Meta sta cercando di colmare il gap con i rivali della Silicon Valley e della Cina nel settore dell’intelligenza artificiale: per ridurre questo divario, l’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha annunciato il progetto Meta Superintelligence Labs, un laboratorio speciale per lo sviluppo della superintelligenza artificiale. L’Asi (Artificial Superintelligence) è un sistema di AI di nuova generazione che lavorano insieme in maniera decentralizzata e open source, promettendo di superare l’intelligenza umana in diversi campi.
Grazie all’incremento di funzioni cognitive all’avanguardia, la superintelligenza artificiale dovrebbe primeggiare in attività specifiche, dalla ricerca e sviluppo alla creatività, dalla capacità di risoluzione dei problemi all’assistenza personale e sanitaria complete. Associata spesso al concetto di singolarità tecnologica, ovvero quel punto ipotetico in cui l’AI diventerà così potente e avanzata da superare la capacità umana di comprenderla e controllarla, l’Asi pone numerosi problemi etici e morali per i suoi possibili impatti, ma rappresenta anche la nuova frontiera del mercato tecnologico globale.
In questo articolo:
- Cosa sono e che faranno i Meta Superintelligence Labs
- Zuckerberg ingaggia talenti da OpenAI con super bonus
Cosa sono e che faranno i Meta Superintelligence Labs
Meta Superintelligence Labs è un laboratorio d’élite che riunisce in un’unica struttura tutti i team di Meta impegnati nei modelli fondamentali esistenti, inclusi Llama 4.1 e 4.2, nei prodotti AI (su tutti l’assistente integrato in WhatsApp) e nella ricerca Fair (Fundamental AI Research) per il raggiungimento dell’Ami, l’intelligenza artificiale avanzata. La divisione Mls ha l’obiettivo dichiarato di arrivare a offrire una “superintelligenza personale per tutti”, ovvero alla portata del grande pubblico. Il Wall Street Journal ha svelato che il colosso di Menlo Park non baderà a spese: Zuckerberg avrebbe assicurato alla nuova squadra che non dovrà preoccuparsi di prosciugare le ingenti risorse messe a disposizione per portare a compimento il lavoro.
“Meta è nella posizione ideale per offrire la superintelligenza al mondo”, ha sottolineato Zuckerberg, alludendo alla base utenti globale di Facebook, Instagram, Threads e WhatsApp (3,3 miliardi registrati e attivi ogni giorno sulle piattaforme del gruppo) e alla potenza infrastrutturale dell’azienda con i suoi enormi cluster Gpu. Senza dimenticare il successo inaspettato (hanno superato il milione di unità vendute nel 2024) della seconda generazione di occhiali intelligenti Ray-Ban Meta, frutto della collaborazione strategica con EssilorLuxottica. In parallelo, Meta starebbe valutando acquisizioni strategiche: Safe Superintelligence di Ilya Sutskever, il co-fondatore e chief scientist di OpenAI; la startup Thinking Machines Lab di Mira Murati, l’ex direttrice tecnica di OpenAI; il motore di ricerca Perplexity AI.
Nel rinnovato team di Meta che si occuperà dell’Agi (l’intelligenza artificiale generale), dell’Ami e dell’Asi figurano due personalità di spicco: il Chief AI Officer Alexandr Wang, cofondatore ed ex amministratore delegato di Scale AI, su cui Meta ha investito 14,3 miliardi di dollari acquisendone il 49% delle quote; l’informatico senior Nat Friedman, ex a.d. di GitHub che ha già collaborato come consulente per la società di Zuckerberg. Al momento, manca ancora uno scienziato capo o un responsabile della ricerca, ma tutto lascia pensare che questa figura verrà annunciata presto.
Quello di Meta Superintelligence Labs è un autentico dream team dell’AI. Non a caso completano la formazione ingegneri provenienti da OpenAI, DeepMind e Anthropic: Trapit Bansal, il co-creatore della serie o di OpenAI; Shuchao Bi, ex Google specializzato nell’apprendimento multimodale e per rinforzo, assunto da OpenAI per la modalità vocale di GPT-4o; Joel Pobar, già engineering manager di Facebook e al lavoro per Meta su progetti come Hhvm, Hack, Flow e Redex prima di passare ad Anthropic; Jack Rae, ex responsabile tecnico di Gemini 2.5 e principal researcher di DeepMind; Pei Sun, principal researcher di Google DeepMind e incaricato del machine learning per Waymo, la società di guida autonoma del gruppo Alphabet.
Zuckerberg ingaggia talenti da OpenAI con super bonus
L’annuncio di Meta Superintelligence Labs arriva a poche settimane di distanza dalla notizia che quattro ricercatori di OpenAI avrebbero lasciato l’ormai ex startup di Sam Altman per passare alle dipendenze del colosso di Facebook, Instagram e WhatsApp. Zuckerberg vuole accelerare in modo significativo sulla superintelligenza artificiale e per farlo avrebbe offerto stipendi esorbitanti a Shengjia Zhao, Shuchao Bi, Jiahui Yu e Hongyu Ren, i quattro ricercatori che si sarebbero subito trasferiti a Menlo Park. Ad oggi l’unico confermato ufficialmente è Shuchao Bi.
Le retribuzioni offerte da Zuckerberg sono enormi: 100 milioni di dollari al primo anno a crescere fino a 300 milioni di dollari in quattro anni, come ha rivelato la rivista statunitense Wired. I quattro sarebbero soltanto i primi ad aver accettato l’offerta: l’azienda ha nei piani di convincere almeno dieci ricercatori di alto livello di OpenAI a cambiare casacca. In aggiunta, nel pacchetto retributivo sarebbero incluse azioni di Meta che maturano già nel primo anno di contratto. Le cifre, tuttavia, sono state smentite seccamente dall’azienda.
“Queste affermazioni sono false: l’entità e la struttura di questi pacchetti retributivi sono state assolutamente distorte. Alcune persone hanno scelto di gonfiare notevolmente quello che sta accadendo per scopi personali”, ha dichiarato Andy Stone, il portavoce di Meta. Il direttore tecnico Andrew Bosworth ha invece rivelato che è vero che la società sta assumendo, ma per un numero limitato di ruoli di leadership. Inoltre, ha aggiunto che OpenAI starebbe rispondendo con notevoli contro-offerte ai dipendenti coinvolti. In effetti, parlando direttamente ai suoi researchers, Altman avrebbe promesso nuovi supercomputer in arrivo e soprattutto di ricalibrare i loro compensi. Nel frattempo, però, il lancio dei Meta Superintelligence Labs ha convinto gli investitori: nella giornata dell’annuncio, il titolo è schizzato a 747,90 dollari, superando i massimi di febbraio.









