Meta Platforms ha reso noto il proprio programma di licenziamenti in un memo interno che illustra una serie di cambiamenti organizzativi nell’azienda. L’obiettivo è migliorare i flussi di lavoro attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La nuova tecnologia, su cui Meta ha investito miliardi negli ultimi anni, è alla base della riorganizzazione, che mira a mettere gli agenti AI al centro sia dei prodotti dell’azienda sia del lavoro. Inoltre, la mossa del colosso di Menlo Park riflette una tendenza più ampia tra le grandi aziende tecnologiche statunitensi, che stanno tagliando o ricollocando la forza lavoro verso mansioni sempre più legate all’intelligenza artificiale.
In questo articolo:
- Meta Platforms: in arrivo un’ondata di licenziamenti
- La rivolta dei lavoratori
- L’impatto sulle azioni Meta Platforms
Meta Platforms: in arrivo un’ondata di licenziamenti
Nel documento reso pubblico da Meta Platforms si legge che, a partire da mercoledì, il 10% dei lavoratori sarà licenziato, mentre ulteriori tagli arriveranno entro la fine dell’anno. Inoltre, l’azienda intende ricollocare 7.000 dipendenti in nuove iniziative legate all’AI, eliminando nel contempo diversi ruoli manageriali. Nel complesso, il 20% della forza lavoro subirà qualche tipo di cambiamento tra licenziamenti e trasferimenti. A ciò si aggiunge il fatto che i dipendenti del Nord America lavoreranno da casa già da domani, mentre 6.000 posizioni aperte sono state chiuse. Alla fine di marzo, la società contava complessivamente 77.986 dipendenti.
“Mentre i leader delle varie divisioni lavoravano alle modifiche, molti hanno incorporato principi di progettazione nativi dell’intelligenza artificiale nelle nuove strutture organizzative”, ha commentato Janelle Gale, responsabile delle risorse umane di Meta. “Siamo ora arrivati a una fase in cui molte divisioni possono operare con una struttura più piatta, composta da piccoli team o gruppi che possono muoversi più velocemente e con maggiore autonomia”.
La rivolta dei lavoratori
I cambiamenti introdotti da Meta non sono stati accolti favorevolmente dai lavoratori. I dipendenti hanno inscenato una protesta contro le decisioni dell’azienda, distribuendo volantini negli uffici e pubblicando messaggi infuocati sulla piattaforma interna Workplace. Non solo. Oltre mille dipendenti hanno firmato una petizione contro l’installazione di software per il tracciamento del mouse, utilizzato per addestrare i modelli AI a replicare il modo in cui le persone interagiscono con i computer.
Altri membri del personale si sono scagliati verbalmente contro i dirigenti, accusandoli di non aver affrontato pubblicamente il tema dei licenziamenti, nonostante gli organi di stampa ne avessero parlato già oltre un mese fa. Il clima all’interno dell’azienda, quindi, si sta facendo sempre più teso e potrebbe avere conseguenze anche sul piano delle performance dei lavoratori.
L’impatto sulle azioni Meta Platforms
In genere, la decisione delle aziende di tagliare il personale viene vista in chiave positiva dai mercati, ma in questo caso la notizia era già stata incorporata nei prezzi. Le azioni Meta, infatti, non hanno registrato reazioni particolarmente significative. L’ultima seduta a Wall Street si è chiusa con un calo dello 0,49%, mentre, al momento in cui si scrive, il titolo si muove sulla parità negli scambi pre-market.
Da inizio anno, il colosso guidato da Mark Zuckerberg ha perso circa il 6% della propria capitalizzazione, risentendo soprattutto di una trimestrale che ha alimentato le preoccupazioni degli investitori per le ingenti spese legate all’intelligenza artificiale.
Osservando i fondamentali espressi dal fair value di Forecaster.biz, le azioni Meta appaiono ora sottovalutate. Il valore equo, basato su quattro parametri — Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added ed EV/Sales — è attualmente pari a 677,08 dollari per azione, circa il 10,78% al di sopra del prezzo di mercato.









