Modello 730/2026, detrazione abbonamenti trasporto pubblico: cosa cambia

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Nel Modello 730/2026 le spese di trasporto pubblico tornano a essere una voce importante per chi desidera ridurre l’imposta sul reddito. Autobus, treni, metropolitane e tram non sono solo mezzi di spostamento quotidiano, ma anche strumenti che, se utilizzati con abbonamento, possono generare un piccolo ma concreto risparmio fiscale. La normativa conferma la possibilità di detrarre parte dei costi sostenuti nel 2025, ma restano limiti precisi e regole da rispettare per evitare errori nella compilazione.

Quanto si può recuperare con la detrazione? Quali abbonamenti rientrano nel beneficio e quali documenti è necessario conservare per non perdere il diritto al rimborso?

 

In questo articolo:

 

  • Spese di trasporto detraibili nel Modello 730/2026: chi può beneficiarne e come
  • Limiti e percentuali di detrazione nel Modello 730/2026
  • Documenti da conservare per ottenere la detrazione

 

Spese di trasporto detraibili nel Modello 730/2026: chi può beneficiarne e come

La detrazione per le spese di trasporto pubblico è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 e confermata anche per il 2026. Riguarda gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, quindi autobus urbani ed extraurbani, tram, metropolitane e treni regionali. Non sono invece ammesse le spese per biglietti singoli, taxi o servizi privati.

Il beneficio spetta al contribuente che ha sostenuto la spesa, ma anche per i familiari fiscalmente a carico, come figli o studenti universitari pendolari. In questi casi, è fondamentale conservare il titolo di viaggio e la ricevuta di pagamento, perché la detrazione è riconosciuta solo se la spesa è documentata. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la detrazione vale anche per gli abbonamenti settimanali, mensili o annuali, purché si tratti di titoli di viaggio che attestino chiaramente la durata e il servizio pubblico utilizzato. Sono esclusi, invece, gli abbonamenti integrati che includono altri servizi, come ingressi a musei o spettacoli.

Nel Modello 730/2026, le spese vanno inserite nel Quadro E – Oneri e Spese, righi E8-E10, utilizzando il codice 40, dedicato agli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico. Se si utilizza il modello precompilato, la spesa potrebbe già essere presente, ma è sempre consigliabile verificare e, se necessario, aggiungere manualmente l’importo.

 

Limiti e percentuali di detrazione nel Modello 730/2026

Il vantaggio fiscale previsto per le spese di trasporto pubblico è pari al 19% dell’importo sostenuto, con un tetto massimo di 250 euro all’anno per contribuente. In pratica, chi spende 250 euro o più può recuperare 47,50 euro, mentre chi spende meno avrà un rimborso proporzionale. Il limite resta invariato anche in presenza di più familiari a carico: il genitore che paga due abbonamenti annuali per i figli potrà comunque detrarre al massimo 250 euro complessivi. Non è possibile suddividere la spesa tra i genitori “pro quota”, anche se l’importo dell’abbonamento supera il tetto previsto.

La detrazione non spetta se il datore di lavoro rimborsa le spese di trasporto in busta paga, poiché in quel caso la spesa non è effettivamente sostenuta dal contribuente. Per i redditi più alti, la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un riordino delle detrazioni fiscali, con riduzioni progressive per chi supera i 75.000 euro di reddito. In particolare, l’importo base della spesa ammessa alle detrazioni scende a 14.000 euro per redditi tra 75.000 e 100.000 euro, e a 8.000 euro per redditi fino a 120.000 euro. Tuttavia, queste soglie si applicano solo alle detrazioni complessive e non modificano il limite specifico dei 250 euro per il trasporto pubblico.

Il beneficio resta quindi invariato per la maggior parte dei contribuenti, confermandosi come una piccola ma utile agevolazione per chi utilizza i mezzi pubblici in modo regolare.

 

Documenti da conservare per ottenere la detrazione

Per usufruire della detrazione nel Modello 730/2026, è indispensabile conservare la documentazione che attesti la spesa. Il titolo di viaggio deve riportare informazioni precise:

 

  • nome dell’azienda di trasporto;
  • partita IVA;
  • numero progressivo dell’abbonamento;
  • descrizione del servizio (tratta o fascia chilometrica);
  • data di emissione o obliterazione;
  • durata e costo dell’abbonamento.

 

Nel caso di abbonamenti digitali o elettronici, è sufficiente conservare lo scontrino o la ricevuta che riporti le stesse informazioni, inclusa la data e l’importo pagato. Questi documenti sono validi ai fini fiscali anche in assenza di fattura, purché contengano gli elementi identificativi del servizio.

La dichiarazione dei redditi deve essere trasmessa entro il 30 settembre 2026, mentre il modello precompilato sarà disponibile dal 30 aprile e potrà essere inviato dal 15 maggio. Chi utilizza il Modello Redditi Persone Fisiche avrà tempo fino al 31 ottobre 2026. Il rimborso spettante sarà calcolato automaticamente e accreditato in busta paga o con la pensione, a seconda della posizione del contribuente.

In sintesi, la detrazione per le spese di trasporto nel Modello 730/2026 rappresenta un piccolo incentivo alla mobilità sostenibile e un modo per alleggerire, anche se di poco, il peso delle spese quotidiane. Con una corretta compilazione e la giusta documentazione, ogni contribuente può trasformare il costo dell’abbonamento in un vantaggio fiscale concreto.

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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