abbiano già danneggiato i profitti di molte aziende esposte al mercato cinese. L’esperto però rileva anche che McDonald’s sia “ben posizionata per sovraperformare”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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