Meta Platforms: azionisti in rivolta per le spese sul metaverso - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Meta Platforms: azionisti in rivolta per le spese sul metaverso

Meta Platforms: azionisti in rivolta per le spese sul metaverso

Gli investitori di Meta Platforms sono in rivolta nei confronti di Mark Zuckerberg. Le enormi spese che la società sta sostenendo per il metaverso non vanno proprio giù agli azionisti, che dopo la presentazione dei conti trimestrali sembra abbiano avuto discussioni molto accese all’interno dell’azienda, in base ad alcune indiscrezioni. Durante l’ultima trimestrale, il management ha comunicato che le spese per la costruzione del metaverso cresceranno nel 2023 in maniera significativa, dopo che quest’anno hanno già raggiunto la cifra di 9,4 miliardi di dollari. A questo si aggiungerà il balzo della spesa in conto capitale che l’anno prossimo arriverà a 39 miliardi di dollari, oltre il 100% rispetto a quella del 2021.

Tutto ciò è bastato per far sprofondare del 25% le azioni in Borsa a seguito della pubblicazione della trimestrale nella giornata di giovedì 27 ottobre, il che ha portato a una perdita di capitalizzazione di tre quarti di valore negli ultimi 12 mesi. Gli azionisti, insomma, sono molto insoddisfatti dell’esposizione manageriale e vorrebbero un deciso passo indietro da parte di Zuckerberg. Il co-fondatore di Facebook, tuttavia, non ha intenzione di indietreggiare per ora. Anzi, la scorsa settimana si è rivolto agli investitori cercando di rassicurarli sui grandi ritorni futuri del metaverso e invitandoli alla pazienza.

Una pazienza che richiede però grande sacrificio. Secondo gli esperti potrebbero volerci 10-15 anni affinché si materializzino guadagni sostanziosi e questo induce le persone a pensare magari a investimenti alternativi, che garantiscono una crescita più graduale ma costante. “La linea temporale per il metaverso è molto allungata. Non credo che saprai se è la mossa giusta per 5 o 10 anni”, ha affermato David Older, responsabile delle azioni di Carmignac.

 

Meta Platforms: Zuckerberg ignora le rimostranze degli azionisti

Di fronte alle rimostranze degli azionisti, Zuckerberg finora ha manifestato una certa sordità. Nei giorni scorsi un soggetto che ha un’importante partecipazione nella società come Altimeter Capital ha inviato una lettera a Meta Platforms invitando l’azienda a dimezzare i costi annuali del metaverso e a tagliare del 20% il personale. “Tutti erano d’accordo con la lettera aperta di Brad Gerstner (CEO di Altimeter) a Zuckerberg”, ha detto Older. “Puoi avere un grande stock e investire ancora 5 miliardi all’anno nel metaverso, ma devi essere disciplinato sui costi ed essere disciplinato su come stai investendo”. Il messaggio tuttavia sembra aver fatto un salto nel vuoto.

Non è facile fare presa sul numero uno di Meta Platforms, che ha il 13% delle quote ma possiede il 54% dei diritti di voto. “Se qualsiasi altra società avesse sostenuto i programmi di spesa di Meta, ci sarebbero stati investitori attivisti che scrivevano lettere, proponevano liste alternative di direttori, chiedevano cambiamenti”, ha dichiarato Jim Tierney, Chief Investment Officer per la crescita negli Stati Uniti di AllianceBernstein. Zuckerberg però avrebbe delle giustificazioni. Secondo Kevin Landis di Firsthand Funds, il fatto che Apple abbia cambiando le regole sulla raccolta dati è stato un colpo sulle entrate pubblicitarie di Meta, il che ha indotto il CEO a non avere altra scelta che puntare sulla prossima piattaforma informatica.

Ignorare le opinioni degli altri azionisti è un gioco che comunque potrebbe non essere possibile prolungare all’infinito. All’inizio di quest’anno c’è stata una proposta da parte di alcuni investitori per eliminare le azioni con supervoto, ma in assemblea ha raccolto il 28% dei voti, maggiore rispetto al 17% del sostegno ricevuto nel 2014 ma non ancora sufficiente per essere attuata. L’ultima carta che hanno da giocare per ora gli azionisti sarebbe quella di rivolgersi a un Tribunale nel caso venisse fuori che il Consiglio di Amministrazione stesse sprecando le risorse della società. Gli standard da soddisfare in questo caso sarebbero alti e al momento non sembra esistano le condizioni perché si configuri una situazione di questo tenore.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *