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Mediobanca-Banca Generali: i 4 possibili scenari dell’accordo

Mediobanca-Banca Generali: 4 possibili scenari di un accordo

Mediobanca e Banca Generali hanno chiuso l’ultima seduta a Piazza Affari in deciso rialzo, con le rispettive azioni che hanno registrato una performance positiva rispettivamente del 2,2% e del 3,35%. Il mercato sta valutando le possibili nozze tra i due istituti finanziari, nonostante diversi ostacoli che potrebbero contrastare l’operazione. Piazzetta Cuccia non ha ancora un partner assicurativo e l’azienda guidata da Gian Maria Mossa potrebbe essere quello ideale. Inoltre, la banca d’affari italiana ha anche l’esigenza di potenziare l’asset management e in questo settore Banca Generali è l’unica in Italia di alto profilo, insieme a Fineco e Banca Mediolanum.

Mediobanca da diverso tempo fa la corte a Banca Generali: due anni fa l’approccio è stato frenato dall’opposizione ferma dei pesi massimi di Assicurazioni Generali, che controlla Banca Generali con il 50,2% delle quote, ossia la Delfin di Leonardo Del Vecchio e il gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone. Adesso la situazione potrebbe essere diversa, in quanto il Leone di Trieste è interessato ad acquisire l’asset manager statunitense Guggenheim, che ha una valutazione di circa 3 miliardi di dollari. Il dispendio economico, quindi, potrebbe mettere nelle condizioni la compagnia assicurativa di dover reperire liquidità per sostenere l’operazione, agevolando in questo modo il progetto di Mediobanca.

 

Mediobanca: ecco cosa può succedere con Banca Generali

La banca guidata da Alberto Nagel detiene il 12,8% di Assicurazioni Generali, che vale circa 2,9 miliardi di euro. Nel deal con Banca Generali potrebbe utilizzare una parte di questa quota nella componente azionaria da offrire insieme ai contanti. Secondo l’opinione di analisti e investitori sono possibili 4 scenari in merito all’offerta di Mediobanca per Banca Generali, tutte basate essenzialmente sul prezzo e tenendo presente che, prima delle indiscrezioni risalenti ad alcuni giorni orsono, le azioni dell’istituto con sede a Trieste valevano circa 25 euro. Il punto di partenza è che Mediobanca paghi l’acquisizione utilizzando la metà della partecipazione detenuta in Assicurazioni Generali, mentre per la quota rimanente verrebbe effettuato il saldo in contanti.

Il primo scenario consiste nel prezzo offerto più basso possibile, ossia 31 euro per azione con un premio del 24% sui 25 euro di riferimento. Questo comporterebbe un Cet1 Ratio del gruppo nascente che passerebbe dal 14,5% ipotetico attuale all’11,6%, mentre il multiplo price/earnings si abbasserebbe da 8,1 a 7,5. Il secondo scenario sarebbe di un prezzo proposto di 34 euro, ovvero 9 euro in più rispetto al prezzo “pre-indiscrezione”, il che determinerebbe un Cet1 Ratio dell’11,3%. La terza ipotesi è per un’offerta di 37 euro, con l’indicatore patrimoniale combinato che scenderebbe ancora all’11%. L’ultimo caso è quello più generoso e corrisponderebbe a un prezzo di 40 euro, con un premio del 60%, dove l’indice di solidità del gruppo scivolerebbe al 10,6%. In tutti i casi delineati il Cet1 Ratio sarebbe superiore rispetto alla richiesta minima del 7,9% della Banca centrale europea.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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