Meta Platforms: l’AI mette il turbo alla trimestrale, azioni in volo a Wall Street

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Le azioni Meta Platforms volano nelle contrattazioni pre-market di Wall Street. Se confermato nella seduta odierna, il rally porterà il titolo della Big tech di Menlo Park a un nuovo record storico. L’entusiasmo degli investitori è esploso dopo la pubblicazione dei conti trimestrali della società, che hanno rilevato come gli investimenti sull’intelligenza artificiale si stiano traducendo in maggiori ricavi per l’azienda.

Il mercato non aspettava altro, ossia che gli enormi piani di spesa delle grandi aziende tecnologiche sulle infrastrutture e sui modelli AI (Artificial Intelligence) trovassero riscontro in una crescita delle entrate. A rovinare la festa ci ha provato – senza successo, per la verità – l’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato) italiana, avviando un procedimento contro Meta per sospetto abuso di posizione dominante. Al centro dell’inchiesta, l’integrazione forzata dell’intelligenza artificiale su Whatsapp, l’app di messaggistica della società californiana. In questo articolo:

 

  • Meta Platforms: la potenza dell’intelligenza artificiale
  • Nel mirino dell’Antitrust

 

Meta Platforms: la potenza dell’intelligenza artificiale

I dirigenti di Meta Platforms hanno esaltato il supporto dell’intelligenza artificiale nei numeri del secondo trimestre del 2025, affermando che è arrivato il momento di cogliere tutte le opportunità che l’investimento nella nuova tecnologia offre. Meta ha registrato un fatturato di 47,52 miliardi di dollari per il trimestre conclusosi il 30 giugno, in aumento di circa il 22% su base annua e oltre la stima media degli analisti di 44,80 miliardi di dollari. L’utile netto di 18,34 miliardi di dollari ha segnato una crescita di circa il 36% anno su anno, mentre l’utile per azione di 7,14 dollari ha superato le stime del consensus di 5,92 dollari.

La gran parte della performance aziendale deriva dall’attività pubblicitaria, grazie soprattutto all’intelligenza artificiale “che ha sbloccato una maggiore efficienza e guadagni in tutto il sistema pubblicitario dell’azienda”, ha affermato l’amministratore delegato Mark Zuckerberg. Secondo Matt Britzam, analista azionario di Hargreaves Lansdown, tutto ciò è avvenuto in parte perché “i miglioramenti dell’intelligenza artificiale hanno permesso all’azienda di aumentare il prezzo medio dei suoi annunci”.

Meta continuerà a investire sull’AI, alzando le previsioni per il capex 2025. La società ha affermato che gli investimenti cresceranno a un ritmo ancora più veloce il prossimo anno, specialmente perché si concentrerà sulle esigenze dell’infrastruttura AI e sui talenti in grado di mettere a punto i modelli. “Crediamo davvero che questo sia il momento di investire davvero nel futuro dell’AI, poiché penso che ci aprirà nuove opportunità oltre a rafforzare il nostro core business”, ha affermato il direttore finanziario Susan Li. Quanto ai ricavi, Meta prevede per il trimestre in corso un fatturato compreso tra 47,5 e 50 miliardi di dollari, nel punto medio oltre le attese degli analisti di 46,2 miliardi di dollari.

L’unica nota stonata della trimestrale di Meta proviene dalla sezione Reality Labs, che continua a erodere denaro. L’unità ha generato un fatturato di 370 milioni di dollari, al di sotto dei 386 milioni previsti dagli analisti, ma soprattutto ha prodotto perdite operative per 4,5 miliardi di dollari.

 

Nel mirino dell’Antitrust

L’Antitrust italiano è in pressing su Meta. L’autorità di regolamentazione ha avviato un’indagine per una pratica commerciale nota come “tying“, ossia un comportamento attraverso i servizi WhatsApp e Meta AI che configura una posizione dominante dell’azienda, al punto da compromettere la concorrenza ostacolando l’accesso al mercato per altri operatori. In pratica, l’Agcm ritiene che attraverso l’integrazione di Meta AI nell’app di messaggistica, gli utenti sarebbero spinti a usare il nuovo assistente virtuale per comodità, senza valutare soluzioni alternative. Ciò da un lato comporterebbe un vantaggio competitivo per Meta non basato sulla qualità del servizio, dall’altro  indurrebbe gli utenti a una sorta di dipendenza funzionale.

Ieri gli ispettori dell’authority hanno perquisito la sede italiana di Meta, accompagnati dal Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. L’obiettivo era raccogliere documentazione e informazioni che potessero servire per l’inchiesta. Gli sviluppi sono incerti, ma se l’indagine dovesse confermare le ipotesi dell’Agcm, Meta non solo rischierebbe sanzioni economiche ma anche l’obbligo di rimuovere o modificare il suo assistente virtuale AI nell’app di messaggistica. 

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari