Milano, quanto mi costi: in top ten tra le città più care (per i ricchi)

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Vivere da ricchi a Milano costa sempre di più, e quest’anno il prezzo sale ulteriormente. Il Julius Baer Global Wealth and Lifestyle Report 2026 colloca il capoluogo lombardo al nono posto tra le venticinque città più costose al mondo per gli High Net Worth Individual, individui ad alto patrimonio netto, guadagnando una posizione rispetto al decimo posto occupato nell’edizione 2025 ed entrando così stabilmente nella top ten globale. A livello europeo Milano conferma il quinto posto già registrato lo scorso anno, preceduto da Zurigo, Monaco, Londra e Parigi.

L’indice, elaborato da Ipsos per conto di Julius Baer su un paniere di 20 beni e servizi rappresentativi degli acquisti discrezionali degli HNWI, rivela come dietro questa scalata si nasconda soprattutto un fattore valutario, oltre a un profilo di costi particolarmente marcato per Milano in categorie quali orologeria, gioielleria e sanità privata, in un anno segnato da un rialzo medio globale del 10,2% in dollari statunitensi.

 

In questo articolo:

 

  • Milano guadagna terreno grazie alla valuta
  • Milano e la febbre del lusso
  • Il profilo prudente dell’investitore europeo

 

Milano guadagna terreno grazie alla valuta

Dietro il miglior posizionamento di Milano si cela un fattore condiviso da molte città del continente: la forza dell’euro sul dollaro statunitense. Il report sottolinea come, nel continente, la scalata delle classifiche sia stata determinata più dalla forza delle valute regionali che da autonome dinamiche inflazionistiche locali, con l’unica eccezione di Barcellona, rimasta stabile in quindicesima posizione, e di Londra, scesa dal secondo al quinto posto per effetto della sterlina, il cui andamento ha seguito una traiettoria simile a quella del dollaro.

La regione europea nel suo complesso ha registrato un incremento medio dei prezzi del 14,1% in dollari, ben al di sopra della media mondiale del 10,2%. Ripercorrendo l’evoluzione della classifica dal 2022, Milano occupa stabilmente una posizione compresa tra il nono e il decimo posto sin dal 2024, confermandosi accanto a Zurigo, salita al secondo posto, e Monaco, entrata per la prima volta nella top three a scapito di Hong Kong, ora quarta. L’eurozona ha chiuso il 2025 con una crescita dell’1,5%, in miglioramento rispetto all’anno precedente ma condizionata da debolezze strutturali nel settore manifatturiero tedesco, mentre l’Europa meridionale ha mostrato una tenuta relativamente più solida, sostenuta da un settore dei servizi stabile e da consumi interni robusti.

 

Milano e la febbre del lusso

Scendendo nel dettaglio delle singole categorie del paniere, Milano emerge con forza nei segmenti del lusso personale. La città risulta la seconda al mondo più costosa per gli orologi e la terza per i gioielli, confermando la propria centralità nel panorama internazionale dei beni di alta gamma, in un anno in cui il rincaro dei metalli preziosi ha spinto la gioielleria a un aumento globale del 16,4% e l’orologeria del 15,5%.

Elevati anche i costi per la sanità privata, dove Milano occupa il quarto posto, e per la ristorazione di alta gamma, posizionata al quinto posto insieme al pacchetto tecnologico e alle biciclette. Su livelli intermedi si collocano gli immobili residenziali, lo champagne e le suite alberghiere, tutti all’undicesimo posto, seguiti dalle attrezzature sportive al dodicesimo, dalle automobili al tredicesimo e dai voli in business class al quattordicesimo. Le voci meno onerose per la città sono invece il costo degli avvocati, diciottesimo, e le scuole private e le scarpe da donna, entrambe al sedicesimo posto.

 

Il profilo prudente dell’investitore europeo

Ai prezzi si affianca un’altra storia, quella di come il patrimonio viene gestito e protetto. La Lifestyle Survey, che ha interpellato 360 HNWI con patrimoni bancabili superiori a un milione di dollari nelle principali regioni globali, delinea per l’Europa un profilo di investitore cauto e riflessivo. Fondi, azioni e immobili occupano le prime tre posizioni tra le classi di attivo preferite dai rispondenti europei, con percentuali rispettivamente del 25, 23 e 22%, seguiti da liquidità, obbligazioni e materie prime. Il 15% dei rispondenti europei ha dichiarato un incremento significativo del proprio patrimonio negli ultimi dodici mesi, la percentuale più bassa tra tutte le aree geografiche monitorate dal report, mentre un ulteriore 58% ha registrato una crescita moderata, per un totale del 73% di HNWI con patrimonio in aumento.

Sul fronte degli aggiustamenti di portafoglio legati all’instabilità geopolitica, che ha inciso in modo significativo o moderato sulle scelte dell’80% degli investitori europei, il 44% ha aumentato l’esposizione ai metalli preziosi come copertura, il 31% ha diversificato geograficamente e il 30% ha incrementato le posizioni in liquidità. Sul lato dei consumi, la contrazione della spesa in categorie come gioielleria e orologeria è risultata la più marcata tra tutte le regioni, con cali rispettivamente del 39 e del 40%, mentre le voci con maggiore crescita di spesa restano gli health supplement, la ristorazione di alta gamma, l’assistenza sanitaria, i personal computer e i voli in business class, con percentuali comprese tra il 24% e il 38%. La pianificazione successoria coinvolge il 39% dei rispondenti europei, mentre soltanto il 14% considera l’educazione patrimoniale una priorità elevata, il dato più basso tra tutte le regioni analizzate dal report.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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