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Le monete più rare e costose del mondo

Flowing Hair Dollar del 1794

In ogni angolo del mondo e in qualsiasi epoca storica, le persone sono sempre state affascinate dalle monete più introvabili e preziose. Grazie all’abilità artigianale con cui sono state realizzate, al significato della moneta stessa e alle vicende pazzesche e avventurose che in molti casi nascondono, questi esemplari sono stati spesso prodotti in materiali che valgono una frazione del valore di ciò che è impresso sulla loro faccia. E oggi raggiungono cifre da capogiro nel mercato degli appassionati di numismatica. Dopo aver scoperto quali sono le monete entrate nel Guinness dei Primati per le caratteristiche più disparate, dal peso alle dimensioni, ecco quali sono quelle più rare e costose in circolazione.

50 lire di Vittorio Emanuele II del 1864

Una delle monete più rare del Regno d’Italia, coniata in appena 103 esemplari. Questa 50 lire in oro presenta sul dritto il profilo del sovrano (con in basso la data e sotto il collo il nome dell’autore: Giuseppe Ferraris) e sul rovescio lo stemma di Savoia coronato e fregiato del collare dell’Annunziata tra due rami d’alloro, con in basso il valore e i marchi di Zecca. Nel maggio del 2017, in occasione dell’asta “Monete, banconote e medaglie” di Bolaffi a Torino, è stata venduta a 225.700 euro partendo da una base di 150.000.

Le 50 lire del 1864
Le 50 lire del 1864 vendute alla bellezza di 225.000 euro

Liberty Head del 1913

Il nichelino da 5 centesimi del 1913 è particolarmente prezioso perché è stato prodotto dall’US Mint in una quantità limitatissima: si contano solo 5 monete di questo tipo, con il volto della Libertà racchiuso tra stelle sul dritto e la V romana tra le spighe di grano e i rami di cotone sul rovescio. Questo nickel fu coniato senza l’approvazione della Zecca, che aveva cambiato il disegno del pezzo: da quello della Liberty Head al profilo di un nativo e del bisonte Black Diamond. Nel 2010 l’esemplare più costoso è stato acquistato all’asta per 3,7 milioni di dollari, anche se si ritiene che se ne venisse ritrovato uno in condizioni di Zecca potrebbe valere almeno 20 milioni.

Il nichelino Liberty Head del 1913
Il nichelino Liberty Head del 1913 disegnato da Charles Edward Barber

La Big Maple Leaf del 2007

È l’enorme moneta canadese da 1 milione di dollari: il suo peso è di 100 chilogrammi in oro quasi puro (al 99,99%), tanto da essere finita nel Guinness dei Primati per il suo grado di purezza “impareggiabile”. Coniata in un set da sei dalla Royal Canadian Mint, presenta il profilo della regina Elisabetta II (realizzato dall’artista canadese Susanna Blunt) sul dritto e l’iconica foglia d’acero (opera dell’incisore Stan Witten) sul rovescio. Nel giugno del 2010 è stata venduta all’asta a Vienna per 3.145.000 euro, mentre nel marzo del 2017 è stata oggetto di un incredibile furto in Germania: una banda di ladri di origini libanesi (i fratelli Ahmed e Wayci Remmo e il cugino Wissam, con la complicità dell’amico e vecchio compagno di scuola Denis) l’ha rubata dal Münzkabinett del Bode Museum di Berlino, penetrando nel museo con una scala da una finestra. La beffa è che l’assicurazione ha pagato appena il 20% del valore della moneta, sostenendo che la colpa del furto era da attribuire alla negligenza del personale. Soltanto in seguito ad una causa legale, la compagnia assicurativa è stata condannata ad aumentare il risarcimento al 50%.

Dinar d’oro Omayyade del 723

Coniata a Damasco durante il secondo dei quattro califfati istituiti dopo la morte di Maometto, probabilmente in occasione del pellegrinaggio dell’Hajj alla Mecca, questa particolare moneta ha stabilito un record assoluto nel mondo arabo: nel 2020 è stata battuta all’asta da Morton & Eden a Londra per 5.120.000 euro. È inoltre il primo dinar d’oro a fare esplicito riferimento ad un luogo (l’odierna Arabia Saudita) e a una miniera di proprietà del califfo stesso, scavata su un terreno acquisito per discendenza diretta dal Profeta.

