Mps, caos in cda: Fabrizio Palermo si dimette, avanza Caltagirone junior

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Due uscite in due giorni. Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena registra oggi le dimissioni con effetto immediato di Fabrizio Palermo (nella foto), consigliere indipendente e membro del Comitato Parti Correlate, a distanza di ore dalla decadenza di Carlo Vivaldi. Con loro escono due dei tre candidati a.d. che il board uscente aveva contrapposto a Luigi Lovaglio, poi rieletto dall’assemblea del 15 aprile. Palermo cita il disaccordo sulle “recenti determinazioni in materia di governance” e, secondo le ricostruzioni disponibili, una sostanziale esclusione dai processi decisionali interni.

A beneficiare del vuoto lasciato sarà verosimilmente Alessandro Caltagirone, primo dei non eletti nella lista del cda uscente: suo padre Francesco Gaetano è già il secondo azionista dell’istituto con il 13,5%, e il seggio del figlio potrebbe rafforzare ulteriormente il peso della famiglia nella governance della banca.

 

In questo articolo:

 

  • Mps, le tensioni dalla prima seduta
  • Fabrizio Palermo, dall’unico candidato ceo alle dimissioni in novanta giorni
  • Mps, Alessandro Caltagirone sempre più vicino al cda

 

Mps, le tensioni dalla prima seduta

Le frizioni erano emerse già dalla prima seduta utile del nuovo consiglio, insediatosi dopo l’assemblea del 15 aprile. I rappresentanti della lista del cda uscente — Palermo, Corrado Passera, Carlo Vivaldi, Nicola Maione, Paolo Boccardelli e Antonella Centra — insieme all’esponente di Assogestioni Paola De Martini avevano negato il proprio voto sia al conferimento delle deleghe a Luigi Lovaglio sia alla nomina di Cesare Bisoni alla presidenza. Un primo strappo che ha anticipato gli sviluppi successivi. Martedì 5 maggio si è consumato un nuovo scontro: il board ha dichiarato la decadenza di Vivaldi per la contemporanea presenza negli organi di Mps e di Banca Mediolanum, ritenuta incompatibile con i requisiti relativi alla presenza in banche concorrenti. La sera del 6 maggio sono arrivate le dimissioni di Palermo, formalizzate il giorno seguente. Con l’ex Unicredit e il manager di Acea escono così due dei tre candidati ceo della lista del cda uscente, mentre Passera rimane in carica. L’assemblea del 15 aprile aveva nel frattempo consacrato Lovaglio, sostenuto dalla lista promossa dall’imprenditore Pierluigi Tortora e appoggiata da Delfin, con il 17,5% del capitale, Banco Bpm, BlackRock e Vanguard.

 

Fabrizio Palermo, dall’unico candidato ceo alle dimissioni in novanta giorni

Fabrizio Palermo era stato designato dal consiglio uscente come candidato alla carica di amministratore delegato, prima in cordata con Passera e Vivaldi, poi come unico nome in alternativa all’uscente Lovaglio. Il suo percorso professionale si è sviluppato lungo assi diversi rispetto a quello tipico del banchiere. Dopo un’esperienza in Morgan Stanley, Palermo è entrato nel gruppo Cassa Depositi e Prestiti come direttore finanziario, per poi assumerne la guida dal 2018 al 2021. Dal 2025 siede nel consiglio di amministrazione di Generali, società nella quale Francesco Gaetano Caltagirone — che lo aveva sostenuto come candidato — detiene una partecipazione del 6,28%. La natura stessa di Cdp è al centro delle perplessità emerse sul suo profilo: l’ente gestisce il risparmio postale e può accedere alla liquidità della Bce, ma non è titolare di una licenza bancaria e non è soggetto alla medesima vigilanza cui sono sottoposti gli istituti di credito ordinari. Secondo fonti citate da Reuters, la Banca centrale europea avrebbe scritto al board di Mps in due occasioni, prima e dopo l’approvazione della lista, chiedendo di verificare che il candidato alla guida dell’istituto possedesse una solida esperienza nel settore bancario. 

 

Mps, Alessandro Caltagirone sempre più vicino al cda

Lo statuto di Mps fissa a nove il numero minimo di consiglieri su quindici. In base alle norme statutarie, le caselle vacanti dovrebbero essere coperte dai primi due non eletti nella lista del cda uscente: Gianluca Brancadoro, ex vicepresidente della banca, e Alessandro Caltagirone, secondogenito di Francesco Gaetano Caltagirone. Alessandro Caltagirone siede già nel consiglio di amministrazione dell’istituto senese dal dicembre 2024, dove è componente sia del Comitato Remunerazione sia del Comitato Nomine.

Il suo curriculum comprende cariche in alcune delle principali società del gruppo di famiglia e non solo: è vicepresidente di Cementir Holding e di Caltagirone Editore, consigliere di Acea dal 27 aprile 2017, membro del Comitato Investimenti di Fabrica Immobiliare Sgr e amministratore di Caltagirone Spa e Società per lo Sviluppo Urbano. In passato ha ricoperto la presidenza di Vianini Industria, Vianini Lavori, FGC Spa e Italia Spa, oltre a sedere nel consiglio di Fincal; è stato inoltre componente e presidente del Comitato Nomine e Remunerazioni di Unicredit. Laureato in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma nel 1994, ha ricoperto il ruolo di cultore della materia in Economia Aziendale, Bilancio e Business Plan sia alla Sapienza sia alla Luiss. 

Il suo ingresso consoliderebbe una presenza familiare che si estende già su più livelli: Francesco Gaetano Caltagirone detiene il 13,5% del capitale di Mps, secondo solo a Delfin al 17,5%, e con un figlio al tavolo del cda la famiglia si troverebbe rappresentata tanto nell’azionariato quanto nella governance. Intanto, i  prossimi appuntamenti sul calendario sono giovedì 7 con i dati trimestrali di Mediobanca e lunedì 11 maggio con i conti della capogruppo, che potrebbero includere aggiornamenti sull’iter di integrazione della merchant bank nell’istituto senese.

 

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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