Milano-Cortina 2026 costa meno di Expo, ma la partita ora è sui cantieri

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A pochi giorni dall’accensione del braciere olimpico di Milano-Cortina 2026, fissata per il 6 febbraio, l’attenzione si sposta dal calendario delle gare ai numeri che reggono l’evento. Se da un lato l’impatto sui conti pubblici italiani e sui bilanci degli enti locali appare sotto controllo, dall’altro, i dati ufficiali sullo stato di avanzamento delle opere restituiscono una fotografia di cantieri ancora in affanno. Ed è lungo questo doppio binario che si misura oggi il profilo economico dei Giochi invernali, a ridosso della loro apertura.

 

In questo articolo:

 

  • Milano-Cortina 2026, conti sotto controllo secondo S&P Global Ratings
  • Il peso delle infrastrutture nel conto dei Giochi invernali
  • Olimpiadi 2026, a che punto sono i lavori?

 

Milano-Cortina 2026, conti sotto controllo secondo S&P

I Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio, non avranno effetti negativi sui conti pubblici italiani né sui bilanci degli enti locali coinvolti. Lo afferma l’agenzia S&P Global Ratings, che stima un costo complessivo compreso tra 5,7 e 5,9 miliardi di euro, pari a circa lo 0,3% del Pil italiano del 2025, un impatto considerato gestibile e inferiore a quello di altri grandi eventi ospitati dal Paese in passato, come Expo 2015. L’aumento dei costi rispetto al dossier di candidatura è ricondotto principalmente allo shock inflattivo del 2022-2023 e all’inserimento successivo di ulteriori interventi infrastrutturali, ma l’onere è stato assorbito in larga parte dallo Stato italiano, che finanzia circa il 92% della spesa pubblica complessiva legata ai Giochi. In questo quadro, S&P non rileva pressioni né sul rating sovrano italiano né su quello delle amministrazioni locali ospitanti.

 

Il peso delle infrastrutture nel conto dei Giochi invernali

L’analisi dell’agenzia evidenzia come circa due terzi della spesa totale siano riconducibili agli investimenti, stimati intorno ai 4 miliardi di euro. Di questi, oltre il 65% riguarda infrastrutture di trasporto, in particolare interventi su rete stradale e ferroviaria, non strettamente legate agli impianti sportivi ma considerate funzionali al territorio nel medio-lungo periodo. Le opere sportive rappresentano invece una quota più contenuta, inferiore a 1,4 miliardi, in linea con l’impostazione del progetto olimpico basata sul riuso delle strutture esistenti e su interventi di riqualificazione. Anche il budget della Fondazione Milano-Cortina 2026, comitato organizzatore dell’evento, pari a circa 1,7 miliardi di euro, risulta sostenuto prevalentemente da risorse private, tra diritti televisivi, sponsorizzazioni e biglietteria, con un contributo pubblico limitato.

 

Grafico stato interventi milano-cortina 2026 (27 gennaio 2026)
Stato avanzamento lavori Milano-Cortina 2026. Fonte: Simico

Olimpiadi 2026, a che punto sono i lavori?

Accanto al quadro finanziario, resta aperta la questione dello stato di attuazione delle opere. Il piano olimpico complessivo conta 98 interventi, 47 interventi sportivi e 51 infrastrutturali, con questi ultimi che rappresentano circa il 77% del valore economico totale stimato in 3,4 miliardi di euro dalla Simico, la società infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026 incaricata del monitoraggio di una parte rilevante dei progetti. Dai dati open pubblicati dalla stessa Simico emerge che, a ridosso dell’inizio dei Giochi, su un totale di 98 interventi previsti, 40 risultano completati, pari a circa il 41%, mentre la parte restante è ancora in corso di realizzazione o non risulta avviata.

Tra gli interventi ancora in corso rientrano 55 opere cosiddette di “legacy”, destinate a restare come infrastrutture permanenti per i territori, in larga parte legate alla rete stradale e ferroviaria. Si tratta anche dei progetti più rilevanti sotto il profilo finanziario, che assorbono la quota prevalente dei circa 3,5 miliardi di euro complessivi destinati alle 98 opere gestite da Simico. In termini territoriali, il Veneto concentra l’ammontare più elevato degli investimenti, con 1,42 miliardi di euro, seguito dalla Lombardia con 1,39 miliardi.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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