Dinar d'oro Omayyade del 723
Questo dinar è diventato una delle monete d’oro islamiche più rare e pregiate

Florin d’oro di Edoardo III del 1343

Il fiorino d’oro britannico del 1343, voluto da Edoardo III prima dell’ampia diffusione del Noble, è una delle monete più costose al mondo: ne esistono solo tre esemplari (due sono di proprietà del British Museum di Londra, ritrovati insieme da alcuni studenti sul fiume Tyne nel 1857) ed è stata valutata in un’asta del 2006 per una cifra pari a 6,8 milioni di dollari. Presenta un grado di purezza aurea pressoché assoluto ed è chiamata anche Double Leopard perché sia sul dritto che sul rovescio sono raffigurati dei leopardi, come avveniva con i leoni sulle monete d’oro di Teodosio I e su alcune monete romane imperiali.

Saint-Gaudens Double Eagle del 1907

Ha una storia affascinante questa moneta d’oro da 20 dollari: il disegno realizzato dallo scultore franco-irlandese Augustus Saint-Gaudens, all’epoca in precarie condizioni di salute, si rivelò troppo complicato da incidere e produrre in grandi quantità per l’US Mint, così Charles Barber, capo incisore della Zecca americana, modificò il disegno e scelse di eliminare la frase “In God We Trust”. Il Congresso non la prese bene e, nonostante la moneta sia stata comunque realizzata, oggi è incredibilmente rara. I 445.500 esemplari in circolazione fino al 1933 vennero quasi tutti refusi ad eccezione di pochi esemplari: uno di questi è stato venduto all’asta nel 2002 e comprato per 7.590.020 dollari.

Il Silver Dollar del 1804

La moneta in argento da 1 dollaro, conosciuta come “The King of American Coins”, in realtà non è stata coniata nel 1804 ma 30 anni dopo: su richiesta del presidente Andrew Jackson, veniva usata come dono per sultani ed emiri durante i viaggi del diplomatico Edmund Roberts tra la Thailandia e l’Oman. La sua distribuzione più massiccia comincia a partire dal 1834 e 1835. Fu proprio nei decenni successivi alla prima produzione del 1804 che i collezionisti si accorsero dell’esistenza delle monete cosiddette Class I e iniziarono a cercare in tutti i modi di ottenerle. Nell’agosto del 2021 un dollaro d’argento del 1804 è stato venduto all’asta da Stack’s Bowers Galleries di New York per 7.86 milioni di dollari.

Il dollaro del 1804
Il re delle monete americane: il dollaro del 1804

Il Brasher Doubloon del 1787

Un rarissimo doblone statunitense di otto scudi del valore di 16 dollari, coniato privatamente nel 1787 e anche negli anni immediatamente successivi. La richiesta per questa moneta arrivò allo Stato di New York dall’orafo Ephraim Brasher, vicino di casa di George Washington: peccato che ai piani alti del governo non piacque il disegno proposto (l’aquila e i monti Catskill) e nessuno voleva delle monete in rame. Brasher andò avanti per la sua strada e continuò a coniare, sia in bronzo che in oro a 22 carati. Dopo essere stata comprata da una società di investimenti di Wall Street per 7,4 milioni di dollari, nel gennaio del 2021 è stata battuta all’asta da Heritage Auctions per 9,36 milioni di dollari.

Flowing Hair Dollar del 1794

Una specie di Santo Graal della numismatica a stelle e strisce (ne sono rimasti soltanto 120 esemplari al mondo) e una delle monete più care di sempre: il Flowing Hair Dollar del 1794, il dollaro d’argento “dai capelli fluenti” (quelli di Lady Liberty sul dritto), primo conio realizzato dal governo federale degli Stati Uniti sotto la presidenza di George Washington in seguito all’autorizzazione del Coinage Act del 1792. Nel gennaio del 2013 è stata venduta alle Stack’s Bowers Galleries di New York alla cifra astronomica di 10.016.875 dollari. Sette anni dopo, nel settembre del 2020, è tornata all’asta da Legend Auctions a Las Vegas ma, complice la pandemia, è stata venduta ad “appena” 1.050.000 dollari.

Double Eagle del 1933

La più costosa di tutte tra quelle vendute a un’asta è la Double Eagle del 1933, moneta in oro dal valore nominale di 20 dollari disegnata da Saint-Gaudens per Theodore Roosevelt e venduta da Sotheby’s a 18.872.250 dollari partendo da una base di 10 milioni. La Double Eagle è una delle monete più preziose non solo nella storia americana e ha alle spalle una storia incredibile: è l’ultima in oro coniata dall’US Mint (segna infatti l’uscita degli Stati Uniti dal gold exchange standard), fa parte di una serie mai entrata in circolazione, è passata per collezioni private prestigiose (dal re egiziano Farouk allo stilista newyorkese di calzature Stuart Weitzman) e ha attraversato sequestri, diatribe legali e persino operazioni dei servizi segreti.

La Double Eagle del 1933
La Double Eagle del 1933 venduta a 18.8 milioni di dollari (foto: Sotheby’s)

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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