Modello 730/2025, tutte le detrazioni da non perdere

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La stagione della dichiarazione dei redditi è iniziata e con l’arrivo del modello 730/2025 e le istruzioni rese note dall’Agenzia delle Entrate, è il momento di fare i conti con tutte le spese sostenute nel 2024.

Presentare correttamente il modello non significa solo adempiere a un obbligo fiscale, ma anche cogliere l’occasione di recuperare denaro grazie alle detrazioni previste dal sistema tributario italiano. Oltre alle classiche spese sanitarie, scolastiche o edilizie, ci sono molte voci meno conosciute che è possibile portare in detrazione e che potrebbero fare una grande differenza nel risultato finale del 730. Scopriamo quali sono.

 

In questo articolo:

 

  • Modello 730/2025: cosa sono le detrazioni e come funzionano
  • Le spese meno note da detrarre nel modello 730/2025
  • Sanità, istruzione e casa: le detrazioni che contano davvero

 

Modello 730/2025: cosa sono le detrazioni e come funzionano

Quando si parla di detrazioni nel modello 730/2025, si fa riferimento a una serie di spese sostenute nel corso dell’anno precedente che permettono di ridurre l’imposta sul reddito dovuta. Queste detrazioni si traducono spesso in un rimborso diretto, erogato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico.

Per essere valide, le spese devono essere documentate e sostenute nel corso del 2024. La percentuale di detrazione varia a seconda del tipo di onere: in molti casi è pari al 19%, ma per interventi edilizi può arrivare al 50%, 65% o persino al 110% in regime di Superbonus (per chi ha diritto alle quote residue).

Tra le spese più note figurano quelle mediche, gli interessi passivi del mutuo, le spese per l’università, l’affitto e le attività sportive dei figli. Ma ci sono anche detrazioni poco conosciute che vale la pena approfondire per non lasciarsi sfuggire neanche un centesimo.

 

Le spese meno note da detrarre nel modello 730/2025

Molti contribuenti si concentrano sulle detrazioni più comuni, ignorando che anche alcune voci meno scontate sono perfettamente detraibili. Ad esempio, le spese funebri rientrano tra quelle scaricabili, indipendentemente dal grado di parentela con il defunto. Basta essere il soggetto che ha effettivamente sostenuto la spesa.

Anche gli abbonamenti ai mezzi pubblici sono detraibili al 19% fino a un massimo di 250 euro, purché siano personali e documentati. Una spesa che, con la giusta attenzione, può tradursi in un piccolo rimborso annuale.

Un altro fronte poco esplorato riguarda il bonus Verde, valido per chi ha effettuato interventi di sistemazione del verde privato: impianti di irrigazione, alberi, piante, recinzioni o giardini pensili. Una voce spesso trascurata, ma che consente di recuperare fino al 36% della spesa.

Anche l’affitto può dare diritto a una detrazione, seppur con meccanismi diversi rispetto ad altre spese. L’importo, infatti, varia in base al reddito complessivo del contribuente, al tipo di contratto e alla destinazione d’uso dell’immobile. Alcuni casi prevedono importi fissi annuali in presenza di specifici requisiti, come la residenza nel comune dove si lavora.

 

Sanità, istruzione e casa: le detrazioni che contano davvero 

Tra tutte le categorie, quella che consente il recupero più elevato è senza dubbio la spesa sanitaria, che resta la voce più corposa nelle dichiarazioni. Rientrano in questa categoria le visite mediche generiche e specialistiche, le analisi, le terapie riabilitative, le cure termali (escluse le spese di viaggio), i dispositivi medici e le degenze ospedaliere. Per i farmaci, la detrazione è concessa solo se indicati con scontrino parlante e accompagnati da prescrizione.

Molto rilevanti anche le spese per l’istruzione. È possibile detrarre il 19% delle spese scolastiche sostenute per figli dai 5 ai 18 anni: iscrizione e frequenza, mensa scolastica, gite, assicurazione e trasporto. Per l’università si possono scaricare tasse d’immatricolazione, test d’ingresso, tirocini e corsi per il conseguimento di CFU e CFA, anche se frequentati in atenei privati (entro i limiti stabiliti annualmente dal Miur).

Infine, non vanno dimenticati i bonus edilizi, ancora centrali nel 2025: il Superbonus (per chi ha effettuato i lavori in anni precedenti), l’Ecobonus per la riqualificazione energetica, il Sismabonus per interventi antisismici e il classico bonus Ristrutturazioni al 50%. Anche il bonus Mobili ed elettrodomestici, legato a lavori di ristrutturazione, consente di ottenere una detrazione del 50% sull’acquisto di arredi per un tetto massimo di 5.000 euro.

E per chi ha effettuato interventi per abbattere le barriere architettoniche? Anche in questo caso è possibile detrarre fino al 75% della spesa sostenuta, in percentuale variabile a seconda della tipologia dell’intervento e delle caratteristiche dell’edificio.

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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