Meta Platforms e Microsoft si preparano a pubblicare i risultati del secondo trimestre 2026, domani dopo la chiusura di Wall Street. Il momento è cruciale per il settore tecnologico, finito sotto la lente di analisti e investitori per l’elevato livello di investimenti per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Meta Platforms e Microsoft sono tra i principali protagonisti della rivoluzione dell’IA. Il mercato guarderà all’andamento di ricavi e utili e cercherà di capire se gli ingenti investimenti stiano producendo ritorni economici tangibili e se possano sostenere valutazioni rimaste elevate nonostante la recente correzione.
Josh Gilbert, capo analista per l’area Apac e Medio Oriente di eToro, osserva al proposito che il sentiment degli investitori è profondamente cambiato: “L’inizio della stagione degli utili è stato promettente, ma il calo del 5,7% registrato la scorsa settimana dai Magnificent Seven a Wall Street dimostra che gli investitori non si accontentano più di risultati superiori alle attese, ma vogliono la prova che la crescita dell’IA stia accelerando più velocemente del costo di sviluppo”.
In questo articolo:
- In dieci anni investimenti in IA a 30.000 miliardi di dollari
- Microsoft ha il compito più difficile
- Le attese del mercato su utili e ricavi di Microsoft
- Meta Platforms, la pubblicità sostiene i ricavi
- I tre rischi che frenano Meta Platforms in Borsa
In dieci anni investimenti in IA a 30.000 miliardi di dollari
Il contesto in cui si inseriscono le trimestrali di Meta Platforms e Microsoft è quello di un ciclo di investimenti senza precedenti nell’intelligenza artificiale. Chris Buchbinder, gestore di portafoglio azionario di Capital Group, ricorda che Amazon, Alphabet, Meta, Microsoft e Oracle investiranno complessivamente quest’anno circa 650 miliardi di dollari in data center.
Secondo Buchbinder, “nel corso del prossimo decennio, gli investimenti globali complessivi nelle infrastrutture per l’IA e nei prodotti correlati potrebbero raggiungere i 30.000 miliardi di dollari, superando il boom industriale cinese dei primi anni 2000″. L’esperto aggiunge che “l’IA è ancora il fulcro centrale, nel senso che rappresenta potenzialmente la tecnologia con il maggiore impatto di questa generazione e la forza trainante più significativa dell’economia”. Tuttavia l’evoluzione tecnologica potrebbe modificare rapidamente i vincitori del settore. Per questo conclude che “è fondamentale investire in modo selettivo”.
Microsoft ha il compito più difficile
Tra le due società, Microsoft appare quella chiamata a superare l’esame più difficile. Il gruppo guidato da Satya Nadella continua a essere considerato uno dei leader dell’intelligenza artificiale, grazie alla piattaforma cloud Azure e all’integrazione di Copilot nei propri software, ma gli investitori guardano con crescente attenzione alla sostenibilità finanziaria del piano di investimenti. Secondo Gilbert, “Microsoft è quella che ha più da dimostrare”. Il titolo è il secondo peggior performer dei Magnificent Seven dall’inizio dell’anno, mentre le stime indicano una spesa in conto capitale per il 2026 vicina ai 190 miliardi di dollari.
Le aspettative rimangono elevate anche sul business cloud. Azure dovrebbe registrare una crescita intorno al 40%, un ritmo molto sostenuto, ma che potrebbe non essere sufficiente in un contesto competitivo sempre più intenso. Gilbert evidenzia infatti che “con Google Cloud in crescita a un ritmo più che doppio, seppur partendo da una base inferiore, una forte crescita da sola potrebbe non bastare”. La vera domanda degli investitori riguarda la capacità di Microsoft di trasformare gli investimenti nell’intelligenza artificiale in ricavi, margini e utili.
Le attese del mercato su utili e ricavi
Nel secondo trimestre 2026 il consensus degli analisti si attesta a 87,62 miliardi di dollari di ricavi e 4,24 dollari per azione per Microsoft. Gli investitori continuano a scommettere sulla crescita di Azure e di Copilot nei prossimi 12-24 mesi. Tuttavia, secondo l’analisi statistica realizzata con Forecaster, la valutazione del titolo incorpora già aspettative molto ambiziose. Ciò significa che le azioni potrebbero reagire positivamente se Microsoft dimostrerà che la domanda di servizi IA continua ad accelerare, migliorando contemporaneamente la redditività. Al contrario, eventuali segnali di rallentamento del cloud, costi ancora troppo elevati o risultati inferiori alle attese di Copilot potrebbero alimentare nuove vendite.
David Pascucci, market analyst di XTB, invita alla prudenza: “Domani sarà il turno di Microsoft e Meta, poi Amazon e Apple, tutti titoli che presentano dinamiche di lungo termine ribassiste e che potrebbero utilizzare le trimestrali per esasperare questi movimenti”. Pascucci ricorda che “le trimestrali provocano un innalzamento della volatilità e non determinano necessariamente la direzione di un titolo a meno che quella direzione sia stata già confermata dal punto di vista tecnico”.

Meta Platforms: la pubblicità sostiene i ricavi
Anche Meta Platforms arriva alla pubblicazione dei conti con aspettative molto elevate. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg continua a beneficiare della ripresa del mercato pubblicitario, mentre l’intelligenza artificiale sta migliorando il funzionamento degli algoritmi di targeting e monetizzazione delle inserzioni.
Josh Gilbert sottolinea che “la crescita della pubblicità sta ora registrando il ritmo più veloce dal 2021, trainata sia da maggiori volumi pubblicitari che da prezzi più alti, la prova più evidente finora che l’IA sta effettivamente contribuendo al funzionamento del sistema pubblicitario”. Secondo l’analista, questa dinamica ha probabilmente concesso al management maggiore credibilità nel sostenere il massiccio piano di investimenti.
La questione centrale resta, anche in questo caso, la spesa in conto capitale per lo sviluppo dell’IA. Il budget previsto per quest’anno potrebbe arrivare fino a 145 miliardi di dollari, con ulteriori aumenti possibili nel 2027. Per questo motivo, osserva Gilbert, “l’attenzione si concentrerà sulla capacità dell’IA di continuare a migliorare il targeting e la monetizzazione degli annunci con una rapidità tale da giustificare la spesa per le infrastrutture”.
I tre rischi che frenano Meta Platforms in Borsa
L’analisi di Forecaster evidenzia come il mercato continui a credere nelle prospettive di crescita della società grazie alla pubblicità, a Threads, a WhatsApp e alle future applicazioni dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, il sentiment si è deteriorato nelle ultime settimane per tre fattori principali.
Il primo riguarda il continuo aumento delle spese in conto capitale necessarie per finanziare la costruzione di nuovi data center. Il secondo è rappresentato dai rischi normativi e dalle numerose cause legali che interessano la società, comprese quelle legate alla tutela dei minori su Instagram. Il terzo elemento è costituito dalla valutazione del titolo, che incorpora già aspettative di crescita molto elevate e rende il mercato particolarmente sensibile a qualsiasi delusione sugli utili. Secondo Forecaster, finché Meta non riuscirà a dimostrare un ritorno economico più immediato degli investimenti nell’intelligenza artificiale e a ridurre l’incertezza regolamentare, il titolo potrebbe continuare a mostrare elevata volatilità.










