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Meta: multa record da 1,2 miliardi di euro, segnali short sull’azione?

L'esterno del data center di Meta Platforms a Prineville negli Stati Uniti

Dopo essersi spinta sul finale della scorsa ottava sui top di periodo, quella odierna potrebbe essere per il titolo Meta una giornata difficile e volatile in scia alle notizie provenienti dall’Irlanda. L’autorità garante della privacy ha deciso di comminare alla società una multa da 1,2 miliardi di euro per violazione delle legge europea sulla privacy. È una decisione senza precedenti che arriva dopo la conclusione dell’indagine condotta sull’attività di Facebook da parte delle autorità irlandesi sul trasferimento dei dati personali dei cittadini europei negli Stati Uniti in violazione delle disposizioni Ue.

Per il Comitato Ue per la protezione dei dati, la violazione compiuta dall’azienda creata da Mark Zuckerberg è molto grave, in quanto riguarda trasferimenti di dati personali “sistematici, continuati e ripetitivi”. Considerato il numero di  utenti iscritti al social network il trasferimento è stato enorme. L’azienda ora ha 5 mesi di tempo per interrompere l’invio dei dati oltreoceano. Meta ha già comunicato che farà ricorso contro la sentenza e la relativa multa in base alle differenze della legislazione sulla privacy tra Europa e Usa.

Nel Vecchio continente le aziende vengono spinte a conservare i dati nel paese in cui vengono raccolti, anziché consentire il trasferimento verso data center in tutto il mondo. Per quanto riguarda il caso specifico di Meta, il problema è la legislazione Usa che permette agli organi di intelligence di intercettare comunicazioni dall’estero, comprese le corrispondenze digitali.

 

Azioni Meta: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere quali potrebbero essere gli impatti sull’azione quotata a Wall Street. Dopo aver toccato sul finire della scorsa ottava i massimi degli ultimi 17 mesi oltre i 248 dollari, la seduta odierna dovrebbe aprirsi all’insegna della debolezza per il titolo Meta. Nel breve termine eventuali prese di beneficio fin verso i 230 dollari, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, non dovrebbero indebolire l’azione ma verrebbero viste come possibili occasioni di acquisto. Nel caso in cui invece questi livelli dovessero essere violati al ribasso, si aprirebbero le porte per una prosecuzione delle vendite verso i 214 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto il 27 aprile scorso, e a seguire i 207-206 dollari. Nel caso in cui anche queste aree non riuscissero ad arrestare le vendite si avrebbero ulteriori deprezzamenti fin verso i 190 dollari e successivamente i 175 dollari.

Al contrario, la tenuta dei 230 dollari dovrebbe riportare la liquidità sull’azione, che riprenderebbe il suo trend ascendente in direzione dei massimi di periodo oltre i 248 dollari. Nel caso in cui queste resistenze dovessero essere lasciate alle spalle, si avrebbe una ripresa del trend rialzista che avrebbe come prossimi obiettivi i 289-290 dollari e a seguire i 315-317 dollari dove verrebbe chiuso l’ampio gap ribassista lasciato aperto il 2 febbraio 2022 nei pressi dei 315-320 dollari. L’eventuale superamento di quest’ultime aree aprirebbe le porte per ulteriori allunghi in direzione dei top del 2022 posti sui 250 dollari.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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